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    Di cosa ha parlato Mike Pompeo in Italia?

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    In 3 sorsiL’arrivo di Mike Pompeo in Italia dai bilaterali con il Ministro Di Maio alla passeggiata in Abruzzo. Vediamo perché è stata importante per i rapporti Italia-USA.

    1. DA ROMA FINO ALL’ABRUZZO

    Nel bel mezzo di uno scandalo che potrebbe portare il Presidente Donald Trump all’impeachment, il Segretario di Stato Mike Pompeo si è recato in Italia per una serie di riunioni bilaterali che hanno coinvolto sia il Governo italiano che l’Ambasciata USA a Roma. Nonostante l’atmosfera turbolenta all’interno della Casa Bianca, l’Amministrazione ha dichiarato il bisogno di mantenere unite le alleanze atlantiche, fondamentali per la politica internazionale, specialmente in questo clima di cambiamento.
    Arrivato il primo ottobre e ripartito tre giorni dopo, durante la sua prima visita in Italia come Segretario di Stato, Pompeo ha avuto modo di parlare di economia, di politica e questioni più pratiche, come ad esempio le basi USA e NATO presenti sulla Penisola. Secondo quanto riportato da un comunicato del Quirinale, il Presidente Sergio Mattarella è stato il primo a incontrare il Segretario di Stato, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio. In seguito il Segretario si è recato in Vaticano per un’udienza privata con Papa Francesco, concludendo il suo viaggio in Abruzzo, terra d’origine dei suoi bisnonni emigrati negli Stati Uniti per inseguire il sogno americano.

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    2. IL “PROBLEMA” ITALIA-CINA

    Durante la conferenza stampa successiva all’incontro bilaterale con Pompeo, secondo quanto riportato dal Ministro Di Maio si è discusso di crisi migratoria, di Libia e dell’importanza del “made in Italy”, anche in seguito alla decisione dell’introduzione dei dazi del Presidente USA che colpirà la produzione e l’esportazione italiane. Durante la conferenza il Segretario Pompeo ha anche rinnovato la sua disapprovazione nei confronti dei rapporti Italia-Cina, in particolare circa la nuova “Nuova Via della Seta”, mostrando preoccupazione verso il modus operandi cinese in Italia, e affermando l’importanza centrale della questione durante il bilaterale.
    Questa sollecitazione statunitense è dovuta al timore che la Cina utilizzi i propri investimenti e commerci in Italia come modo per guadagnare potere, espandere il proprio raggio d’azione in Occidente e dunque influenzare il Paese e gli altri Stati con i quali hanno recentemente rinnovato i propri rapporti. A riguardo, durante un’intervista con La Stampa, il Segretario ha dichiarato che ogni Paese è “libero di scegliere che approccio avere rispetto alla Cina”, ma, come si è preoccupato di aggiungere, è necessario tenere sempre gli occhi aperti verso i potenziali rischi che si possono incontrare. Pompeo ha infine ribadito che il rischio più grande è la protezione dei dati dei cittadini italiani, specialmente dal momento che ogni dato trasmesso può finire nelle mani del Partito Comunista Cinese, che l’Amministrazione USA ritiene sia strettamente legato a tutte le società cinesi che operano all’estero. A tal proposito, a oggi il Governo italiano non si è esposto particolarmente, comunicando semplicemente nel sito della Farnesina l’importanza dei rapporti USA-Italia come elemento principale nei rapporti NATO.

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    3. PROSPETTIVE FUTURE

    Attualmente l’Italia è il secondo Paese in Europa che ospita il più grande numero di militari statunitensi (30mila in totale, non contando il personale civile e le famiglie), nonché la prima economia europea per quantità di esportazioni negli Stati Uniti (99 miliardi di dollari l’anno). Considerando questi dati, il rinnovo dei rapporti amichevoli Italia-USA e l’insediamento di nuove basi militari per aumentare la cooperazione per la sicurezza internazionale, la “Nuova Via della Seta” rimane un focus centrale. L’importanza strategica per l’Italia degli investimenti cinesi è fondamentale, ma anche il mantenimento di rapporti distesi con i propri alleati NATO. Nonostante ciò, il Segretario Pompeo ha avuto i medesimi incontri bilaterali con altri Stati appartenenti all’Alleanza Atlantica, fatto che può rassicurare il Governo italiano. Non bisogna però trascurare i dazi statunitensi nei confronti della produzione italiana, che potrebbero causare molte più perdite di quelle calcolate, oltre a creare fratture nelle relazioni bilaterali tra Roma e Washington.

    Giulia Valeria Anderson

    Giulia Valeria Anderson
    Giulia Valeria Anderson

    Laureata magistrale in Relazioni Internazionali Comparate presso l’Università Ca’ Foscari, specializzando il mio percorso sui rapporti USA-Medio Oriente – con un focus sulla politica estera statunitense verso l’Iraq e i Curdi. Attualmente mi dedico alla ricerca e la redazione di analisi, tutto mentre bevo un buon caffè e leggo un bel libro.

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