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Best of 2019 – Gli articoli da ricordare di questa prima parte dell’anno per il Desk AsiaPrima parte

Nel nuovo anno le Vie della Seta, ramificate ormai in tutta l’Asia, sono approdate in Europa e in particolare in Italia, dove le discussioni sulla firma del memorandum di adesione da parte del Governo Conte hanno coinvolto esperti noti e improvvisati sinologi. Intanto l’equità e la sostenibilità stanno diventando il target della faraonica progettualità della Belt and Road Initiative (BRI), tra infrastrutture ramificate ovunque, stanziamenti miliardari e mercati in fermento, che devono essere reindirizzati e forse reinterpretati. Una revisione necessaria anche a livello domestico, dove la strategia economica cinese deve fare i conti con gravi disastri ambientali e un ecosistema pesantemente danneggiato. Nonostante ciò, la Cina in fondo ha fatto miracoli negli ultimi decenni e ora ci propone la sua idea di ordine mondiale, cui la BRI fa un po’ da cassa di risonanza.

Questa volontà di potenza, che i dazi di Trump hanno solo scalfito, è infatti sempre più agganciata alle  sfide ambiziose lanciate da Pechino in ambito tecnologico e si traduce anche in un impegno militare quasi sotto tono che però emerge con tutta la sua forza nel Mar Cinese meridionale e lungo le Vie della Seta marittime. Ma i grandi progetti della Cina devono fare i conti con i focolai di rivolta che travolgono Hong Kong, Taiwan e alimentano un nuovo scontro tra blocchi, “anti e pro Beijing”, nuovi don Camillo e Peppone di un mondo cambiato, ma non troppo.

Negli anni ‘20 (o quasi) del nuovo millennio il sistema economico, politico e giuridico con caratteristiche cinesi, che ci troviamo dentro casa è oggi sotto i riflettori del mondo che, nel bene e nel male, ne metteranno in luce la fattibilità, per capire se il sogno cinese è veramente un sogno, in grado di competere con quello americano che, diciamo la verità, non ha ancora perso del tutto il suo fascino, oppure se, in realtà, è solo un incubo da cui risvegliarsi.

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Elisabetta Esposito Martino

Sono nata nello scorso secolo, anzi millennio, nel 1961. Mi sono laureata in Scienze Politiche, Indirizzo Internazionale, presso La Sapienza con una tesi sul consolidamento della Repubblica Popolare cinese (1949 – 1957); ho conseguito il  Diploma in Lingua e Cultura Cinese presso l’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma ed il Perfezionamento in Lingua Cinese presso l’ISMEO. Sono stata delegata italiana per l’International Youth culture and study tour presso la Tamkang University Taipei, e poi docente di discipline giuridiche ed economiche. Ho lavorato come consulente sinologa e svolto attività di ricerca. Ora lavoro in un ente di ricerca e continuo la mia formazione (MIP Business School del Politecnico di Milano e dalla SDA Bocconi School of Management, Griffith College di  Dublino, Francis King School of English di Londra, EC S.Julians di Malta). Ho pubblicato sull’”Osservatorio Costituzionale”, dell’associazione italiana dei costituzionalisti  (AIC) , su “Affari Internazionali” e su “Mondo Cinese”.
Dopo aver sfaccendato tra pappe e pannolini per quattro figli, da quando sono cresciuti ho ripreso alla grande la mia antica passione per la Cina, la geopolitica  e le istituzioni politiche e costituzionali. Suono la chitarra, preparo aromatici tè ma non mi sveglio senza… il caffè!