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L'Australia è uscita di scena dai Mondiali sudafricani senza riuscire a ripetere la piccola impresa compiuta nel 2006, quando raggiunse gli ottavi di finale dove fu sconfitta da un'Italia ben diversa da quella vista quest'anno. Un Paese sconfinato e scarsamente popolato, spesso ai margini delle grandi vicende geopolitiche, ma non per questo meno affascinante.

IL PAESE

Troppo grande per essere un'isola: l'Australia è considerata come un vero e proprio continente. Del resto l'Oceania, oltre all'immenso blocco australe, è poco altro: la Nuova Zelanda, schiacciata agli antipodi del pianeta, e i minuscoli arcipelaghi dispersi nell'Oceano Indiano. E' innegabile dunque che l'Australia rappresenti un vero e proprio “magnete geopoltico”, ovvero un attore che esercita un'attrazione e un'influenza pressochè esclusiva nell'area. Un'influenza che però è quasi esclusivamente regionale, dal momento che gli interessi in gioco non sono abbastanza ingenti da mettere in gioco gli interessi delle grandi potenze globali.

Con una popolazione di appena ventun milioni di abitanti concentrati quasi per intero sulle coste, l'Australia ha agito nella prima metà del XX secolo come grande richiamo per gli emigranti in cerca di fortuna dall'Europa, un po'come gli Stati Uniti e l'Argentina. E tanti sono coloro che hanno fatto fortuna: oggi l'ex colonia britannica (fa ancora parte del Commonwealth) è una delle nazioni più sviluppate al mondo.

La ricchezza del Paese si basa su una discreta dotazione di materie prime (carbone, oro, gas naturale, uranio), oltre che su una struttura produttiva molto moderna che si basa al giorno d'oggi sulla fornitura di servizi.

Nonostante la relativa lontananza dal resto del mondo, però, Canberra non è riuscita ad evitare gli effetti della crisi globale. A differenza dell'Europa, che continua a rimanere impantanata nella stagnazione, tuttavia il governo laburista di Kevin Rudd ha saputo far fronte alla congiuntura sfavorevole abbassando i tassi di interesse e spingendo sulla leva delle esportazioni, dirette essenzialmente verso la Cina. Questo ha permesso al gigante oceanico di crescere il proprio PIL nel 2009 e di mantenere la disoccupazione a livelli molto bassi per gli standard attuali europei (attorno al 5%). La buona performance economica non è stata però sufficiente a Rudd per evitare di essere rimosso dal proprio incarico di Governo e sostituito proprio in questi giorni (il 25 giugno) dalla nuova leader laburista Julia Gillard, prima donna a governare l'Australia nella sua storia. Sembra che Rudd abbia pagato gli scarsi risultati nella lotta contro il cambiamento climatico, tema a cui i cittadini locali sono molto sensibili.

CAFFE' IN PILLOLE

  • Il premier Rudd era in carica dal 2007. Come primo atto di Governo ha provveduto a ratificare il protocollo di Kyoto, che il suo predecessore, il liberale Howard, aveva deciso di mantenere in “stand-by”

  • L'Australia è culturalmente legata all'Occidente e mantiene anche legami di tipo strategico-militare con USA e Regno Unito, ma a livello economico, anche per la vicinanza geografica, partner di primo livello sono Cina e Giappone, con i quali sono in fase avanzata di negoziazione degli accordi di libero scambio,

ECCO I “SOCCEROOS”

Per descrivere il calcio australiano potrebbe valere lo stesso discorso fatto per la Nuova Zelanda: la terra dei canguri (non a caso i giocatori sono chiamati “socceroos”, per giocare sull'unione delle parole “soccer” e “kangaroos”) non è propriamente uno dei terreni più fertili per questo sport. Rugby e cricket sono gli sport nazionali, anche se negli ultimi anni il calcio giocato dalla formazione gialloverde ha conosciuto uno sviluppo interessante. L'Australia è alla sua seconda partecipazione consecutiva ad un mondiale, ma in Sudafrica non è riuscita a ripetere il piccolo “miracolo” compiuto quattro anni fa in Germania. Allora, infatti, riuscì a superare il girone di qualificazione e ad approdare agli ottavi, dove fu sconfitta dall'Italia che sarebbe poi diventata campione del mondo. In quell'occasione l'Australia dimostrò la sua caratteristica principale: una formazione abbastanza solida e preparata atleticamente, anche se povera tecnicamente e incapace di dare spettacolo.

Quest'anno la formazione oceanica non è riuscita a ripetersi: penalizzata dal pesante 0-4 subito dalla Germania all'esordio, non sono stati sufficienti il pareggio col Ghana e la vittoria con la Serbia per passare il turno.

GEOPALLONE

Anche per uno Stato in cui il calcio non è propriamente lo sport nazionale i Mondiali possono contribuire a compattare un'intera nazione, risvegliando il proprio orgoglio patriottico. Una dinamica di questo tipo si verificò in Australia quattro anni fa, in occasione della qualificazione raggiunta allo spareggio contro l'Uruguay. In occasione del match di ritorno, giocatosi a Sidney di fronte a 85 mila spettatori, più di dieci milioni di australiani seguirono la partita (circa metà della popolazione), riversandosi poi nelle strade in seguito all'insperata vittoria. Era da 32 anni che i “socceroos” mancavano alla fase finale dei Mondiali di calcio.

Davide Tentori

redazione@ilcaffegeopolitico.it

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Davide Tentori

Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Attachè Economico. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

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