"Parliament elects Ursula von der Leyen as first female Commission President" by European Parliament is licensed under CC BY
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In 3 sorsi Poco prima dell’approvazione della nuova Commissione UE, con a capo Ursula von der Leyen, la neoeletta Presidente aveva pubblicato le linee guida per i prossimi cinque anni. Tra i punti più rilevanti vi sono zero emissioni e sviluppo sostenibile, l’UE nell’era digitale e un’Europa più forte a livello internazionale.

1. IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA LA NUOVA COMMISSIONE

Dopo la chiusura delle consultazioni, avvenuta il 21 novembre, il 27 dello stesso mese i membri del Parlamento Europeo hanno finalmente approvato la nuova Commissione UE guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen. Il Parlamento di Strasburgo, riunito in seduta plenaria, ha confermato il Presidente e la sua squadra di Governo con 461 voti a favore, 157 contrari e 89 astenuti. Come era prevedibile, i voti a favore provengono dalla colazione di maggioranza in Parlamento, che di fatto forma la nuova Commissione, vale a dire EPP, S&D e ALDE. D’altro canto, i 157 voti contrati sono stati espressi da quei partiti di estrema destra che si considerano euroscettici. La nuova Commissione ha già iniziato i suoi lavori il 1° dicembre. Il voto definitivo in seduta plenaria di Strasburgo è avvenuto dopo una lunga serie di accurate valutazioni, da parte dei parlamentari europei, sull’effettiva validità dei membri della nuova Commissione a svolgere gli incarichi che sono stati loro assegnati. Un procedimento durato quasi tre mesi, ma necessario per assicurarsi che la Commissione proposta agisca nei veri interessi del popolo europeo.

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Fig. 1 – Ursula Von der Leyen è ufficialmente al lavoro

2. COSA RACCHIUDONO LE NUOVE LINEE GUIDA

Poco prima dell’approvazione della nuova Commissione Europea, Ursula von der Leyen aveva pubblicato un documento che racchiude i punti principali verso i quali verteranno le politiche della Commissione nei prossimi anni, vale a dire fino al termine del mandato previsto per il 2024. Il documento, che può essere definito come le linee guida generali della nuova Commissione, si chiama A Union that strives for more e racchiude sei punti chiave fondamentali sui quali si concentreranno i lavori della von der Leyen e del suo team. I sei punti riguardano diversi aspetti importanti dell’Unione. Il primo in agenda concerne il rendere l’Europa il primo continente a zero emissioni di CO2 attraverso l’implementazione del cosiddetto European Green Deal, il patto verde formulato dalla nuova Commissione. Gli obiettivi del patto, le cui politiche verranno proposte nei primi cento giorni di attività, faranno sì che l’UE raggiunga le zero emissioni per l’anno 2050. Il Green Deal include, inoltre, il rispetto degli accordi di Parigi e la riduzione delle emissioni di CO2 del 40% previsto per il 2030. È stato anche programmato un piano di investimenti per un’Europa sostenibile, denominato Sustainable Europe Investment Plan, con il fine di finanziare progetti di innovazione riguardanti la creazione di tecnologie per lo sviluppo sostenibile. Il finanziamento previsto per questo programma sarà pari a 1.000 miliardi di euro e avrà durata decennale. Oltre al Green Deal, tra i sei punti dell’agenda della von der Leyen è importante menzionare quello relativo all’UE nell’era digitale. Al suo interno si delinea qualcosa di estremamente innovativo, vorrebbe dire la volontà di definire in maniera più sostanziale un approccio europeo alle implicazioni umane ed etiche nei confronti dell’intelligenza artificiale. Un altro tema di vitale importanza per la nuova Commissione è quello di rendere l’UE più forte a livello internazionale. Le politiche previste per questo punto vertono principalmente sulla creazione di nuovi accordi di libero scambio e il rafforzamento di quelli che si sono già approvati con Paesi terzi, con una visione orientata più a restituire all’Unione Europea un ruolo di leadership a livello internazionale. Gli altri tre punti delle linee guida riguardano il consolidamento dell’economia sociale europea, la protezione delle frontiere interne ed esterne, con un occhio alla revisione degli accordi di Dublino, e nuove politiche per migliorare l’inclusione democratica per i cittadini dell’UE.

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Fig. 2 – L’ambiente sarà una delle priorità principali della nuova Commissione

3. L’UNIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN

Le nuove linee guida generali fanno credere che la nuova Commissione Europea, a guida von der Leyen, possa dare una svolta importante a temi fondamentali per l’Unione Europea, sia per la forte industrializzazione dei suoi Paesi membri, sia per l’agognata riforma dei Trattati di Dublino sul ricollocamento dei migranti. Per quel che riguarda il primo punto, nonostante l’industria europea sia fortemente vicina a tematiche di sostenibilità ambientale, diverse regioni dell’UE continuano a essere fortemente inquinate. Dunque si necessitano piani a lungo termine per sollecitare l’uso di tecnologie a impatto zero, obiettivo che l’European Green Deal potrebbe favorire nel Vecchio Vontinente. Ma per questa Commissione la vera sfida risiede nella lotta ai suoi nuovi nemici, sempre più forti a livello nazionale ed europeo, vale a dire i partiti populisti ed euroscettici. La nuova Commissione dovrà riavvicinarsi ai suoi cittadini e un primo passo importante potrebbe proprio essere la riforma dei Trattati di Dublino sui migranti, richiesta a gran voce e utilizzata come arma dai partiti euroscettici per giustificare le loro campagne.

Antonino Galliani

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