the White House
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Il Giro del Mondo in 30 Caffè – Il 2014 si presenta come un anno di rilancio per gli Stati Uniti, anche se le sfide non mancano. Obama avrà dalla sua parte la crescita economica, la diminuzione della disoccupazione e la maggior apertura internazionale ma dovrà affrontare un delicato ritiro dall’Afghanistan, il confronto con l’Iran e le elezioni di mid-term che potrebbero causargli qualche grattacapo. 1. Dove sarà concentrata l’attenzione di Obama nel 2014? – I teatri da tenere sotto la lente d’ingrandimento per l’Amministrazione americana sono diversi. Innanzitutto l’Afghanistan: sia il “processo di Kabul”, avviato nel 2010, sia la conferenza di Chicago, del maggio 2012, indicano il 2014 come l’anno della svolta per la situazione delle truppe ancora sul campo. Obama ha investito molto sulla questione afgana e i risultati potrebbero vedersi in questi dodici mesi, in cui le truppe regolari dovrebbero essere ritirate, per lasciare posto a contractors e nuclei specializzati per l’addestramento. Anche lo scenario persiano possiede un’importanza vitale, non solo per la questione nucleare, che ad ogni modo, riveste un ruolo centrale per provare le vere intenzioni della diplomazia occidentale e iraniana. Gli spiragli di dialogo aperti da Rohani potrebbero rivelarsi fondamentali per la stabilizzazione dell’area (Afghanistan e Iraq compresi), che non può essere reale e duratura senza il coinvolgimento internazionale dell’Iran. Altre questioni, all’apparenza minori, potrebbero rivelarsi cruciali. I rapporti con la Russia, sia in generale sia su aspetti specifici (per tutti la corsa all’Artico) riceveranno un’eco maggiore da febbraio con le manifestazioni olimpiche di Sochi. Le relazioni sia con la Cina sia con gli alleati americani nel Pacifico, nella non remota eventualità di una rivitalizzazione delle dispute territoriali nel Mar cinese, sottoporrebbero Obama decisioni no semplici. Infine il 2014 potrà essere un anno di riassetto degli equilibri, scossi dalla reazione di Paesi considerati amici e alleati degli Stati Uniti che, davanti all’opinione pubblica, hanno dovuto prendere posizioni forti rispetto alle rivelazioni del caso Snowden. 2. Per quanto riguarda l’apertura internazionale ci saranno novità? – Sembra che il 2014 possa segnare un’ulteriore apertura per l’economia americana. I due dossier più importanti sul tavolo di Obama riguardano la Transpacific Trade Partnership (TTP) e la Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP). La TTP è un accordo in vigore dal 2006 tra Brunei, Cile, Nuova Zelanda e Singapore. Dal 2008 gli USA partecipano ai negoziati per una nuova TTP che dovrebbe includere anche Australia, Giappone, Canada, Messico, Perù e Malaysia. Il 2012 e il 2013 sono stati due anni di intensi colloqui tra le parti, e quest’anno potrebbe essere decisivo per le sorti dell’accordo. Sulla sponda atlantica la TTIP permetterebbe una maggiore liberalizzazione del commercio tra Stati Uniti ed Unione Europea, ossia  dell’equivalente di un terzo del commercio mondiale. Il processo è lungo e tortuoso, e non è scontata una conclusione positiva. Il 2014 servirà per capire se veramente esiste una volontà politica e lo spazio di manovra per raggiungere un’intesa. 3. Come si presenterà la situazione interna statunitense? – La performance economica statunitense continuerà a migliorare. Secondo i dati resi noti dal Bureau of Economic Analysis e dalla Federal Reserve, le stime di crescita del prodotto interno lordo dovrebbero passare dal 2-2,3% del 2013 (con gli ultimi dati, relativi al terzo trimestre, di una crescita del 4% sul trimestre precedente) al 2,9-3,1% del 2014. Inoltre è prevista una diminuzione del tasso di disoccupazione, il quale dovrebbe passare dal 7,1-7,3% del 2013 al 6,4-6,8% stimato per il 2014. In questi mesi (almeno fino a novembre) ci saranno altri tre grossi nodi da sciogliere per la politica interna americana, in particolare nei rapporti di forza tra governo e parlamento. Prima di tutto il budget federale, che nei mesi scorsi ha causato non pochi problemi, con la chiusura temporanea di strutture considerate di non vitale importanza per la sopravvivenza del Paese (parchi e musei per esempio). La cosiddetta sequestration continuerà ad operare tagli automatici anche alle spese di quest’anno, ridimensionando in maniera lineare tutte le voci di spesa del governo. In secondo luogo, dopo le difficoltà incontrate con l’avvio dell’Affordable Care Act (Obamacare) sia per l’iter congressuale sia per grossi disguidi amministrativi (per esempio i problemi avuti con la società incaricata di gestirne la piattaforma digitale), la riforma sanitaria di Obama non avrà vita semplice poiché osteggiata da parte dei repubblicani e non condivisa in tutti i suoi aspetti da diversi esponenti democratici. Infine, sempre quest’anno si cercherà di rivedere l’intero sistema che regola l’immigrazione e che controlla i flussi migratori in entrata e in uscita. La materia è abbastanza complicata poiché ad essa concorre sia lo Stato federale sia i singoli Stati, i quali adottano politiche spesso  inconciliabili tra loro. Repubblicani (in particolare alcuni personaggi di rilievo di origine latinoamericana) e democratici stanno verificando se esistono basi comuni per intavolare un dibattito parlamentare serio in tal senso.
Il Presidente saluta le truppe
Il Presidente saluta le truppe
4. Quali saranno le questioni spinose nel 2014 di Obama? – Innanzitutto lagestione sia a livello internazionale sia domestica della rivelazione del programma di sorveglianza della National Security Agency (NSA). Da un lato le difficoltà riscontrate con i Paesi con cui gli Stati Uniti intrattengono relazioni politiche ed economiche, dall’altro la credibilità di un Presidente, che ha puntato molto sul rispetto dei diritti civili, è stata minata dalla notizia che anche la privacy dei propri cittadini è violata in maniera persistente dalle agenzie del governo federale. La riforma della NSA è necessaria e discussa nelle stanze della Casa Bianca in queste ore, e potrebbe, a breve, uscire una prima bozza. Inoltre il centro di detenzione di Guantanamo, che Obama aveva promesso di chiudere già durante la sua prima campagna presidenziale, rimane uno degli strumenti utilizzati da questa Amministrazione in ambito di sicurezza nazionale. Su questo fronte potrebbero però esserci alcune novità significative. Infatti il Congresso ha votato il defense authorization bill per il 2014, il quale renderebbe più semplice il trasferimento di alcuni prigionieri in Paesi stranieri (78 degli attuali 155 detenuti). Non sarà possibile, allo stato attuale della legislazione americana, trasferire detenuti negli Stati Uniti per sottoporli a un regolare processo. Su cosa punterà per il rilancio democratico? In un recente editoriale del Los Angeles Times si sottolinea la doppia natura di Obama: da un lato le sue incertezze nel governare, dall’altro la sua indubbia abilità nell’affrontare le campagne elettorali. Il 2014 sarà, proprio, un anno elettorale, con le mid-term che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici a Capitol Hill. La crescita economica e la diminuzione della disoccupazione toglieranno argomenti cari ai repubblicani. In aggiunta, il ritiro delle truppe dall’Afghanistan permetterà ad Obama di rivolgersi ai “ragazzi che ha riportato a casa”, nel tour che farà nelle varie basi di rientro, ricordando di aver mantenuto la promessa fatta nel 2008. Le elezioni saranno un termometro importante per valutare la ripresa americana di questi mesi e, più in generale, il secondo mandato di Obama. Davide Colombo
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