"Gran Palacio Real, Bangkok, Tailandia" by Edgardo W. Olivera is licensed under CC BY
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Analisi Il giuramento di Prayut Chan-o-cha da Primo Ministro ha segnato la fine della transizione militare in Thailandia. Ma, nonostante sia stato ripristinato il sistema costituzionale, il Paese si appresta a rivivere, per l’ennesima volta, l’illusione di un ritorno a una nuova era democratica.

FINE DELLO STALLO

La nuova transizione democratica del Regno di Thailandia è iniziata proprio come era finita. Il 16 luglio il nuovo Governo guidato dal sempiterno Prayut Chan-o-cha ha giurato davanti al nuovo Re, Maha Vajiralongkorn. Dopo quasi tre mesi di negoziati contrassegnati da polemiche, da accuse di brogli e dalla revoca di 100 ordini esecutivi da parte della vecchia giunta militare, il 5 giugno una strana coalizione composta da 19 partiti ha votato la fiducia all’esecutivo guidato dell’ex leader dei militari al potere. Ora il Generale può contare, alla Camera dei Rappresentanti, su una maggioranza di appena quattro voti (in termini di seggi, 254 sui 500 totali) – sorretta dal Phalang Pracharat (PP) e dall’appoggio determinante del Partito democratico. Il leader del movimento, l’ex premier Abhisit Vejjajiva, ha rassegnato le proprie dimissioni alla luce di questa decisione perché contrasta con quanto ha sempre dichiarato in campagna elettorale. Invece, riguardo alla situazione in Senato, Prayut poteva virtualmente fare affidamento sui voti dei 250 membri nominati dalla giunta uscente. Per parte sua l’opposizione – formata da una coalizione eterogenea di sette partiti (il Fronte democratico) guidata dal Pheu Thai – ha adottato le contromisure. I 101 deputati della Camera Bassa hanno firmato una petizione con la quale si richiedeva l’annullamento della nomina di Prayut a capo dell’esecutivo, alla luce del suo ruolo avuto durante la transizione. La petizione è stata inoltrata allo Speaker ed è previsto a breve l’esame della Corte Costituzionale. La minoranza in Parlamento ha rivelato che avvierà nel giro di sei-otto mesi un dibattito sulla fiducia al nuovo Governo, con l’obiettivo di portare a galla tutte le irregolarità di Prayut e dei suoi sodali commesse nell’arco dei cinque anni al potere. Qualcuno ha preannunciato che l’iniziativa porterà a elezioni anticipate nel 2020, ma il Governo potrebbe incrementare la soglia di governabilità in Parlamento pescando tra una ventina di membri dell’opposizione, allettati dalla possibilità di vedersi cancellati i procedimenti penali in corso. Quanto alle nomine dell’esecutivo, Prayut ha tenuto per sé il dicastero della Difesa e ha riconfermato nei posti chiave alcuni dei suoi fedelissimi. Prawit Wongsuwan, divenuto famoso per essere stato colpito da un’inchiesta che ha individuato 25 orologi dal valore complessivo di 1,5 milioni di dollari , è stato riconfermato vice Primo Ministro con delega alla Sicurezza nazionale. Il nuovo viceministro dell’Agricoltura, Thammanas Phromphao, figura chiave del PP, ha invece trascorso un breve periodo nelle carceri australiane in seguito a una condanna per droga. La Costituzione del 2016 impedisce ai condannati per simili reati la possibilità di candidarsi e di ricoprire incarichi pubblici, ma ciononostante la nomina del viceministro ha comunque ottenuto l’approvazione del Re.

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Fig. 1 – Discorso di Prayut Chan-o-cha dopo il giuramento del suo Governo, 11 giugno 2019

IL RE E GLI SCANDALI

I risultati ufficiali della competizione elettorale del 24 marzo sono stati annunciati solo dopo l’incoronazione ufficiale di Maha, il nuovo sovrano thailandese che succede al padre Bhumibol Adulyadej. Prima di essere incoronato, re Rama X ha sposato e nominato come regina consorte la propria ex guardia del corpo, Suthida Bajrasudhabimalalakshana. Ex hostess della Thai Airways, Suthida è la quarta moglie di Vajiralongkorn e nel settembre 2016 è stata insignita del grado di generale. La nomina a regina di Suthida lascia presagire che le Guardie reali, una delle importanti fazioni all’interno delle Forze Armate thailandesi (Kong Thap Bok Thai), acquisiranno influenza a Palazzo. In passato il sovrano è stato al centro di altri scandali, come quello che ha provocato il divorzio dalla sua seconda moglie, la principessa Srirasmi, nel 2014. La coppia era stata infatti immortalata in un breve video che ritraeva la principessa consorte in bikini alla festa di compleanno di Foo Foo, il mitico barboncino di Vajiralongkorn, nel palazzo reale. Durante la cerimonia di incoronazione del 4 maggio, iniziata alle 10.09 del mattino come vuole la tradizione, Vajiralongkorn ha indossato la Grande Corona della Vittoria dal peso di 7 chilogrammi, che fa parte di una delle cinque Royal Regalia. Rama X, il decimo re della dinastia Chakri con una formazione accademica e militare ottenuta tra la Gran Bretagna e l’Australia, è stato festeggiato per tre giorni dalla folla riunita a Bangkok.

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Fig. 2 – Re Maha Vajiralongkorn e sua moglie Suthida partecipano a una cerimonia pubblica a Bangkok, 9 maggio 2019

LA STRANA ALLEANZA

Sarà difficile per la “strana alleanza” al potere trovare un punto di incontro sulle principali questioni del Paese. Una delle sfide più impellenti con cui la coalizione conservatrice dovrà misurarsi è l’economia. La Banca Mondiale prevede che la Thailandia, la seconda economia del Sud-Est asiatico, crescerà del 3,5% quest’anno, meno di quanto auspicato, anche a causa delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. L’opposizione potrebbe approfittarne, ma sembra al momento trovarsi in un grave stato confusionale. In questi ultimi mesi rimbalzano le voci di un ritiro dalla vita politica dell’ex premier Thaksin Shinawatra, attualmente in esilio a Dubai. Il movimento politico a lui vicino, il Thai Raksa Chart, è stato messo al bando nel marzo scorso per aver candidato nella lista dei papabili premier del movimento la principessa Ubolratana Rajakanya Sirivadhana Barnavadi, atto considerato “offensivo” nei confronti del sistema monarchico costituzionale (malgrado la principessa avesse rinunciato al titolo nel 1972). Non se la passa bene nemmeno Thanathorn Juangroongruangkit, il giovane leader del popolare Forward Future Party, sotto processo per sedizione e sospeso fino a sentenza dalla sua carica di deputato. Thanathorn è stato protagonista di una diatriba relativa alla pubblicazione di una foto che lo raffigurava assieme ad alcune assistenti di volo della Thai Airlines. Le hostess sono state duramente redarguite per aver violato il principio di imparzialità politica della compagnia, ma, al di là dell’imbarazzo provocato, l’episodio dimostra quanto sia difficile per l’opposizione allentare lo stretto controllo esercitato dai militari e dalla corte sulla vita pubblica nazionale.

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Fig. 3 – Soldati thailandesi pattugliano il confine con il Laos, da sempre zona sensibile a causa di narcotraffico e contrabbando

L’alleanza tra la casa reale e i militari risale agli anni Cinquanta e Sessanta: allora, la monarchia era molto debole ed era in pratica assoggettata alla volontà dei militari, che si sono posti come difensori degli interessi del Palazzo. L’organo di collegamento tra le due istituzioni è il Privy Council of Royal Advisers, composto da esponenti della famiglia reale e da ex militari e incaricato, tra le altre cose, di organizzare le comparsate ufficiali del Re in pubblico. Il Council è stato a lungo presieduto da Prem Tinsulanonda, scomparso il 26 maggio scorso, ex Primo Ministro e Comandante in capo delle Forze Armate tra gli anni Settanta e Ottanta. Prem è stato il grande ideatore del “network di Bhumibol”, che mirava ad accentrare gli affari del Paese attorno alla figura di re Bhumibol. Attraverso quest’organo prestigioso Rama IX ha spesso interferito nella politica nazionale per consolidare l’influenza dei militari, soprattutto durante il Governo di Thaksin, dove l’esercito sembrava sostanzialmente diviso tra la conservazione e il cambiamento. È dunque fondamentale per la corte mantenere buoni rapporti con il Privy Council, nel cui controllo ricadono anche le proprietà immobiliari della famiglia reale. Si è sempre scritto che tra Prem e Vajiralongkorn non corresse buon sangue, non solo perché l’ex principe ereditario intendeva accentrare i poteri sulla sua cerchia di fedelissimi, bensì anche perché Prem considerava l’allora erede al trono non adatto a ricoprire la carica ereditata dal padre.

Raimondo Neironi

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