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In 3 sorsi – Questa settimana saranno tre i Paesi in Sud America che si appresteranno a tornare alle urne. Ha aperto la Bolivia, seguiranno Argentina e Uruguay domenica. La Paz tornerà al voto il 15 dicembre, mentre gli altri lo faranno il 24 novembre.

1. BOLIVIA: MORALES VERSO IL QUARTO MANDATO

Dopo le polemiche per la modalità che ha permesso all’attuale Presidente Evo Morales di potersi ripresentare alle elezioni di quest’anno, è tempo di tornare alle urne in Bolivia. Secondo il sistema elettorale boliviano, qualora nessun candidato ottenga il 50% dei voti, o il 40% con uno scarto di almeno 10 punti percentuali sul secondo candidato, si passerebbe al ballottaggio al secondo turno tra i due candidati che, nella prima votazione, hanno ottenuto il maggior numero di voti. Ed è proprio quello che è successo. L’eventuale riconferma di Evo Morales alla guida della Bolivia potrebbe favorire un certo percorso di avvicinamento, iniziato da qualche mese, tra il leader di La Paz e il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro. I passaggi possono essere rintracciati nel Forum di San Paolo tenutosi a Caracas dal 25 al 28 luglio scorsi, e soprattutto nell’apertura di quest’ultimo all’ingresso della Bolivia all’interno del Mercosur. Inoltre è recente la notizia della conclusione di un contratto di fornitura di gas tra i due Paesi in favore dello Stato del Mato Grosso do Sul.

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Fig. 1 – Il Presidente Evo Morales durante una manifestazione politica a El Alto

2. URUGUAY: PROBABILE BALLOTTAGGIO MARTINEZ-LACALLE POU

Anche in Uruguay si è chiamati al voto per le elezioni presidenziali e parlamentari. Il sistema elettorale prevede che, nel caso un candidato non raggiunga il 50%+1 dei voti al primo turno si vada al ballottaggio tra i due candidati con più voti (art. 151 Costituzione). Al momento, secondo i recenti sondaggi, il sostituto dell’attuale Presidente Tabarè Vazquez potrebbe arrivare da un ballottaggio tra l’esponente di Frente Amplio Daniel Martinez e il candidato del Partido Nacional Luis Lacalle Pou. Un vero e proprio endorsement verso quest’ultimo è arrivato dal parlamentare Delegado Waldir in occasione della sessione di agosto del Parlasur, organo parlamentare del Mercosur. Il parlamentare del Partido Social Liberal, partito di Bolsonaro, si è così espresso: “Al mismo tiempo, para felicitar al pueblo uruguayo porque por las encuestas primarias va a dar un giro a la derecha. Entonces, un especial abrazo a nuestro candidato derechista Lacalle Pou”. La vittoria del candidato del Partido Nacional rappresenterebbe una importante occasione per spezzare un periodo dominato dal centro/sinistra che dura dal 1995, iniziato con il secondo mandato di Julio Maria Sanguinetti.

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Fig. 2 – Il candidato alla presidenza del Partido Nacional Luis Lacalle Pou

3. ARGENTINA: CRISI MACRI, RITORNO AL PASSATO?

Sempre il 27 ottobre si terranno le elezioni presidenziali in Argentina. Anche qui è previsto un doppio turno (art. 97-98 Costituzione) nel caso in cui nella prima votazione un candidato non raggiunga il 45%, o almeno il 40% con uno scarto di 10 punti dal secondo. Nell’ultimo sondaggio della società di consulenza Opina, il candidato Alberto Fernandez di Frente de Todos potrebbe vincere direttamente al primo turno grazie al 52% di preferenze, distaccando l’attuale Presidente ed esponente della coalizione Juntos por el Cambio Mauricio Macri fermo al 32%. Dopo la pesante sconfitta subita al PASO e le misure economiche messe in campo per tamponare l’emorragia di voti, come l’aumento del salario minimo e le agevolazioni fiscali, la strada al voto per l’attuale Presidente argentino si fanno sempre più in salita. A supporto di Macri è intervenuto Jair Bolsonaro. Al Brazil Investment Forum dello scorso 10-11 ottobre il residente di Palacio da Alvorada ha rimarcato l’importanza di “impedire che l’Argentina torni al passato” e che, riguardo all’intera regione, si apra a un modello economico ispirato a quello brasiliano che coniughi libertà economica e apertura al mondo. In questo quadro prove di intesa tra Bolsonaro e Macri si erano già testate in occasione dell’intesa UE-Mercosur, che ha dato vita a una stagione di cooperazione più stretta tra i due Paesi.

Marco D’Amato

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