Puoi leggerlo in 2 min.

Settimana calda per la dirigenza di diversi paesi nel mondo: in Germania la Merkel sembra aver adottato un nuovo registro nei confronti della questione immigrazione. In Cina il Partito Comunista conclude la sessione di lavori da cui dovrebbero emergere i futuri leader di Pechino, mentre in Nigeria si intensificano i movimenti per l'individuazione dei candidati per delle elezioni presidenziali che si preannunciano molto delicate per la stabilità dell'area.

MULTIKULTI KAPUTT? – La Cancelliera Angela Merkel si è pronunciata in maniera (sinora) alquanto insolita circa il contesto culturale e dell'immigrazione in Germania, definendo “un fallimento” il modello multiculturale e sottolineando la rilevanza per il Paese di una “cultura tedesca dominante”. Nessuna reale preoccupazione pratica sinora sembra potersi profilare, ma il cambio di registro nelle parole della Merkel non è da sottovalutare. Queste esternazioni vanno infatti inquadrate nelle difficoltà politiche del partito della Cancelliera, sia all'interno che in relazione all'avanzare di movimento populistici, prevalentemente anti-islamici, che fanno leva sulla crisi economica e sulla sicurezza e che potrebbero trovare spazio alle elezioni che l'anno prossimo si terranno in diverse regioni tedesche.

RINNOVAMENTO PECHINESE – Si chiude oggi il convegno della Commissione Centrale del Partito Comunista Cinese, che aveva tra i suoi principali temi in discussione il “pensionamento” dell'attuale classe dirigente e, dunque, la definizione del processo che dovrà portare alla all'ingresso effettiva sulla scena dei nuovi leader. Sarà dunque di estrema importanza studiare le dichiarazioni ufficiali che verranno rilasciate da oggi in poi, per capire se davvero questo Congresso è riuscito a tracciare la via per questo importantissimo ricambio generazionale (QUI è possibile leggere i nomi della nuova leadership eletta).

SI RIAPRE IL GAS – Il Governo Russo e quello Polacco hanno firmato un accordo per l'aumento delle quantità di gas naturale che dalla Russia saranno destinate alla Polonia. Con l'approssimarsi dell'inverno infatti tornano sul tavolo le cicliche trattative tra Russia ed Unione Europea, che da febbraio scorso sono rimaste in una situazione di generale stallo (nell'immagine la linea Yamal-Europe, che porta gas verso la Polonia).

content_562_2

ALTRI EVENTI RILEVANTI

  • Architettura di Sicurezza Europea: continua il tentativo russo di giocare un ruolo rilevante nella definizione delle strategie di sicurezza europee. Dopo avere pubblicato la propria proposta per la definizione di una nuovo concetto strategico, il Presidente Medvedev ed altri rappresentanti russi incontreranno nei prossimi giorni Sarkozy, la Merkel ed altri dignitari europei.

  • Continuano i colloqui di pace tra il Governo sudanese ed i ribelli del Darfur a Doha, in Qatar. Domani si chiuderanno i lavori ed in settimana sono attese le dichiarazioni ufficiali ed il rilascio di un documento finale.

  • La crisi delle scorse settimane tra Pakistan e Stati Uniti, dovuta alle incursioni di aerei NATO in territorio pakistano, alla caccia di ribelli talebani, sembra al momento superata. La riapertura dei varchi al confine Afghanistan-Pakistan, la cui chiusura aveva rischiato di mettere in ginocchio la logistica militare della NATO, ha consentito un ritorno alla normalità nelle relazioni tra i due Paesi, che si trovano nei prossimi giorni a riprendere il loro Dialogo Strategico. Sarà importare capire in che misura i fatti delle scorse settimane hanno inciso su tale dialogo.

  • C'è gran fermento in Nigeria per l'individuazione dei candidati che si contenderanno la poltrona presidenziale alle elezioni che dovrebbero tenersi nei primi mesi del 2011. I due principali movimenti etnici e politici del Paese, che rappresentano gli interessi del nord e del sud nigeriano, lanciano infatti le proprie campagne. L'attuale Presidente ad interim Goodluck Jonathan e Namadi Sambo rappresentano il ticket meridionale, mentre i movimenti del nord dovrebbero scegliere in settimana i loro candidati, tra i 4 “uomini forti” Gen. Ibrahim Badamasi Babangida, il Gen. Aliyu Gusau, Atiku Abubakar e Bukola Saraki.

Pietro Costanzo – La Redazione redazione@ilcaffegeopolitico.net

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci il tuo nome