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Dopo 18 anni dalla sua ultima presenza nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dall’1 gennaio 2011 l’India tornerà a ricoprire il ruolo di membro non permanente, insieme con Sud Africa, Colombia, Germania e Portogallo. Questi paesi, eletti dall’Assemblea Generale lo scorso 12 ottobre, sostituiranno Austria, Giappone, Messico, Turchia e Uganda in carica fino alla fine dell’anno e si affiancheranno agli altri attuali cinque membri non permanenti, Brasile, Nigeria, Gabon, Libano e Bosnia ed Erzegovina. Vediamo come questo evento si inserisce nel dibattito relativo ad una riforma del Consiglio di Sicurezza

IL MONDO ELEGGE L’INDIA – L’elezione dei nuovi membri non-permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC) per il periodo 2011-2013 tenutasi il 12 ottobre a New York ha visto l’India tra i protagonisti. La sua candidatura per il seggio destinato ai paesi asiatici è stata approvata da 187 paesi su 192, incluso il Pakistan, ad indicare il sostegno di cui gode a livello internazionale e il cambiamento di cui è stata protagonista negli ultimi anni. Basti pensare che la sua ultima presenza nel Consiglio risale al biennio 1990-92 e che nel 1996 la sua candidatura venne bocciata dai paesi occidentali a favore di quella del Giappone. Una grave sconfitta, quest’ultima, che ha pesato sul governo di New Delhi negli ultimi anni.

UN UNSC PIÙ RAPPRESENTATIVO? – Con l’elezione dell’India, il Consiglio del 2011 sarà quello dei paesi emergenti. Vi saranno rappresentati contemporaneamente, infatti, gli stati che negli ultimi vent’anni hanno assunto un ruolo economico e politico sempre più rilevante a livello regionale ed internazionale. L’India si affiancherà, in primo luogo, alla Cina e alla Russia, membri permanenti, e in secondo luogo al Brasile e al Sud Africa. In particolare, per la prima volta saranno presenti tutti i paesi del gruppo BRIC ( Brasile, Russia, India e Cina) e i membri del forum IBSA (India, Brasile, Sud Africa). Un consiglio di Sicurezza, quello del 2011, che per la prima volta sembrerebbe rispecchiare gli attuali rapporti di potere a livello internazionale. Tale circostanza potrebbe creare non pochi problemi agli Stati Uniti, in particolare in relazione ad alcune questioni che potrebbero dover essere affrontate nel 2011, quali l’Iran, la Birmania, la Nord Corea o il Sudan. Basti pensare alla recente presa di posizione del Brasile e della Turchia in relazione alle sanzioni contro l’Iran. Se da una parte l’impegno dell’India in questi forum e gli stretti legami con questi paesi potrebbero determinare un allineamento delle sue posizioni con gli altri paesi emergenti, non sono da escludersi scelte diverse dovute al suo attuale rapporto con gli Stati Uniti.

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VERSO UNA RIFORMA? – Nel 2011 si potrebbe anche assistere all’avvio di nuove discussioni per quel che riguarda le riforme delle istituzioni delle Nazioni Unite. Il nuovo Consiglio, infatti, oltre a vedere rappresentati i grandi paesi emergenti, avrà al suo interno anche gli stati che denunciano la non rappresentatività del Consiglio e che sostengono la necessità di una sua riforma. Sarà ben rappresentato il gruppo “G4” (Germania, India, Brasile e Giappone, quest’ultimo presente solo fino alla fine del 2010), che propone un allargamento dei membri permanenti che dovrebbe comprendere, oltre questi quattro stati, anche un paese africano ( da scegliere tra Sud Africa, Egitto o Nigeria). Questi paesi, quindi, potrebbero voler utilizzare il loro seggio per aumentare le pressioni per una riforma del Consiglio.

Lo stesso12 ottobre, una presa di posizione chiara è venuta dal Forum IBSA che, definendo una “occasione storica” la presenza dei tre paesi nel Consiglio nel 2011, ha riaffermato il proprio sostegno nei confronti del multilateralismo e il proprio impegno a favore di una crescente partecipazione dei paesi in via di sviluppo al decision-making internazionale. Ma non si tratta solo di rivendicazioni di riconoscimento che vengono dal sud del mondo. Delle ultime ore, una dichiarazione dei Ministri degli Esteri di India e Germania che si impegnano a lavorare insieme per ottenere un seggio permanente nello UNSC.

Valentina Origoni redazione@ilcaffegeopolitico.net

19 Ottobre 2010

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Valentina Origoni

Laureata in Relazioni Internazionali a Bologna, lavoro da diversi anni nella cooperazione internazionale allo sviluppo e, in particolare, su progetti di aiuto umanitario in Asia, per organizzazioni non governative e per l’ONU. Sono appassionata di relazioni internazionali e geopolitica, e, in seguito alle mie missioni in paesi molto vulnerabili al cambiamento climatico, mi interesso alle questioni legate al riscaldamento globale e alle negoziazioni internazionali.

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