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In 3 sorsi Filipe Nyusi, leader del Frente de Libertação de Moçambique (Frelimo) si riconferma Presidente, ma il Paese protesta a causa del clima di intimidazioni in cui si sono svolte le elezioni.

1. LE ELEZIONI

Il 15 ottobre il Mozambico si è recato alle urne per eleggere il nuovo Presidente, rinnovare il Parlamento e (per la prima volta) nominare i governatori delle province. Una modifica costituzionale relativa alla decentralizzazione, avvenuta a metà del 2018, prevede infatti la loro elezione diretta. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato Filipe Nyusi, Presidente uscente e leader del Frente de Libertação de Moçambique (Frelimo), che ha ottenuto il 73% dei voti. Il suo principale rivale Ossufo Momade, che ha assunto la guida del partito d’opposizione Resistência Nacional Moçambicana (Renamo) dopo la scomparsa del leader Afonso Dhlakama, non è riuscito a demolire l’avversario e, anzi, ha perso il 30% dei seggi. L’affluenza, secondo la Commissione elettorale nazionale, è stata di appena il 50%. Per gli osservatori internazionali, in primis l’Unione Europea e l’Electoral Institute for Sustainable Democracy in Africa (EISA), le consultazioni si sono svolte in un clima di sfiducia fomentato anche dalle violenze diffuse nel periodo pre-elettorale, culminate con l’uccisione di un osservatore elettorale mozambicano, Anastácio Matavel, da parte delle forze di polizia nella città di Xiai Xiai.

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Fig. 1 – Filipe Nyusi, Presidente uscente, riconfermato alle elezioni dello scorso 15 ottobre

2. L’ETERNA BATTAGLIA TRA FRELIMO E RENAMO

Per il Mozambico si tratta delle seste elezioni multipartitiche dal 1994, in seguito al cessate il fuoco tra Frelimo e Renamo. Dopo quindici anni di guerra civile, Frelimo e Renamo firmarono nel 1992 a Roma un primo accordo di pace, che ha messo formalmente fine alla guerra, sebbene gli scontri non si siano mai realmente interrotti. Un secondo accordo ha stabilito il cessate il fuoco nel 2016. Nell’agosto 2019 si è giunti a una risoluzione che mira a una pace duratura, integrando combattenti residui della Renamo nell’esercito nazionale, fino ad arrivare a un disarmo definitivo e allo smantellamento delle loro basi militari. Nei confronti di Frelimo, al potere dal 1975, i mozambicani hanno cominciato a esprimere perplessità già durante le ultime elezioni municipali del 2018, durante le quali il partito era stato accusato di brogli elettorali. Nonostante ciò, in quell’occasione, il Renamo era riuscito ad aggiudicarsi la vittoria in otto città e puntava a conquistare nelle elezioni provinciali dello scorso ottobre almeno cinque dei dieci governatorati che compongono il Paese, che invece sono andati tutti a Frelimo.

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Fig. 2 – Sostenitori di Ossufo Momade, leader del principale partito d’opposizione, Renamo

3. MINACCE INTERNE ED ESTERNE

Una delle principali sfide che il Presidente si troverà ad affrontare riguarda l’emergenza islamista di Cabo Delgado, provincia a maggioranza musulmana e teatro di scontri tra i jihadisti di Al-Sunna wa Jama’a e le forze militari mozambicane. L’area è oggetto di grandi interessi internazionali che ruotano intorno al progetto Coral South per la produzione di gas naturale. Un secondo tema scottante è la crescita economica, che ha subito battute d’arresto a causa dei due cicloni che si sono abbattuti sul Paese, con conseguenze disastrose sulla produzione agricola e sul costo delle materie prime. Ultimo, ma non per importanza, lo scandalo finanziario che ha recentemente travolto l’ex ministro delle Finanze Manuel Chang, accusato di frode fiscale e arrestato in Sudafrica nel dicembre 2018. Un avvenimento che ha minato ulteriormente l’immagine del Frelimo agli occhi dei suoi stessi elettori. Intanto, in seguito alla pubblicazione dei risultati, nel Paese dilagano le proteste. Renamo ha accusato il partito di maggioranza di brogli e, più in generale, di aver condotto le elezioni in un clima di minacce e paura.

Veronica Frasghini

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