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    Sri Lanka: l’eterno ritorno dei Rajapaksa

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    RistrettoGotabaya Rajapaksa ha vinto le elezioni presidenziali in Sri Lanka. Le prime proiezioni post-voto danno infatti l’ex Ministro della Difesa in netto vantaggio sullo sfidante Sajith Premadasa dello United National Party (UNP).

    Quest’ultimo ha già ammesso pubblicamente la sconfitta e ha annunciato anche le dimissioni dai vertici dell’UNP.
    Fratello minore dell’ex Presidente Mahinda, Gotabaya Rajapaksa ha vinto grazie a una campagna fortemente incentrata sui temi della sicurezza e della lotta al terrorismo, ormai preminenti nel dibattito politico nazionale dopo i devastanti attentati di Colombo dello scorso aprile. Tali attentati – attribuiti in maniera non definitiva allo Stato Islamico – hanno provocato la morte di oltre 250 persone, specialmente cristiani coinvolti nelle celebrazioni religiose per la Pasqua, e hanno inflitto gravi danni al turismo locale, principale fonte di sostentamento dell’economia cingalese. Inoltre le stragi pasquali hanno ravvivato le tensioni etnico-religiose tra la maggioranza buddista e la minoranza musulmana dell’isola, con numerose violenze e intimidazioni ai danni di quest’ultima.
    Coinvolto nella brutale repressione delle Tigri Tamil nel triennio 2006-09, il nuovo Presidente sembra la persona meno indicata per risolvere questo problema e molti analisti temono l’instaurazione di un Governo apertamente autoritario nei prossimi mesi, soprattutto in caso di sconfitta dell’UNP alle elezioni parlamentari della prossima primavera. La conquista di una maggioranza parlamentare del partito dei Rajpaksa (lo Sri Lanka Podujana Peramuna) potrebbe infatti portare alla nomina di Mahinda come Primo Ministro, instaurando un regime di tipo nepotistico e dominato da un’ideologia fortemente nazionalista.

    A livello internazionale la vittoria di Rajapaksa nelle presidenziali rappresenta una buona notizia per la Cina, che aveva avuto qualche problema nel trattare con il Governo UNP del Premier Ranil Wickremesinghe sul futuro dei propri investimenti economici nell’isola. Al contrario, la famiglia Rajapaksa è da tempo in ottimi rapporti con Pechino e un suo ritorno al potere confermerebbe la crescente inclusione dell’isola nella Maritime Silk Road (MSR) cinese nell’Oceano Indiano, infliggendo un duro smacco ai recenti tentativi indiani di riportare Colombo nella propria sfera di influenza regionale.

    Simone Pelizza

    Simone Pelizza
    Simone Pelizzahttp://independent.academia.edu/simonepelizza

    Piemontese doc, mi sono laureato in Storia all’Università Cattolica di Milano e ho poi proseguito gli studi in Gran Bretagna. Dal 2014 faccio parte de Il Caffè Geopolitico dove mi occupo principalmente di Asia e Russia, aree al centro dei miei interessi da diversi anni. Sono anche membro della Società Italiana di Storia Militare e ho pubblicato brevi contributi su alcuni giornali accademici.
    Nel tempo libero leggo, bevo caffè (ovviamente) e faccio lunghe passeggiate. Sogno di andare in Giappone e spero di realizzare presto tale proposito. Nel frattempo ho avuto modo di conoscere e apprezzare la Cina, che ho visitato recentemente per lavoro.

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