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    RistrettoTsai Ing-wen è stata riconfermata Presidente dagli elettori di Taiwan. Con il 57,13% dei voti, la leader del Partito Progressista Democratico ha sconfitto sia Han Kuo-yu del Partito Nazionalista che James Soong del People First Party. Tante le sfide da affrontare, prima fra tutte il rapporto con Pechino.

    Ieri, 11 gennaio, si sono tenute le tanto attese (o temute?) elezioni presidenziali sull’isola di Taiwan. E il popolo taiwanese si è espresso per dare alla Presidente uscente Tsai Ing-wen un secondo mandato. La Presidente, leader del Partito Progressista Democratico (PPD), ha ottenuto 8,17 milioni di voti, pari al 57,13% dei voti totali, mandando a casa il suo principale avversario del Partito Nazionalista (o Kuomintang) Han Kuo-yu che ha incassato il 38,61% dei voti (per il terzo candidato James Soong solo il 4,25% dei consensi).

    Il PPD torna dunque forte dopo le poco felici elezioni di metà mandato nel 2018 che avevano visto 15 contee su 22 passare sotto l’influenza del Kuomintang. La rielezione di Tsai era già data quasi per certa dai sondaggi pre-elettorali ed è stata la conseguenza di <<una relativa ripresa economica di Taiwan, alcuni errori fatti dal partito di opposizione e le proteste di massa di Hong Kong che hanno fatto capire a molto giovani taiwanesi cosa potrebbe significare finire sotto l’autorità di Pechino>>, per citare l’opinione di Lily Kuo sul Guardian.

    In ballo non solo politiche economiche o amministrative ma anche, e soprattutto, il rapporto difficile con Pechino. Sin dalla sua prima elezione nel 2016, Tsai-Ing wen e il suo partito si erano da subito presentati come “sovranisti” e poco inclini ad accettare l’ombrello del sistema “un Paese, due sistemi” proposto dalla RPC. Le turbolente vicende di Hong Kong, dunque, hanno certamente giocato un ruolo importante nel guidare la scelta degli oltre 19 milioni di elettori taiwanesi.

    Grande soddisfazione per la Presidente che subito in conferenza stampa ha ricordato che <<nonostante le pressioni, Taiwan ha dimostrato di essere una democrazia matura>> ma ha anche ribadito la sua volontà di mantenere “buoni rapporti” con Pechino. Soddisfatti anche gli storici alleati, gli Stati Uniti. Da Washington Mike Pompeo ha <<ringraziato la Presidente Tsai per la sua leadership nel creare un forte legame con gli Stati Uniti, applaudendo al suo impegno nel mantenere la stabilità nello Stretto anche di fronte a continue pressioni>>.

    Di tutt’altro umore l’altra sponda dello Stretto. Per voce di Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio degli Affari su Taiwan, Pechino ha ricordato che << la politica verso Taiwan è chiara e coerente: aderiamo alla riunificazione pacifica e al modello “un Paese, due sistemi”, salvaguardando con forza la sovranità nazionale e l’integrità territoriale>>. Troppo presto per giudicare il secondo mandato della Presidente ma una cosa è sicura: non saranno quattro anni facili.

    Rocco Forgione

    Rocco Forgione
    Rocco Forgione
    Classe 1992, campano di origine ma cittadino del mondo. Da sempre innamorato delle lingue e della politica internazionale, nel 2015 conseguo la laurea triennale in Lingue e Mediazione Linguistico-Culturale presso l’Università degli Studi di Roma Tre, con una tesi sul nazionalismo cinese durante gli anni di Deng Xiaoping e Jiang Zemin. Il primo incontro con il “paese di mezzo” avviene nel 2016 quando mi reco a Shanghai per svolgere un tirocinio nel campo del marketing. Di ritorno in patria, mi iscrivo alla laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università di Torino con un programma di double degree che mi permette di trascorrere il secondo anno accademico presso la Zhejiang University in Cina.
    Quando non bevo caffè…o tè (rigorosamente cinese), mi piace molto leggere e praticare sport.

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