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In 3 sorsi Nessuno dei candidati ha raggiunto il quorum per l’elezione diretta al primo turno, per cui sarà necessario un secondo voto che si terrà il 24 novembre.

1. I RISULTATI DEL VOTO

Nella giornata di domenica 27 si sono tenute le elezioni presidenziali in Argentina e Uruguay. Se per l’inquilino della Casa Rosada il risultato è stato netto, con la vittoria al primo turno di Alberto Fernandez, così non è stato per il successore di Tabarè Vazquez. I risultati finali, considerati storici dalla Corte elettorale con un affluenza del 90%, hanno visto il candidato di Frente Amplio Daniel Martinez, con il 38,6% di voti, distanziare il candidato di Partido Nacional Luis Lacalle Pou, fermo al 28,2%. Tuttavia, non essendo stato raggiunto il quorum richiesto per l’elezione diretta al primo turno (50%+1) sarà necessario un secondo turno, previsto il 24 novembre.

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Fig. 1 – Daniel Martinez e Graciela Villar, candidati Presidente e vicepresidente del Frente Amplio

2. LA COMPOSIZIONE DEL NUOVO PARLAMENTO

L’elettorato uruguaiano è stato chiamato anche a eleggere i nuovi componenti del Parlamento per il periodo 2020-2025. I risultati confermano, a grandi linee, la composizione attuale, con il Frente Amplio che è ancora il primo partito con 41 deputati (9 in meno), seguito dal Partido Nacional con 31 deputati, che replica il numero della precedente legislatura. Al Senato, sui 30 seggi disponibili, 13 sono andati al partito di Daniel Martinez e 10 a quello di Lacalle Pou. Da segnalare l’ingresso in Parlamento di Cabildo Abierto dell’ex ufficiale Manini Ríos, che ottiene 3 senatori e 11 deputati. Tale composizione sarà importante nell’ottica del ballottaggio di novembre, dove in caso di vittoria dell’esponente del Partido Nacional, Lacalle Pou, si prospetterebbe un Governo di minoranza.

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Fig. 2 – Luis Lacalle Pou e Beatriz Argimon, candidati Presidente e vicepresidente del Partido Nacional

3. RIBALTAMENTO AL BALLOTTAGGIO?

Nonostante la vittoria al primo turno sia andata a Daniel Martinez, le ore seguenti hanno visto un fronte compatto a sostegno di Lacalle Pau. Difatti i candidati Ernesto Talvi (Partido Colorado), Guido Manini Ríos (Cabildo Abierto), Edgardo Novick (Partido de la Gente) e Pablo Mieres (Partido Independiente) hanno annunciato che appoggeranno il candidato nazionalista. Questo nuovo fronte “anti-Martinez”, unito al trend continentale che tende verso destra, porta Lacalle Pau a essere il favorito al secondo turno. Inoltre, secondo il quotidiano argentino Clarin, ulteriori fattori che potrebbero penalizzare il candidato di Frente Amplio andrebbero inquadrati nella cosiddetta “usura di governo”, dato che il partito sta concludendo il terzo mandato consecutivo, oltretutto in una fase di contrazione economica in cui si trova il Paese. D’altro canto, sempre Clarin elenca quelle che potrebbero essere gli ostacoli alla corsa di Lacalle Pau alla presidenza. Da una parte l’immagine negativa nell’opinione pubblica, che secondo Eduardo Bottinelli, direttore di Factum, si attesta intorno al 46%. Dall’altra, la crisi cilena delle ultime settimane, potrebbe avere ripercussioni sul progetto politico proposto da Lacalle Pau.

Marco D’Amato

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