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    In breve

    1. Il voto in Nevada e la vittoria di Bernie Sanders
    2. L’importanza della comunità latina e di colore
    3. Risultati al di sotto delle aspettative per gli altri candidati, sotto la soglia del 20%

    Dove si trova

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    Ristretto – Il terzo appuntamento per le primarie democratiche – sotto forma di caucus in Nevada– ha decretato l’alto gradimento della comunità ispanica e afro-americana per Sanders. Vediamo insieme i risultati e le riflessioni che si possono trarre da questi.

    Il senatore del Vermont ha ottenuto il 46,6% dei voti, considerato favorito anche dai sondaggi, guadagnando così una vittoria schiacciante rispetto agli altri candidati in corsa. “We won the popular vote in Iowa, the New Hampshire primaries” (Abbiamo vinto il voto popolare in Iowa, le primarie del New Hampshire) e si è dichiarato poi fiducioso che vincerà anche in Texas in presenza di una folla acclamante. L’appuntamento elettorale ha visto poi assegnare il secondo posto a Joe Biden, che ha dalla sua i sostenitori della comunità afro-americana – nonostante non abbia comunque superato né si sia minimamente avvicinato a Sanders: ha infatti ottenuto il 19,2% secondo i dati del Politico (consultati il 23 febbraio ore 9 e 30 italiane). Da segnalare l’early voting o voto anticipato, per cui 75mila abitanti del Nevada sono andati a votare tra il 15 e il 18 febbraio, prima volta che accade nella storia delle primarie. Tornando alla corsa in sé, non è bastato lo spot elettorale di Buttigieg in spagnolo per conquistare l’elettorato ispanico. L’ex sindaco di South Bend ha ottenuto il 15,4% di consensi. A seguire, vi sono Elizabeth Warren e Amy Klobuchar, rispettivamente con il 10,3% e il 4,5%, che hanno registrato una performance negativa nel cosiddetto Silver State.

    Ciò che ha pesato in modo determinante è stato anche l’endorsement di Mijente, la più grande organizzazione di latino-americani negli USA che, per la prima volta nella storia, si è esposta pubblicamente a favore di un candidato, Bernie Sanders.  

    Sul fronte opposto, non è mancato il commento su Twitter di Donald Trump: “Sembra che Crazy Bernie – come lui è solito chiamarlo – stia andando bene nel grande stato del Nevada”. Da notare anche che è stato disposto l’annullamento delle primarie repubblicane in Nevada. Keith Schipper, il portavoce del Partito Repubblicano in Nevada ha affermato che cancellare le primarie permette di arrivare direttamente alla conclusione inevitabile: Trump otterrà i delegati alla Convention nazionale a Charlotte.

    Marta Annalisa Savino

    Marta Annalisa Savino

    Laureata magistrale in “Relazioni internazionali” presso l’Università degli Studi di Milano, analista presso “Il Caffè Geopolitico” con focus sul Nord America, Direttore della divisione Academy nella no-profit “Mondo Internazionale”. Appassionata di viaggi, scrittura, analisi di temi di carattere geopolitico, lingue: inglese, francese e spagnolo.

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