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lunedì 25 Maggio 2020
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    In 3 sorsiIl primo “caucus” si svolgerà in Iowa e verrà votato il candidato democratico preferito per la scelta finale. Ma il 3 febbraio non sarà solamente un semplice voto per le primarie. Vediamo insieme perché.

    1. IOWA

    Il sistema del “caucus” è spesso considerato come un modus operandi antico e non accessibile a tutti. Nonostante questo vincolo, lo Stato dell’Iowa è uno dei pochi che ancora oggi utilizza questa struttura per nominare il candidato democratico vincitore.
    Ciò che distingue questo sistema rispetto alle semplici primarie è che le persone devono presenziare fisicamente nei luoghi scelti per (quasi) un’intera giornata. Il 3 febbraio i cittadini dello Stato dell’Iowa saranno i primi dei 50 Stati a scegliere il candidato democratico che li rappresenterà nelle elezioni presidenziali. I risultati inizieranno ad aiutare l’elettorato nella decisione sul candidato ideale e a capire la posizione degli altri. L’Iowa sarà dunque lo stato pilota per la scelta del rappresentante democratico. Saranno adibite 16mila circoscrizioni in loco e 92 luoghi satelliti in giro per il mondo, e chiunque vincerà in Iowa godrà di una forte pubblicità mediatica (fondamentale per queste elezioni) che potrebbe spingerlo nelle successive tornate.

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    2. IL SISTEMA DEL “CAUCUS”

    Sono dodici i candidati democratici rimasti in gara per queste elezioni oramai “game-changing” e che verranno ricordate nella storia come un momento di svolta del partito, dopo l’inaspettata sconfitta alle presidenziali del 2016. Il 3 febbraio ogni candidato avrà l’opportunità di presentarsi dinanzi allo Stato e di ribadire per l’ultima volta le proprie opinioni e scelte internazionali e domestiche in caso di vittoria. Come sottolineato da Politico, ciò che seguirà sarà un momento molto intenso: in tutti i luoghi adibiti inizierà un dibattito concentrato sulla scelta giusta da prendere. I cittadini dovranno poi schierarsi con il gruppo del candidato preferito: gli organizzatori conteranno i presenti in ciascun gruppo, sciogliendo quelli con meno del 15% degli iscritti alla circoscrizione. Gli elettori potranno decidere di schierarsi con un altro candidato oppure convincere coloro che fanno parte di un altro gruppo ad aggiungersi al proprio per evitare lo scioglimento.  
    Successivamente a questa seconda divisione, i membri di ciascun gruppo verranno contati per un’ultima volta, e tramite un algoritmo formulato dallo Stato in base ai cittadini e al numero di questi iscritti al partito democratico si calcoleranno gli “State delegate equivalents”, dunque la media dei rappresentati di quel candidato in quella circoscrizione. In seguito verranno sommati tutti i rappresentati di tutte le circoscrizioni e luoghi satelliti in Iowa, e il candidato con il maggior numero di “State delegate equivalents” in tutto lo Stato sarà il vincitore.

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    3. POSSIBILI EXIT POLL

    Molti sondaggi, al 28 gennaio, preannunciano una vittoria per Bernie Sanders, che supera Joe Biden con uno spread del +3%, seguito da Pete Buttigieg e per ultima da Elisabeth Warren, recentemente scesa nelle classifiche. Con un margine di errore che non supera il ±5,5% per ogni rilevazione, emerge inoltre che i restanti candidati non supereranno la soglia minima del 15% assegnata a ogni circoscrizione. 270ToWin, il principale sito a-partitico che segue le campagne elettorali negli Stati Uniti, preannuncia invece una vittoria del 25,4% per Sanders, seguito da Biden con il 20,6%, Buttigieg con il 17,4% e infine Warren con il 13,4%.
    Tali dati fanno intendere la volatilità decisionale di questo caucus, dato che ogni persona può cambiare la propria decisione durante lo svolgimento del dibattito. RealClear Politics, che considera anche i sondaggi del New York Times, fa notare come il distacco tra i candidati sia netto, ma essendo un caucus un insieme di decisioni che possono cambiare all’istante, nessuna media riportata può essere considerata come affidabile.
    Concludendo, la vittoria di Sanders non è da considerarsi come scontata. Lo Stato dell’Iowa è da sempre una roccaforte Repubblicana, e per questo motivo bisogna dare attenzione anche al numero di partecipanti per ogni circoscrizione e non solo ai sondaggi. Da dare per accertato, però, sarà l’importante ruolo che ricoprirà colui che vincerà queste prime votazioni, dato che verrà considerato come il candidato pilota di queste primarie democratiche.

    Giulia Anderson

    Giulia Valeria Anderson
    Giulia Valeria Anderson

    Laureata magistrale in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, specializzando il percorso sui rapporti USA-Medio Oriente – con un focus sulla politica estera statunitense verso l’Iraq e i Curdi. Attualmente mi dedico alla ricerca e la redazione di analisi, tutto mentre bevo un buon caffè e leggo un bel libro.

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