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AnalisiAnche in America Meridionale stanno sorgendo diverse Smart City: la capitale dell’Argentina ha avviato numerosi cantieri di innovazione per lo sviluppo urbano, come testimonia lo Smart City Expo.

SMART CITIES EMERGENTI

Quando si parla di smart cities il pensiero va subito alle grandi città delle economie dell’Occidente, o alle metropoli avveniristiche del panorama asiatico come Singapore, Seul, Hong Kong e Tokyo, che negli anni continuano a eccellere nell’utilizzo delle tecnologie più all’avanguardia in ogni ambito di applicazione dello sviluppo urbano. Ma l’avanzamento tecnologico ormai non è più prerogativa soltanto di pochi centri di eccellenza, perché anche altre aree del mondo hanno innescato un processo di cambiamento che fa sorgere nuovi poli di innovazione nei Paesi emergenti. Lo testimonia Buenos Aires, capitale dell’Argentina, che spicca al primo posto tra le città più smart del Sud America insieme a Santiago del Cile, Panama, Montevideo in Uruguay e San José in Costa Rica. Di queste, soltanto le prime tre compaiono tra le top 100 del ranking mondiale IESE Cities in Motion, la classifica internazionale delle Smart Cities promossa dalla IESE Business School. Il risultato può a prima vista sorprendere, se si considera anche il caso della Costa Rica, un Paese che vanta diversi record per la produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabili: grazie alla pianificazione e all’ottimizzazione delle risorse, lo Stato è riuscito nel 2019 a generare il 99% del fabbisogno energetico sfruttando l’energia idroelettrica, solare, eolica, a biomasse e geotermica e a produrre elettricità unicamente da queste fonti per ben 300 giorni consecutivi nel 2015. Il caso è testimonianza del fatto che i Governi comprendono l’importanza di un contributo collettivo per una gestione più efficiente delle risorse che il pianeta offre e che è fondamentale avere una visione di lungo termine per promuovere una crescita socio-economica sostenibile. Le nuove tecnologie giocano di certo un ruolo strategico perché offrono numerose soluzioni negli ambiti di applicazione che toccano più da vicino le esigenze delle grandi città come Buenos Aires. La città ha infatti ampi margini di miglioramento per la risoluzione delle problematiche riguardanti la rete dei trasporti e delle infrastrutture, la distribuzione dell’energia elettrica, la sicurezza cittadina e la gestione dei rifiuti. Questi temi rappresentano i nodi più difficili da sciogliere in una città come Buenos Aires, formata da un centro urbano con una densità elevatissima e una popolazione che raggiunge i 3 milioni di abitanti, che sommati ai residenti dell’area metropolitana fanno contare 14 milioni di persone nella città, il 38% dell’intero Paese.

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Fig. 1 – La Casa Rosada, sede del Governo federale a Buenos Aires

COME SI DIVENTA UNA SMART CITY

Come si diventa una smart city? Buenos Aires ha appena intrapreso il proprio percorso di sviluppo che la porterà nel tempo a migliorare la rete di trasporto urbano, gestito in passato da un Governo federale che non si è dimostrato capace di fornire un servizio efficiente e in grado di coprire i bisogni di una popolazione così numerosa. 
L’accesso pubblico al wi-fi è sicuramente un altro standard verso il quale convergere nel medio termine, così come l’implementazione di sistemi di sicurezza efficaci, per una città in cui il tasso di criminalità è molo elevato e anche solo passeggiare con uno smartphone in mano è una potenziale fonte di rischio. Ma per diventare una città intelligente, una strategia efficace sta nel trovare un target di riferimento al quale ispirarsi e attrarre investitori, aziende e Istituzioni capaci di portare best practice. Così Buenos Aires nell’aprile 2019 ha ospitato lo Smart City Expo sulla scia di Barcellona, la città presa come esempio da emulare da Andy Freire, il ministro per la Modernizzazione, l’Innovazione e la Tecnologia di Buenos Aires. Divenuto ministro dopo una carriera da imprenditore, Freire ha identificato sei aree in cui focalizzare gli sforzi del Governo, tra cui la trasparenza dei dati pubblici, promossa attraverso gli Open Data, lo sviluppo urbano e dei trasporti. Lo Smart City Expo rappresenta sicuramente una importante occasione di confronto per il governo della città e un momento in cui potersi aggiornare sui trend tecnologici del momento: quest’anno gli speaker hanno portato sul tavolo il tema del GIS, cioè i Sistemi di Informazione Geografica e le nuove tecnologie a essi collegate, come il GeoAI e il Machine Learning.
Il GIS è un sistema che integra le operazioni di analisi dati, di analisi statistica e la gestione di database con la analisi geografica del territorio: ciò consente di avere una mappatura dettagliata delle reti e delle infrastrutture presenti in città e di conseguenza la possibilità di analizzare in tempo reale le performance dei sistemi e la loro localizzazione precisa.

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Fig. 2 – I progetti per le smart cities ruotano anche intorno al concetto di mobilità sostenibile

LO SVILUPPO A DUE VELOCITÀ

Buenos Aires dimostra di essere una città in fermento, che si pone grandi obiettivi di sviluppo urbano e di avanzamento tecnologico per poter offrire ai propri cittadini servizi più efficienti che possano aumentare la qualità della vita. Ma la realtà è che, guardando la metropoli nella sua interezza, non si possono non notare i contrasti dovuti alle diseguaglianze socio-economiche. Si presenta infatti un quadro frammentato, in cui alle zone del centro città, caratterizzate da tecnologia, investimenti e grandi progetti di sviluppo urbano, si alternano vasti quartieri nei quali le condizioni di vita sono ben diverse, favelas (che in Argentina si chiamano villas miserias) altamente popolate dove il benessere economico è di certo cosa lontana, lo Stato è spesso assente, la giustizia è lasciata alle sentenze dei singoli, la criminalità è dilagante e i rapporti tra persone sono regolati dalla legge del più forte. Tale condizione è endemica e caratterizza numerose città del Sud America, lasciando così ai Governi una sfida ben più grande di quella fronteggiata dai Paesi occidentali.
La rincorsa allo sviluppo economico deve muoversi a due velocità, cercando da un lato di far crescere i quartieri più poveri, dando a tutti la possibilità di condurre una vita dignitosa e di accedere quantomeno ai servizi di base, e dall’altro di mostrarsi all’altezza di competere con le città del resto del mondo, per dimostrare che anche il Sud America sa attrarre investimenti e attività imprenditoriali, per affermarsi come economia emergente e in crescita nel medio e lungo termine.

Chiara Bellucci

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Chiara Bellucci

Nata nel 1993 in un tranquillo paese tra i colli marchigiani, dopo essermi dedicata agli studi classici, ho cambiato nettamente rotta virando sulle scienze economiche. Ho ottenuto una laurea triennale presso l’Università Luigi Bocconi in Economia e Scienze Sociali e ho poi proseguito la mia avventura alla Barcelona Graduate School of Economics conseguendo un MSc in International Trade, Finance and Development. Mi sono sempre più appassionata ai temi dell’economia internazionale, della macroeconomia e della politica monetaria, che mi hanno spinto a collaborare con il Caffè Geopolitico. Mentre inseguo il mio sogno di diventare una ricercatrice economica, non mi dimentico mai di ritagliare ogni giorno un po’ di tempo da dedicare alle persone che amo e alla lettura dei grandi classici, una mia grande passione, magari gustando un buon caffè!