Puoi leggerlo in 2 min.

La settimana si preannuncia molto calda per la Russia: dovrà gestire l'annunciato blocco del gas alla Bielorussia, e nel frattempo una grande missione partirà alla volta degli Stati Uniti per tracciare la strada per nuovi accordi commerciali e politici. In Cina, intanto, gli scioperi cominciano ad essere motivo di preoccupazione. Elezioni in Somalia e Guinea.

Dmitri Medvedev guiderà nei prossimi giorni una grande spedizione russa alla volta degli Stati Uniti. Oltre 250 imprenditori saranno al seguito del Presidente Russo, per visitare Texas e California, alla ricerca di accordi commerciali che possano dare una spinta importante al processo di modernizzazione ed innovazione che è da sempre uno dei punti cardine del suo programma politico. Medvedev incontrerà anche Obama e sul tavolo della discussione ci saranno tutti gli argomenti caldi del momento: dalle sommosse in Kirghizstan alla questione iraniana. I risultati di questo viaggio dagli ampi obiettivi saranno un ottimo termometro dello stato attuale delle relazioni tra le due potenze.

Intanto Mosca, dopo avere riportato l'Ucraina a più miti consigli circa le proprie posizioni sulla gestione degli accordi legati al gas, ha iniziato un “percorso di convincimento” nei confronti della riottosa Bielorussia. Dopo avere annunciato il graduale taglio delle forniture di gas, per via di mancati pagamenti da parte di Minsk, il Ministro degli Esteri russo Lavrov si recherà presso il suo omologo bielorusso Viktor Martynov.

La Bielorussia è di fatto l'unico Paese nell'area ex sovietica che cerca di mantenere una posizione ostinatamente indipendentista rispetto all'influenza russa, e Mosca non pare disposta ad accordare trattamenti di riguardo a queste condizioni.

In Cina le ultime settimane hanno visto scioperare le manovalanze di diverse aziende, soprattutto straniere (Toyota ed Honda ad esempio). Questi scioperi sono avvenuti senza il previo assenso del Governo, circostanza del tutto inusuale, ed il possibile ripetersi di attività simili pone il Governo cinese davanti alla necessità di affrontare il problema. L'aumento della pressione dei lavoratori, principalmente votata alla ricerca di migliori condizioni economiche e di qualità del lavoro, richiede che Pechino e le grandi aziende che hanno delocalizzato in Cina le proprie produzioni trovino il modo di evitare l'esacerbarsi dei contrasti.

blank

Cos'altro succede in giro per il mondo

  • Esercitazioni militari in corso in Europa: l'operazione MILEX 2010 vede coinvolti i comandi militari congiunti che si occupano di gestione delle crisi. Non saranno comunque schierate truppe.

  • I Presidenti della parte greca e di quella turca di Cipro, Demetris Christofias e Dervis Eroglu, si incontreranno in settimana.

  • In Turkmenistan si tiene una importante Conferenza Internazionale sul disarmo della regione dell'Asia Centrale e del Caspio. Parteciperanno delegazioni da Azerbaijan, Iran, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Russia, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.

  • Il Presidente afghano Hamid Karzai sarà a Londra per promuovere lo sfruttamento delle risorse minerarie del Paese.

  • Il 26 e 27 giugno si terrà a Toronto, Canada, il summit del G-20. Sono previsti anche molti incontri bilaterali, ad esempio tra Turchia e Stati Uniti. Saranno presenti i leader di diversi Paesi invitati a partecipare, tra cui Nigeria, Malawi ed Etiopia.

  • Parte in Nigeria il programma di formazione e reinserimento di gruppi di ex-militanti che operavano nel Delta del Niger, come parte del programma governativo di amnistia per i ribelli che decidono di abbandonare la lotta armata.

  • Elezioni: in Etiopia verranno ufficialmente rilasciati i risultati delle consultazioni nazionali del 23 maggio. Elezioni nazionali sono previste in Guinea giorno 27 e nella regione autonoma del Somaliland (Somalia), giorno 26.

Pietro Costanzo – La Redazione

21 giugno 2010

redazione@ilcaffegeopolitico.net

Print Friendly, PDF & Email

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci il tuo nome