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In 3 sorsi – L’attacco da parte dei sostenitori di Walid Jumblatt contro uno dei suoi avversari drusi Saleh Gharib lo scorso 30 giugno ha riportato alla memoria dei libanesi la guerra civile e la rilevanza delle rivalità intra-settarie nel Paese.

1. CHI SONO I DRUSI

I drusi sono una comunità religiosa nata in Egitto intorno all’Undicesimo secolo durante il regno del sesto Califfo fatimide. Si tratta di una religione monoteista derivante dall’islam sciita e per scissione dalla corrente ismailita. La comunità fu presto vittima di persecuzioni a causa dell’eterodossia della propria dottrina. Molti drusi si stabilirono in Siria e Libano, che oggi ospita la più alta concentrazione di drusi, in particolare nella regione dello Chouf e in alcune parti a sud-est del Paese. La setta drusa è avvolta da un’aura di mistero e di impenetrabilità, in quanto i drusi non possono praticare alcuna forma di proselitismo e non è possibile convertirsi alla fede drusa. È proprio per questo motivo che, per molto tempo, la comunità drusa è sempre stata molto unita da un senso di sostegno reciproco e protezione dei propri compagni. Infatti, durante la guerra civile libanese, i drusi hanno dimostrato di essere una delle comunità meno colpite dalle rivalità intra-settarie che hanno messo in ginocchio, ad esempio, i cristiani. Negli anni Ottanta i drusi hanno resistito prima all’invasione israeliana e, poi, all’offensiva maronita delle Forze Libanesi durante la cosiddetta “Guerra della Montagna”. Questo senso di unità è però venuto meno negli ultimi anni, con i due principali politici drusi, Jumblatt e Arslan, in costante competizione per un posto di rilievo nei Governi libanesi post-guerra civile.

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Fig. 1 – Talal Arslan (a sinistra) e Walid Jumblatt (a destra), i principali leader drusi in Libano

2. GLI SCONTRI A QABR SHAMOUN E LE TENSIONI FRA DRUSI

Nonostante 15 anni di guerra civile, sembra che in Libano ci siano ancora, per quanto latenti, numerose tensioni inter-settarie, e spesso intra-settarie. Questi tipi di contrasti sono tornati in superficie lo scorso giugno, quando, nel villaggio druso di Qabr Shamoun il convoglio del ministro Saleh Gharib è stato attaccato da alcuni sostenitori del partito di Walid Jumbatt. Saleh Gharib, Ministro per la Gestione dei rifugiati, fa parte della cosiddetta fazione pro-Assad all’interno del Parlamento libanese ed è membro del Partito Democratico del leader druso Talal Arslan. Dall’altro lato vi è Walid Jumblatt e il suo Partito Socialista Progressivo (PSP), da anni ormai tra i maggiori oppositori del regime di Bashar in Siria. Lo scontro armato nella zona delle montagne è stato provocato dall’annuncio del Ministro degli Esteri Gebran Bassil (altro alleato di Arslan), di volersi recare in visita nella città di Aley, roccaforte del PSP. Arslan, a seguito dell’incidente, ha dichiarato che se lo Stato libanese non è in grado di proteggere i suoi cittadini, allora questi inizieranno a proteggersi da soli. Quanto accaduto a Qabr Shamoun ha riportato a galla il tema delle rivalità settarie in Libano e ribadito come l’equilibrio politico raggiunto a seguito della guerra civile sia quanto mai precario.

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Fig. 2: Il Presidente Michel Aoun (in foto) ha cercato di stemperare le tensioni nello Chouf

3. LA GUERRA IN SIRIA E LE INFLUENZE NELLA POLITICA LIBANESE

Nonostante i rapporti tra i due principali leader della comunità drusa, Jumblatt e Arslan, abbiamo cominciato a incrinarsi già dagli inizi del XXI secolo, la guerra civile in Siria ha provocato una rottura ancor più netta, che si è estesa anche all’intero Parlamento libanese, coinvolgendo numerosi altri partiti. Jumblatt è da anni uno dei politici libanesi più critici nei confronti del regime di Assad, mentre Talal Arslan e i suoi seguaci come lo stesso Saleh Gharib vedono nella Siria un alleato molto importante. Mano a mano che la guerra in Siria vedeva Bashar al-Assad riconquistare vaste porzioni di territorio, anche e soprattutto grazie al sostegno di Hezbollah (altro alleato di Arslan), i rivali di Jumblatt si sono fatti sentire sempre di più, iniziando a insidiare la sua popolarità e la leadership all’interno della comunità drusa, così come in Parlamento. Per quanto isolato, l’episodio di violenza avvenuto nello Chouf ha fatto riemergere gli spettri della guerra civile, tanto che il Presidente della Repubblica Michel Aoun, preoccupato dalla piega che poteva prendere questo evento, ha dichiarato che nessuno ha la volontà di vedere un Libano diviso in cantoni, proprio come ai tempi della guerra. Malgrado le ostilità siano ufficialmente terminate nel 1990, le rivalità settarie (sia inter-settarie che intra-settarie) non sono state superate in Libano, anche e soprattutto perché il Paese ha continuato a essere strettamente legato al suo vicino siriano.

Emanuele Mainetti

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Emanuele Mainetti

Nato ad Angera nel 1994, ho conseguito una laurea triennale in Lingue e Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e un Master in Middle Eastern Studies al King’s College London. Durante i miei studi triennali ho maturato una profonda passione per il mondo arabo, la politica, la cultura e (ahimè) la lingua. Prima di cominciare il Master, ho trascorso cinque mesi in Giordania seguendo un corso intensivo di dialetto levantino e arabo standard. Sono particolarmente interessato alle dinamiche socio-politiche e alle relazioni internazionali nel Levante Arabo, con un occhio di riguardo per il Libano. Ho scritto la mia tesi magistrale sul processo di democratizzazione nel Libano post-Ta’if, per la quale ho condotto circa 20 interviste con membri della società civile libanese. Progetti per il futuro? Vorrei riuscire ad iscrivermi ad un corso di dottorato, Inshallah.