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mercoledì 3 Giugno 2020
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    Stato Islamico: è ancora una minaccia?

    In breve

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    Puoi leggerlo in 1 min.
    • Nonostante la battaglia contro IS negli ultimi due anni abbia avuto risultati positivi, è presto per parlare di vittoria
    • In Siria e Iraq IS può tuttora trovare condizioni favorevoli per riaffermarsi, mentre in Asia e Africa si moltiplicano le wilayat (province)
    • Sconfiggere IS è molto più complesso che liberare i territori sotto il suo controllo

    Nonostante la sconfitta territoriale e la morte del califfo al-Baghdadi, la minaccia dello Stato Islamico (IS) è ancora viva. Innanzitutto, la permanenza degli ex combattenti e delle loro famiglie nei campi e nelle carceri in Siria e Iraq, in condizioni precarie e in assenza di programmi di de-radicalizzazione, potrebbe alimentare una nuova deriva estremista. Oltretutto, la forte instabilità di Siria e Iraq rappresenta terreno fertile per la riorganizzazione dei miliziani jihadisti.  Infine, numerosi gruppi jihadisti in Asia e Africa hanno giurato fedeltà a IS, costituendone delle wilayat (province).

    Sconfiggere il califfato si rivela dunque molto più complesso della sola liberazione dei territori sotto il suo controllo: la sua resilienza si costruisce sullo sfruttamento delle difficili condizioni socio-economiche e dei precari equilibri politici dei contesti ove si insidia. Pertanto, il permanere di queste condizioni rende difficile scongiurare una nuova insorgenza del gruppo jihadista.

    Lorena Stella Martini

    Lorena Stella Martini
    Lorena Stella Martini

    Sono nata a Milano nel 1993. Da sempre appassionata di lingue straniere, un viaggio in Tunisia da ragazzina ha acceso in me una prima curiosità verso il mondo arabo. Quando ho scelto di intraprendere un corso di laurea triennale in Scienze Linguistiche applicate alle Relazioni Internazionali, lo studio della lingua araba mi è subito sembrato l’opzione più in linea con i miei interessi. Ho proseguito i miei studi con un Master in Middle Eastern Studies, conseguito con una tesi sull’Iraq contemporaneo e la tentata transizione democratica post 2003. Dopo aver collaborato con due ONG, un’organizzazione governativa tunisina e l’Osservatorio MENA di ISPI, ho recentemente deciso di completare la mia formazione con una Double Degree in Analyse Comparée des Sociétés Mediterranéennes tra l’Università di Torino e l’EGE di Rabat, dove mi trovo attualmente.

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