Photo by Public_Domain_Photography is licensed under CC BY-NC-SA
Puoi leggerlo in 3 min.

In 3 sorsi – Nuovi violenti attacchi di matrice jihadista scuotono la regione centro-settentrionale del Burkina Faso, provocando vittime tra civili e forze di sicurezza burkinabé.

1. GLI ATTENTATI DI SETTEMBRE

Nel mese di settembre una nuova ondata di violenza ha colpito il Burkina Faso. Infatti nelle regioni centro-settentrionali del Paese, site in prossimità del confine con il Mali, si sono registrati sanguinosi attacchi terroristici che hanno falcidiato sia la popolazione civile inerme, sia le forze di sicurezza burkinabé. L’8 settembre sono stati compiuti i primi due attentati, entrambi nella zona di Barsalogho, sita nella regione del Centro-Nord del Burkina Faso: un pullman con a bordo donne e bambini è stato colpito da un IED piazzato lungo la strada che ha provocato la morte di 15 passeggeri. Poi un convoglio di veicoli carichi di cibo da distribuire ai cittadini burkinabé, sfollati nell’area e in fuga dai continui attacchi di matrice terroristica, è stato attaccato da un numero imprecisato di uomini armati, che hanno causato 14 vittime tra operatori e conducenti. Il giorno seguente, invece, nella provincia settentrionale di Soum, 6 membri delle forze di polizia burkinabé sono caduti in un’imboscata e sono stati uccisi da un gruppo di miliziani armati. Ancora il 12 settembre due soldati dell’esercito nazionale hanno perso la vita per due sortite dei jihadisti realizzate verso altrettanti avamposti militari nelle località di Nassoumbou e di Baraboule, al confine con il Mali. Infine, tra il 23 e il 25 settembre diversi raid di miliziani armati, in alcuni villaggi nella provincia di Bam, situata sempre nella Regione del Centro-Nord, hanno provocato 15 vittime tra la popolazione civile.

Embed from Getty Images

Fig.1 – Un gruppo di sfollati che dal nord del Paese si sono rifugiati nei pressi della capitale Ouagadougou

2. I GRUPPI JIHADISTI IN BURKINA FASO

I responsabili di tutti questi attacchi sono, secondo le Autorità del Burkina Faso, i gruppi jihadisti provenienti dal vicino Mali, che negli ultimi quattro anni hanno rafforzato la loro presenza nel nord del Burkina, giungendo anche a colpire le regioni a est che confinano con Togo, Niger e Benin. In particolare il principale sospettato per i recenti attentati è il Gruppo di Supporto all’Islam e ai Musulmani (GSIM) – anche denominato Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin’ (JNIM) – nato nel marzo del 2017 dalla fusione di tre organizzazioni terroristiche operanti nell’Africa Occidentale: Ansar al-Din, al-Murabitoon e il ramo di al-Qaeda del Maghreb Islamico (AQIM) operante nel Sahara. A questo gruppo, che ha giurato fedeltà all’emiro Ayman al-Zawahiri, si contrappongono le organizzazioni affiliate allo Stato Islamico, tra le quali è emerso lo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale – Islamic State West Africa Province (ISWAP) – che ha rivendicato uno dei più gravi attacchi subiti dalle Forze Armate burkinabé, avvenuto il 20 agosto 2019 nella base militare di Koutougou e costato la vita a 24 soldati.

Embed from Getty Images

Fig.2 – Il Presidente della Repubblica del Burkina Faso Roch Marc Christian Kabore durante il discorso di apertura dell’ECOWAS tenutosi presso la capitale Ouagadougou

3. IL SOSTEGNO INTERNAZIONALE AL GOVERNO BURKINABÉ

Purtroppo le Forze Armate nazionali, come è noto, non hanno né i mezzi, né la forza numerica per poter far fronte alla minaccia terroristica e così subiscono a ogni attentato numerose perdite tra le loro fila. Per tali ragioni, il sostegno francese, soprattutto nell’operazione militare Barkhane nel Sahel, risulta fondamentale per il Burkina Faso. In quest’ottica, il prestito di 33 milioni di dollari concesso il 26 settembre dall’Agenzia dello Sviluppo Francese al Ministro dell’Economia e Finanze Lassane Kabore del Governo burkinabé verrà destinato e incorporato nel budget dell’esecutivo per contrastare il terrorismo nel Paese africano. Sempre in tema di fondi necessari alla lotta al terrorismo, si segnala che durante il meeting straordinario dell’Economic Community Summit of West African States – ECOWAS – tenutosi il 14 settembre proprio a Ouagadougou, i leader dei Paesi membri si sono impegnati a stanziare nuove risorse economiche pari a 1 miliardo di dollari da destinare alle operazioni militari di antiterrorismo in atto nella regione dell’Africa Occidentale. Il programma di investimenti verrà illustrato nella prossima riunione dell’ECOWAS a dicembre. In una situazione così critica, l’escalation di violenza derivante dalla minaccia terroristica che dal 2015 a oggi ha provocato la morte di almeno 500 persone, ha causato, inoltre, un’emergenza umanitaria nazionale dovuta all’elevato numero di sfollati, circa 289mila persone secondo l’ONU, che dal nord scappano verso il sud del Paese alla ricerca di stabilità e sicurezza. Ciò sta producendo un inevitabile aggravio della già carente situazione socio-economica in cui versa il Burkina Faso, uno degli Stati più poveri del mondo.

Giulio Giomi

Print Friendly, PDF & Email