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Best of 2019 – Gli articoli da ricordare di questa prima parte dell’anno per il Desk AsiaSeconda Parte

Lo studioso Parag Khanna ha di recente caratterizzato i prossimi decenni come un “futuro asiatico”, segnato dalla crescente centralità politico-economica del continente negli affari internazionali e dalla forza attrattiva dei suoi valori socio-culturali sul resto del mondo. Eppure questa visione ottimista si scontra con una realtà regionale dominata da aspri conflitti e pericolose aree di crisi. È il caso del subcontinente indiano, ad esempio, la cui stabilità è minacciata sia dal diffondersi del terrorismo islamico che dal perenne scontro tra India e Pakistan per il Kashmir. Ma anche della penisola coreana, dove le speranze dello storico summit tra Kim e Trump dell’anno scorso hanno lasciato posto a nuove tensioni e a uno scomodo stallo sulla denuclearizzazione di Pyongyang. E nemmeno la locomotiva economica del Sud-est asiatico pare al riparo dal rischio di serie turbolenze, tra brutali regimi autocratici, vecchie dispute territoriali e problematiche ecologiche sempre piu’ marcate.

Il “futuro asiatico” di Khanna appare quindi fragile e pieno di incognite. Riusciranno i Paesi della regione a trovare soluzioni condivise per le loro molteplici sfide? Oppure resteranno prigionieri dei loro antagonismi diplomatici e delle loro rivalità commerciali, mettendo a repentaglio le conquiste internzionali degli ultimi decenni?  Ai posteri l’ardua sentenza, anche se i trend odierni sembrano favorire più ripiegamenti nazionalistici che pacifiche forme di integrazione del continente.   

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