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La formazione sud coreana ha chiuso il proprio cammino nel Mondiale africano, agli ottavi di finale, confermando comunque una crescita che non è certo solo calcistica. Dopo aver ospitato, insieme al Giappone, i Mondiali del 2002 lo sport continua ad essere un volano per la visibilità di un Paese che negli ultimi anni si è proposto come un intermediario affidabile tra gli interessi delle grandi potenze e le economie emergenti nel nord Asia.

IL PAESE – La Corea del Sud si separa dal Nord nel 1950 e per tre anni viene combattuta una guerra che provoca oltre 2 milioni di morti e mette in ginocchio sia il Nord che il Sud.

Dopo decenni travagliati, negli anni '80 il motore dell'economia e della politica sudcoreana si rimette in moto ed il Paese, di fatto, risorge. Oggi l'economia sudcoreana, classificabile tra quelle “emergenti”, è ai primi posti tra quelle asiatiche ed ha già un altissimo livello di diffusione ed investimenti nelle tecnologie. L'attuale Presidente, Lee Myung-bak (detto il Bulldozzer), in carica dal 2008, punta tutto sull'ulteriore sviluppo delle capacità produttive del Paese, che ha però molto sofferto la recente crisi del credito.

Nell'ultimo decennio Seul ha cercato sempre più di ritagliarsi un ruolo di intermediazione tra gli interessi economici e politici di Cina, Stati Uniti e Giappone nell'Asia dell'est, ed ha cercato di rafforzare la propria posizione nei consessi internazionali. Ban Ki Moon, ex Ministro degli esteri, è l'attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite; truppe sudcoreane hanno preso parte alle missioni militari in Iraq ed Afghanistan. Dulcis in fundo, Seul presiederà il G20 del novembre 2010, dove dovrà dimostrare la propria capacità di porsi come interlocutore bilanciato tra le istanze delle grandi economie e quelle, a lei più vicine, delle economie emergenti.

Rimane insoluto il nodo delle relazioni, sempre tesissime, con il Nord: uno dei pochi rimasugli della Guerra Fredda che crea ancora oggi enormi problemi alla stabilità ed allo sviluppo dell'area.

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CAFFÈ IN PILLOLE

  • Attualmente, in caso di guerra, il comando operativo delle forze armate sud coreane sarebbe affidato al Generale americano più alto in grado presente in Corea del Sud. Infatti, a partire dall'armistizio con la Corea del Nord nel 1953, la gestione della difesa sud coreana è affidata congiuntamente alle forze americane ed a quelle locali. Un accordo prevedeva il passaggio delle consegne ai militari di Seul nel 2012, ma in un recente incontro tra Obama ed il presidente Lee Myung-bak è stato deciso di far slittare tale passaggio al 2015, per via dell'attuale instabilità dell'area. Un chiaro messaggio alla Corea del Nord.

I GUERRIERI DI TAEGUK – La selezione nazionale di calcio, così soprannominata, è stata eliminata in questo Mondiale agli ottavi di finale, perdendo per 2-1 contro l'Uruguay, una delle sorprese di questo Campionato.

Il miglior risultato della compagine sud coreana è stato registrato ai Mondiali del 2002, che la Corea stessa ha ospitato insieme al Giappone. In quell'occasione la squadra si classificò al quarto posto, dopo aver vinto il proprio girone e battuto Italia e Spagna agli ottavi ed ai quarti di finale. Perse la semifinale contro la Germania e la finale per il terzo posto contro la Turchia.

Il movimento calcistico sud coreano si mostra comunque tra i più attivi e promettenti in Asia.

GEOPALLONE – La scelta di assegnare l'organizzazione dei Mondiali del 2002 congiuntamente a Corea del Sud e Giappone venne allora definita da Platini, Presidente della UEFA, una decisione politica.

L'assegnazione del Campionato a due Paesi tradizionalmente in cattivi rapporti fu infatti un'occasione concreta di riavvicinamento.

Per la prima volta in oltre 50 anni di relazioni tese (anche per via della questione legata alle isolette Takeshima-Dokdo), un membro della famiglia reale giapponese, il Principe Tokamuda, mise piede in terra sud coreana e le autorità dei due Paesi parteciparono insieme alla cerimonia di inaugurazione. Un caso tipico in cui lo sport diventa uno strumento di soft power, che aiuta ad avvicinare le genti ed a fornire alla politica uno strumento di dialogo che richiede pochi compromessi.

Altra storia invece riguarda le relazioni con la Corea del Nord (nella foto uno dei rari momenti di distensione tra le due Coree, con il primo treno che attraversa la frontiera dopo 56 anni, nel 2007): in questo caso anche il calcio è stato infatti sovente motivo di scontro. Recentemente, ad esempio, due gare tra le due nazionali sono state giocate a Shanghai perché la Corea del Nord non accettò di issare la bandiera sud coreana e di suonarne l'inno. In un'altra occasione ancora, in un periodo in cui le tensioni erano particolarmente alte per via degli esperimenti missilistici di Pyongyang, la Nord Corea accusò Seul di avere “avvelenato” i giocatori con dei cibi avariati per facilitare la vittoria della squadra del Sud. Nella dura contesa neanche lo sport viene risparmiato.

Pietro Costanzo 1 luglio 2010 redazione@ilcaffegeopolitico.net

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Pietro Costanzo

Il Caffè Geopolitico è una “creatura” che coccolo con tutte le attenzioni possibili; ne sono co-fondatore e Segretario Generale. Mi interesso di governance della sicurezza e analisi delle organizzazioni, cooperazione allo sviluppo, nuove tecnologie. Mi occupo di progetti della Commissione Europea e delle Nazioni Unite nel settore della pubblica sicurezza. Mi sento Europeo, Italiano e parecchio siciliano. Vivo a Roma: se volete, vediamoci per un caffè… Ogni opinione espressa è strettamente personale.

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