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giovedì 28 Maggio 2020
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    Joe vs. Bernie: fino a quando?

    In breve

    • Il Partito Democratico alla resa dei conti durante l’emergenza coronavirus.
    • Strategie a confronto tra Biden e Sanders: breve termine versus lungo termine.
    • La volontà di unire: contro Trump, cambio climatico e vendita delle armi.

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 3 min.

    In 3 sorsi Il dibattito tra Biden e Sanders in Arizona, con protagonista il coronavirus, ha messo in luce un contrasto moderato. Si avvicina l’unità del partito?

    1. IL MOMENTO DELLA SVOLTA

    Toni bassi e seri, facce serie e poca spavalderia: il dibattito del 15 marzo in Arizona ha seguito la linea dei tempi, mentre notizie tragiche arrivavano dall’Europa e gli Stati Uniti iniziavano a sperimentare sulla propria pelle gli effetti della pandemia da coronavirus e sui mercati finanziari aleggia lo spettro della crisi. Quello tra Joe Biden e Bernie Sanders è un confronto atteso da mesi, nonostante la partenza faticosa dell’ex vice-presidente in termini di risultati elettorali. Biden, tuttavia, ha vinto il Super Tuesday capitalizzando, tra le altre cose, l’appoggio dell’elettorato afro-americano e costringendo quasi tutti gli altri grandi candidati al ritiro dalla corsa alla Casa Bianca. La sfida interna democratica giunge allora alla sua fase finale, in una versione 2.0, con le dovute differenze, della contrapposizione che nel 2016 aveva visto un coriaceo Sanders testare fino all’ultimo la forza elettorale della super favorita ed ex Segretario di Stato, Hillary Clinton. È dunque, nuovamente, battaglia ideologica all’interno del Partito Democratico: improving the system vs. political revolution.

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    Fig. 1 – Un momento del dibattito del 15 marzo 2020, in Arizona.

    2. IL DIBATTITO IN ARIZONA: LONG TERM VS. SHORT TERM

    La riforma sanitaria è stata protagonista di molti dibattiti ma ora che gli Stati Uniti (e il mondo) si trovano di fronte ad un’emergenza che promette di mettere in ginocchio l’economia mondiale, le risposte devono essere pragmatiche ed efficaci. Ed è proprio su questo punto che si evidenzia la differenza tra le due strategie dei candidati. Biden, che propone sotto tutti i punti di vista una linea di continuità e progresso partendo dalla base dell’era Obama, punta tutto sul breve termine e l’azione immediata: continuare sulla falsa riga dell’Obamacare e apportare le migliorie che l’amministrazione Obama non ha mai negato essere necessarie per la sostenibilità del piano sanitario. Sanders, che da anni professa una posizione di lungo termine e cambio radicale della concezione dell’assistenza sanitaria negli Stati Uniti, spinge il suo Medicare for All, sulla falsa riga delle democrazie europee. Una contrapposizione netta che lascia poco spazio a compromessi e che realisticamente vedrà la proposta di Biden vincere su quella di Sanders, almeno dal punto di vista elettorale. In fin dei conti, quello di Biden e Sanders rimane, almeno fino a novembre, un esercizio teorico che molto difficilmente influenzerà le decisioni dell’amministrazione Trump in tema sanitario ed economico.

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    Fig. 2 – “Strette di mano” tra candidati al tempo del coronavirus.

    3. I PUNTI DI INCONTRO

    Nel 2016, dopo il ritiro dalle primarie, Sanders provò a convincere il suo elettorato ad appoggiare le ragioni di Clinton. La questione si ripresenta a questo giro di boa, ed entrambi i candidati hanno affermato con convinzione di voler appoggiare il candidato democratico vincitore delle primarie.
    Su cosa puntare per spingere gli elettorati dall’una e dall’altra parte? Innanzitutto, la decisa opposizione al presidente Trump che sul piano personale e politico è indicato come il pericolo numero uno per il sistema statunitense. Potrebbe essere difficile il compromesso in tema di politica estera, soprattutto se si guarda alla posizione da assumere di fronte a Paesi quali Cina, Cuba o Venezuela. Vi sono però degli avvicinamenti interessanti sull’economia: Biden ha, infatti, annunciato il suo appoggio ai piani di Elizabeth Warren sulle politiche in tema di educazione (ad esempio, rette gratis nei college pubblici) e di bancarotta; posizioni vicine alla linea di Sanders. Una volta messa da parte la retorica della campagna elettorale, ulteriori compromessi possono essere trovati su grandi temi come cambio climatico e vendita delle armi. La campagna elettorale democratica, insomma, sta già pensando alla retta finale: quella che porta direttamente alla Casa Bianca.

    Elena Poddighe

    Immagine “Democratic Donkey – Icon” by DonkeyHotey is licensed under CC BY

    Elena Poddighe
    Elena Poddighe

    Nata a Sassari nel 1993, ho studiato in Italia, Francia e Belgio. Sono laureata in Scienze Politiche e specializzata in Relazioni Internazionali. Dopo l’esperienza Erasmus ho preso sul serio l’idea che tutto il territorio europeo potesse essere casa mia, così mi sposto costantemente da un punto all’altro, scoprendo pregi e difetti di questa nostra bellissima Europa. Non so preparare il caffè e non lo bevo, ma so cucinare e soprattutto mangiare le lasagne!

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