Puoi leggerlo in 3 min.

Si è ufficialmente insediato a Tegucigalpa il nuovo Presidente Porfirio Lobo. È l’epilogo del golpe orchestrato da Roberto Micheletti? Di sicuro, chi si trova a governare ora l’Honduras non si trova in una posizione invidiabile

L’EPILOGO? – È entrato ufficialmente in carica il nuovo Presidente dell’Honduras. Porfirio Lobo, eletto durante le elezioni di fine novembre, ha preso in consegna il Paese da Roberto Micheletti, salito al potere a Tegucigalpa dopo che nel giugno scorso il Presidente legittimo Manuel Zelaya era stato rovesciato da un sollevamento militare. L’epilogo della storia ha visto dunque, nell’ordine: Porfirio Lobo, che era stato scofitto da Zelaya nelle elezioni del 2005, essere proclamato nuovo Presidente Costituzionale; Zelaya lasciare il paese alla volta delle Repubblica Dominicana dopo 4 mesi di reclusione nell’ambasciata brasiliana di Tegucigalpa; il generale Romeo Vásquez, nel frattempo nominato Capo di Stato Maggiore, dichiarato dai giudici “non perseguibile” per aver diretto il golpe; e infine lui, Micheletti, nominato dal Congreso Nacional “deputato a vita” e beneficiato da una amnistía politica. 

PATATA BOLLENTE – Certo è che chi si trova a governare in questo momento l’Honduras non si trova in una posizione propriamente invidiabile, sia dal punto di vista politico che economico. Lobo è chiamato a governare per il momento senza riconoscimento internazionale: nonostante i suoi tentativi di ingraziarsi la comunità internazionale, solo tre presidenti hanno assistito alla sua cerimonia di insediamento, quelli di Panama, Taiwan e Repubblica Dominicana. In compenso però, sul palco d’onore sedeva Reinaldo Rueda, Commissario Tecnico della Nazionale che ha conquistato la sua seconda, storica, qualificazione a un Mondiale. Difficilmente le soddisfazione calcistiche basteranno per risollevare la situazione economica della repubblica centroamericana. L’Honduras è il secondo paese più povero delle Americhe dopo Haiti. Occupa la posizione n. 115 nella lista dei paesi per Indice di Sviluppo Umano 2007 dell’ONU e attualmente è schiacciato da un debito pubblico che lo stesso Lobo ha definito “ingestibile” nel suo discorso di insediamento. Infatti, il prossimo 2 febbraio scadrà il termine di pagamento di un pacchetto di buoni del tesoro, piazzati nel sistema finanziario interno, di 2600 milioni di lempiras, pari a 98 milioni di euro. Il Governo uscente ha lasciato un saldo positivo, tuttavia pari solamente a un miliardo di lempiras, del tutto insufficienti a pagare il debito pubblico. Sono cifre basse per i nostri standard, ma importanti per un Paese di dimensioni così piccole e dall’economia così fragile, il cui PIL dipende in larga parte dalle rimesse inviate dagli emigranti. Nel suo primo discorso da presidente, Pepe Lobo ha sottolineato la necessità di una riconciliazione nazionale e della normalizzazione dei rapporti con la comunità internazionale.  Ha inoltre elencato quali saranno i capisaldi della sua presidenza: salute ed educazione; e lotta alla povertà, alla corruzione e alla criminalità.

content_75_2

IL PROBLEMA DEL RICONOSCIMENTO – Resta da sciogliere il nodo del riconoscimento del suo governo da parte della comunità internazionale, la quale, fin dai primi giorni successivi al golpe ha espresso, almeno a parole, la sua netta condanna, minacciando di non riconoscere la legittimità di un governo scaturito da elezioni organizzate da un governo de facto. Il tema verrà trattato nel prossimo Summit del Gruppo di Rio previsto per il 21 febbraio a Cancún, Messico. Tutto lascia presagire che, in tempi e modi da stabilire, il Governo Lobo sarà ufficialmente riconosciuto e le relazioni diplomatiche con l’Honduras ristabilite. Faranno probabilmente eccezione, almeno in un primo momento, i Paesi dell’ALBA, ma non c’è ragione di pensare che l’isolamento internazionale dell’Honduras duri ancora a lungo. Il caso diplomatico dell’Honduras ha dimostrato tuttavia la mancanza, al giorno d’oggi, di un disegno politico preciso dell’amministrazione attuale statunitense nei confronti dell’America Latina: l’intervento poco riuscito di Thomas Shannon ha provocato una battuta d’arresto con un partner importante come il Brasile. Non sarà di certo un Paese dallo scarso peso internazionale come l’Honduras a mettere in crisi le relazioni emisferiche, ma l’episodio può essere usato come cartina di tornasole per verificare la mancanza di una precisa politica per le Americhe da parte dell’amministrazione Obama.

Vincenzo Placco – Davide Tentori

Print Friendly, PDF & Email
Davide Tentori

Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Esperto di Politiche Commerciali. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci il tuo nome