Photo by Public_Domain_Photography is licensed under CC BY-NC-SA
Puoi leggerlo in 2 min.

In 3 sorsi Per il nome del nuovo inquilino della Residencia de Suarez in Uruguay si è dovuto attendere il riconteggio richiesto dalla Corte elettorale. Dopo 15 anni di sinistra al potere i cittadini uruguaiani hanno scelto l’esponente del Partido Nacional.

1.COME SI È ARRIVATI AL BALLOTTAGGIO

Il voto del 27 ottobre scorso ha portato al ballottaggio tra il candidato del “Frente Amplio” (FA) Daniel Martinez e il candidato del “Partido Nacional” (PN) Luis Lacalle Pou. A distanza di un mese si è tenuto il voto che ha sancito il vincitore della disputa elettorale, combattuta fino all’ultimo voto, e che ha richiesto dei giorni suppletivi per la Corte elettorale al fine di stabilirne con certezza l’esito finale. Il 13 novembre si è tenuto il dibattito tra i due candidati, obbligatorio secondo la legge 19.827 del settembre 2019, riguardante quattro blocchi tematici: sviluppo economico e occupazione; integrazione sociale e sicurezza; sviluppo umano; visione del Paese e ruolo dello Stato. Tra i punti salienti del dibattito, raccolti da “El Pais”, ci sono stati l’attacco di Lacalle Pou alla precedente amministrazione sul tema della sicurezzaLa mayoría de los uruguayos ha cambiado sus costumbres por la inseguridad y el gobierno no ha actuado en consecuencia”; mentre Daniel Martinez ha ricordato gli sforzi del FA per la lotta alla povertàUruguay es de las naciones que tiene mejor índice de desarrollo humano en América Latina. Había un millón de pobres en Uruguay, hoy hay 8,6%”. I sondaggi post-dibattito hanno premiato ampiamente il leader del PN, con 8 punti percentuali di scarto alla coppia Martinez-Villar, distacco rafforzato dal patto di sostegno firmato dal leader di “Cabildo ApertoGuido Manini Rios e dal candidato del “Partito ColoradoErnesto Talvi. Questa coalizione è stato il tema conclusivo del dibattito televisivo definito un “evento storico nel paese” da Lacalle Pou mentre è stato attaccato duramente dal rivale per essere “privo di contenuto”.

Speech by H.E. Dr Tabaré Vázquez, President of the Eastern Republic of Uruguay“Speech by H.E. Dr Tabaré Vázquez, President of the Eastern Republic of Uruguay” by ILO PHOTOS NEWS is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Fig. 1 – Tabaré Vázquez, attuale presidente dell’Uruguay

2.RISULTATI INCERTI FINO ALL’ULTIMO VOTO

Contro ogni pronostico, la contesa elettorale non ha prodotto un risultato univoco con un verdetto pressoché di parità che ha visto il leader del “Partido Nacional” in leggero vantaggio (1.139.353 voti) rispetto all’ex sindaco di Montevideo (1.168.019). Tale differenza ha portato la Corte elettorale ad effettuare un riconteggio, non potendo decretare un vincitore per via dell’esiguo distacco tra i due rispetto ai voti contestati. Nella giornata di giovedì la situazione si è definitivamente sbloccata. Nella tarda mattina sono stati rivelati i primi dati del riconteggio, che hanno certificato l’impossibilità di Daniel Martinez di raggiungere il rivale alla presidenza. Per questo motivo, il candidato del “Frente Amplio” ha riconosciuto Luis Lacalle Pou quale nuovo presidente del paese, in attesa dell’ufficialità da parte della Corte elettorale al termine dello spoglio totale delle schede.

Présidence de la République Orientale d'Uruguay“Présidence de la République Orientale d’Uruguay” by benontherun.com is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Fig. 2 – Uffici della Presidenza della Repubblica dell’Uruguay

3.LE REAZIONI REGIONALI A LACALLE POU

Alla notizia del riconoscimento di Lacalle Pou quale nuovo presidente dell’Uruguay, il quale si insedierà dal primo marzo 2020, sono seguiti numerosi messaggi di congratulazioni di diversi leader regionali. Tra i primi ad esprimere le sue felicitazioni per il risultato ottenuto spicca il presidente brasiliano Jair Bolsonaro che, auspicando maggior cooperazione da un punto di vista commerciale, ha preannunciato un loro incontro nel breve periodo. Dall’Argentina sono arrivati i messaggi di congratulazioni sia da parte dell’attuale presidente Mauricio Macri, sia dal neo-eletto presidente Alberto Fernandez, il quale si insedierà il prossimo 10 dicembre. Entrambi hanno sottolineato una maggior cooperazione al fine di migliorare il benessere dei loro popoli. Botta e risposta tra l’auto-proclamato presidente venezuelano Juan Guaidó e il neo-presidente uruguaiano sulla situazione critica in Venezuela, entrambi concordi nel ripristino della democrazia e nel rispetto dei diritti umani. Messaggi di congratulazioni sono arrivati anche da Messico, Costa Rica, Ecuador e dal presidente ad interim della Bolivia Jeanine Anez Chavez.

Marco D’Amato

Print Friendly, PDF & Email