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giovedì 27 Febbraio 2020
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    BDP, cinquant’anni di potere in Botswana

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    Puoi leggerlo in 2 min.

    In 3 sorsi Mokgweetsi Masisi è stato riconfermato Presidente e con lui il Botswana Democratic Party (BDP), storico partito al potere dall’indipendenza del Paese a oggi.

    1. NUOVO PRESIDENTE, VECCHIO PARTITO

    Quasi un milione gli elettori recatisi alle urne a ottobre per le elezioni generali in Botswana. Nonostante questa volta la vittoria non fosse scontata, è stato comunque rieletto Presidente Mokgweetsi Masisi, candidato del Botswana Democratic Party (BDP). Negli ultimi due anni il partito è andato incontro a importanti cambiamenti, soprattutto dopo che l’ex leader Ian Khama si è dimesso dalla presidenza verso la fine del mandato. Khama aveva preso le distanze dal BDP, per lanciare più tardi una sua nuova formazione politica: il Botswana Patriotic Front (BPF). Queste elezioni hanno sicuramente messo in luce una volontà di cambiamento graduale e dato voce ai sentimenti contrastanti che attraversano il Paese. Se da un lato infatti Masisi è quello che più si avvicina a un’idea di novità, i botswani hanno comunque deciso di rimanere fedeli al partito di governo, che ha guadagnato quasi il 53% dei voti contro il 35% circa ottenuto dalla coalizione formata dall’Umbrella for Democratic Change (UDC) e dal Botswana Congress Party (BCP), principali partiti all’opposizione.

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    Fig. 1 – Mokgweetsi Masisi durante la cerimonia di giuramento come quinto Presidente del Botswana, svoltasi a Gaborone il 1° novembre 2019

    2. IL PAESE È STABILE, MA NON MANCANO I PROBLEMI

    Masisi, salito al potere nell’aprile 2018, aveva subito iniziato a invertire alcune delle politiche del governo precedente sui temi dei diritti civili, mostrandosi a favore della depenalizzazione delle unioni omosessuali. Sui diritti ambientali inoltre Masisi si era distanziato dal vecchio establishment abrogando il divieto di caccia agli elefanti. Insegnante di professione, entrato in politica nel 2004, il nuovo Presidente guiderà la nuova agenda di una delle democrazie più stabili d’Africa. Tra le principali problematiche da affrontare la lotta alla disoccupazione e la diversificazione di un’economia basata ancora principalmente sullo sfruttamento minerario: il Botswana è infatti uno dei principali esportatori al mondo di diamanti. Poco dopo la sua elezione, Masisi ha annunciato la trattativa in corso per il rinnovo della partnership con il colosso dei diamanti De Beers durante la Diamond Conference nella capitale Gaborone, sottolineando che l’accordo dovrà soddisfare l’interesse del Paese, portando vantaggi reciproci per entrambe le parti.

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    Fig. 2 – Una scena degli scrutini presso la circoscrizione centrale di Gaborone, capitale del Botswana, durante le elezioni dello scorso ottobre

    3. VOGLIA DI CAMBIAMENTO

    Quanto accaduto potrebbe definirsi come l’inizio di un percorso verso la costruzione di una democrazia moderna. L’esigenza di riforme e di trasformazione sembra cedere il passo alla richiesta di continuità e stabilità. Sempre più in tutto il continente africano i solidi partiti al potere, apparentemente inamovibili, cominciano a vacillare e perdono gradualmente il consenso popolare. Laddove si sono formate democrazie più stabili, i cittadini tuttavia non sembrano ancora pronti a lasciare andare i partiti storici e quindi un passato che per molti ha coinciso con la fine del colonialismo. Un nuovo strumento di lettura si rende forse necessario per interpretare le nuove aspirazioni democratiche dei diversi stati del continente.

    MT

    Immagine di copertina: Nick Youngson, Alpha Stock Images, http://www.picserver.org/b/botswana.html, CC BY-SA 3.0

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