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Ristretto- Trump cede a Erdogan e accetta di ritirare le sue truppe dal confine con la Turchia, per consentire l’avanzata turca nella zona a Est dell’Eufrate.

A seguito della telefonata di domenica pomeriggio con Recep Tayyip Erdogan, Donald Trump ha preso un’importante decisione. La Casa Bianca ha diffuso un comunicato in cui si annuncia il ritiro delle truppe statunitensi dal nord della Siria e dall’appoggio alle Forze Democratiche Siriane (SDF), guidate dai curdi dell’YPG, che insieme agli Stati Uniti hanno combattuto in questi anni la guerra contro l’ISIS. Il presidente turco lamentava la lentezza del processo di creazione della safe zone a Est dell’Eufrate, già approvata ad agosto dalla stessa NATO. La safe zone sarà utile per rimpatriare circa 2 milioni di rifugiati siriani presenti in Turchia, e servirà, a detta di Erdogan, a tenere a distanza i curdi del YPG, ritenuti dalla Turchia di matrice terrorista. Lunedì mattina il Presidente turco ha annunciato l’avvio di un’operazione militare che mira ad allontanare i gruppi curdi dal confine turco per dare una forma più definitiva alla zona cuscinetto. Un altro obiettivo che la Turchia persegue con questa operazione è di estradare circa 2.500 foreign fighters dell’ISIS, attualmente trattenuti dalle forze curde, nei loro paesi d’origine. La mossa di Trump è considerato dalle SDF alla stregua di un “tradimento” dopo che a metà settembre avevano concordato con Washington di arretrare dalla zona destinata ad accogliere i rifugiati siriani in cambio di protezione durante tutta questa delicata fase di transizione. Di fatto la presenza degli Stati Uniti nel Nord della Siria garantiva la sicurezza di entrambi gli schieramenti, e anche se il Pentagono si dichiara contrario a qualsiasi offensiva turca nei confronti delle forze curde, la situazione si profila come altamente instabile e rischiosa.

Caterina Conserva

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