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In 3 sorsiIn America Latina si fanno strada progetti infrastrutturali faraonici, soprattutto ferroviari, per favorire ambiente e popolazioni locali. Il sogno diventerà realtà?

1. IL PROGETTO DI AMLO

Quando si parla di America Latina si parla di una immensa regione. Un’area che pur avendo connotazioni e caratteristiche uniche, come una stessa lingua nell’80% del territorio, un filo conduttore nella cultura, nella cucina, nella religione, ancora non è stata capace di unirsi geograficamente attraverso rotte condivise terrestri, preferendo quelle ben più costose, ma veloci, per via aerea. Di fatto rotte che creano distorsione, unendo solo i più abbienti e lasciando isolato chi non se le può permettere. Alcune delle motivazioni dell’assenza di grandi sviluppi sono prettamente di ordine geografico: natura impervia, cordigliere immense e condizioni climatico-geografiche che da sempre hanno avuto il sopravvento sull’impegno umano. Altre sono di natura antropica e legate alla corruzione. Un esempio tipico è la grossa sfiducia che sia il popolo che i nuovi governanti ripongono nel “vecchio” sistema degli appalti, alla luce dello scandalo Odebrecht. Ma il panorama sta cambiando. È stato il Presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador (AMLO) a introdurre l’epoca dei grandi progetti. La maggiore impresa che vuole inaugurare durante i suoi anni di Governo è il treno Maya: una linea ferroviaria che fungerebbe da spina dorsale del Paese e unirebbe il nord con il sud del Messico. I binari dovrebbero favorire un transito di milioni di persone da un capo all’altro del Messico in forma più economica e meno inquinante, e potrebbero trasformare tutte le aree attraversate in aree turistiche e maggiormente connesse per motivi commerciali. La Cina entrerà nel progetto della rete, un modo di incrementare ulteriormente la sua influenza geopolitica nella regione. Qui il white paper del Tren Maya ad opera dello stesso AMLO.

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Fig. 1 – Il Presidente del Messico esponendo le iniziative e i progetti per il futuro

2. IL CANALE BIOCEANICO

Il Paraguay, come Panama, paradiso fiscale a tassazione territoriale e meta di numerosi nomadi digitali, ha stanziato i primi investimenti per il Canale Bioceanico. Un consorzio industriale tra Paraguay e Brasile, con Bolivia e Cile, ha portato alla luce il progetto del canale più largo e lungo del mondo. Un canale che dividerà letteralmente l’America del Sud in due, attraverserà parte del Paraguay, favorirà un enorme sviluppo, sopratutto nella remota regione del Chaco, e che potrebbe contribuire alla realizzazione della più moderna rete autostradale del continente. Duemila i miliardi già stanziati e raccolti su un totale che supera i 6mila da impiegare solo in Paraguay. Il Canale dovrebbe unire la sponda atlantica portuale del Brasile con quella pacifica del Cile e consentire un passaggio di cargo ben più grandi e larghi dei modelli post-Panamax in transito nel canale di Panama. Un progetto che vede ancora una volta la Cina protagonista, alla ricerca di sbocchi meno controllati dagli USA (come Panama), dopo il fallimento nella costruzione del Canale del Nicaragua.

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Fig. 2 – Il vecchio e ancora in uso Puente de las Americas a Panama ha un nuovo rivale

3. ALTRI PROGETTI TRA PANAMA E SUD AMERICA

Tra i progetti ancora su carta, una nuova linea ferroviaria tra Panama e Messico, che attraverserà tutto il Centro America, Costa Rica incluso, e approderà in Messico, avendo come tappe Honduras ed El Salvador e come penultima tappa il Guatemala. Il Banco di Sviluppo Centroamericano ha dato semaforo verde al progetto che verrà discusso prossimamente in Guatemala. Il Parlamento Centro Americano (PARLACEN) ha sostenuto questo progetto, che si finanzierà grazie al Banco Centroamericano di Integrazione Economica. Anche questo treno è legato alla figura di AMLO, facendo parte del Plan de desarrollo de Centro America, presentato dal Presidente al G20 del 28 giugno. Infine la creazione, ormai iniziata dal mese di luglio, delle spiagge a uso balneare lungo la Cinta Costera della Città di Panama, nell’omonima Repubblica famosa per le sue infrastrutture, ad opera dello stesso Comune. Un progetto che farà di Panama City e della Cinta Costera la nuova South Beach dell’America Latina.

Ivan Memmolo

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