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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN

  • Il Governo afghano tramite il responsabile dei media governativi Feroz Bashari ha comunicato di aver liberato 490 prigionieri talebani da diverse carceri del Paese, come gesto di buona volontà nel processo di pace condotto dagli USA con i leader del movimento e come richiesto dalle commissioni della Loya Jirga tenutasi lo scorso mese. I talebani liberati erano tutti malati, avevano scontato meno di un anno di prigione e facevano parte di un gruppo di 887 detenuti che il presidente Ashraf Ghani ha ordinato di scarcerare nel tentativo di “afghanizzare il processo di pace”. La decisione è giunta negli stessi giorni in cui l’inviato per la pace degli Stati Uniti Zalmay Khalilzad era nella capitale Kabul per cercare di rilanciare i colloqui con i talebani, includendo anche il Governo di Ghani.
  • Nove membri della polizia locale sono stati uccisi e altri tre sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco con i militanti talebani che hanno preso d’assalto una base a Bagh-e-Shamal, un’area alla periferia di Pul-e-Khumri, nella provincia settentrionale di Baghlan. La polizia locale è un’entità di sicurezza composta da abitanti dei villaggi per difendere la propria comunità, poiché in molte aree nel nord del Paese la presenza dell’esercito e della polizia è scarsa. Nell’area gli attacchi dei talebani sono aumentati notevolmente dall’inizio di aprile.
  • L’esercito afghano ha liberato circa 84 prigionieri da una struttura gestita dai talebani nella provincia settentrionale di Faryab. La maggior parte delle persone liberate erano civili e personale di sicurezza, ma tra i detenuti vi erano anche diversi combattenti dello Stato Islamico, di cui quattro provenienti dall’Uzbekistan, tre dal Tagikistan e uno dal Kirghizistan.
  • I talebani hanno ucciso circa 14 membri di una milizia filogovernativa in un attacco a un posto di blocco nella provincia occidentale di Ghor.
  • Le forze speciali afgane hanno condotto due operazioni nelle province di Baghlan e Kunduz, nell’area settentrionale del Paese, in cui sono state liberate 47 persone, imprigionate dai talebani. La prima operazione è stata condotta nella provincia settentrionale di Baghlan, con la liberazione di 34 persone, 17 civili e 17 membri delle forze di sicurezza (sette soldati, sette poliziotti e tre agenti dell’intelligence). Nella seconda operazione, condotta nella provincia di Kunduz, sono stati liberati 13 civili.
  • Un kamikaze appartenente allo Stato Islamico in Afghanistan (ISK) si è fatto esplodere vicino a un veicolo della polizia afgana a Jalalabad, nella provincia orientale di Nangarhar, uccidendo tre poliziotti e sei civili. Altre 13 persone sono rimaste ferite.
  • Militant dell’ISK hanno fatto esplodere tre ordigni esplosivi improvvisati (IED) nella parte occidentale di Kabul. Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità degli attentati tramite l’agenzia stampa Amaq News. Circa 30 tra civili di religione sciita e membri delle forze di sicurezza afghane sono rimasti uccisi a seguito delle esplosioni. L’attacco è stato effettuato in due fasi, con il primo ordigno esplosivo che è stato fatto detonare vicino a un autobus che trasportava circa 25 studenti sciiti. Il secondo e il terzo ordigno sono scoppiati quando il personale di sicurezza si è avvicinato al bus per verificare l’accaduto. In Afghanistan i militanti del Califfato colpiscono spesso i civili sciiti, Hazara in primis, poiché ritenuti politeisti e peccatori.
Fig. 1 – Militanti dell’ISK nella provincia afghana di Kunar

YEMEN

  • Due soldati yemeniti sono stati uccisi nel corso di un attacco lanciato da militanti di al-Qāʿida nella Penisola Arabica (AQAP) a un posto di blocco nella provincia sud-orientale di Hadramout. Varie zone della provincia di Hadramout, controllata dal Governo, hanno assistito a diversi attacchi da parte di elementi jihadisti negli ultimi mesi.
  • Una bomba piazzata ai lati di una strada è esplosa colpendo un veicolo di sicurezza dell’esercito yemenita, all’ingresso della città di Mahfed, nella provincia di Abyan. L’esplosione ha provocato la morte di tre membri delle forze di sicurezza yemenite e il ferimento di altre quattro. Fonti della sicurezza hanno accusato al-Qā’ida nella Penisola Arabica, che opera principalmente nelle province orientali e meridionali, responsabile di molti attacchi di alto profilo contro le forze di sicurezza nel Paese.

IRAQ

  • Le forze di intelligence e di controterrorismo irachene hanno arrestato quattro militanti dello Stato Islamico durante un’operazione nella provincia di Diyala, tra cui un jihadista già condannato a morte in contumacia per aver commesso atti terroristici nel Paese. La legge anti-terrorismo irachena autorizza le corti a condannare a morte o al carcere non solo le persone che militavano nel gruppo jihadista, ma anche coloro che si ritiene abbiano aiutato i jihadisti del Califfato. Si stima che attualmente l’Iraq abbia in stato detentivo circa 20mila persone con l’accusa di sospetta appartenenza all’IS.
  • Le forze di intelligence irachene Falcons hanno ucciso 6 militanti dello Stato Islamico nell’area di al-Ayadiya, a ovest di Mosul.
  • Un leader di spicco dell’IS, Abu Musallam Al Iraqi, è stato ucciso da un attacco aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella provincia occidentale di Anbar.

NIGERIA

  • Militanti dello Stato Islamico provincia dell’Africa occidentale (ISWAP) hanno attaccato una base nella città di Marte, a circa 90 chilometri a nord-est di Maiduguri, nello Stato del Borno. I militanti hanno saccheggiato e bruciato la base, portando via le armi abbandonate dai soldati in fuga.
  • Le truppe della Multinational Joint Task Force (MNJTF) hanno ucciso 20 militanti di Boko Haram nell’aree di Arege, Malkonory e Tumbum Rego.
  • L’esercito nigeriano ha annunciato di aver ucciso nove militanti dell’ISWAP, responsabili della gestione dei media online del gruppo. In una dichiarazione rilasciata dai vertici dell’esercito nigeriano lunedì 10 giugno sono stati indicati i nomi dei jihadisti uccisi: Abu Hurayra al-Barnawi, Ali al-Ghalam al-Kajiri, Abu Musab Muhammed Mustafa al-Maiduguri, Abu Abdullah Ali al-Barnawi, Abu Musa al-Cameroni, Ahmed al-Muhajir, Abu Ali al-Bamawi, Abu Khubayb bin Ahmed al-Barnawi e Abu al-Qa’qa ‘al-Maiduguri.

BURKINA FASO

  • Diciannove civili sono rimasti uccisi in un attacco di terroristi islamisti in un villaggio nel nord del Burkina Faso, nel distretto di Arbinda. Al momento l’attacco non è ancora stato rivendicato. Il Burkina Faso, e la provincia di Arbinda in particolare, ha subito attacchi sempre più frequenti e mortali da parte di diverse formazioni jihadiste, tra cui Ansar ul-Islam, il Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (GSIM) e lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS).

LIBIA

  • L’IS ha condotto due attacchi nella città di Derna contro le forze dell’esercito nazionale libico di Haftar, ferendo 18 militari. Gli attacchi sono stati condotti facendo esplodere due autobombe vicino a due quartier generali nella città costiera. Il gruppo jihadista ha controllato la città fino a metà 2016.

TURCHIA

  • Le forze di controterrorismo turche hanno arrestato 20 persone legate all’IS, sospettate di pianificare attacchi terroristici. Gli arresti sono avvenuti nello Stato meridionale di Adana e nella provincia centrale di Kayseri.

REP. DEM. CONGO

  • Circa 13 civili sono stati uccisi in un attacco delle Forze Democratiche Alleate (ADF), gruppo vicino allo Stato Islamico, che fa parte della Wilayat Central Africa, nell’area di Beni, nella provincia del Kivu Nord.
Fig. 2 – Militanti di ADF/MTM della Wilayat Central Africa diffusa da Amaq News

 MOZAMBICO

Fig. 3 – Amaq News mostra le armi rubate dai militanti dell’IS, operanti nella Wilayat Central Africa, rivendicando la prima operazione in Mozambico

SOMALIA

  • Circa 6 militanti jihadisti dello Stato islamico in Somalia (ISS) sono stati uccisi nel nord della Somalia, da un attacco aereo del Comando africano degli Stati Uniti (AFRICOM) nelle montagne di Golis.
  • Militanti di al-Shabaab hanno occupato la città di Af-Urur, nella regione semi-autonoma del Puntland, dopo che la stessa era stata lasciata dall’esercito somalo. La presa della città mostra l’espansione che il gruppo sta effettuando nel Paese. La regione semi-autonoma del Puntland, infatti, è da alcuni anni un’area sotto il controllo del gruppo appartenente alla Wilayat dell’IS in Somalia (ISS), nato proprio dalla scissione da al-Shabaab, legata ad al-Qā’ida.
  • Due alti dirigenti del gruppo jihadista al-Shabaab, Mustafa Ibrahim Isaq e Mohamed Hassan Madhaley, si sono arresi e consegnati alle forze governative somale, nella regione meridionale del Paese di Gedo.
  • A Mogadiscio, un duplice attacco esplosivo tramite autobombe è stato condotto da militanti di al-Shabaab. Le esplosioni hanno provocato la morte di 8 persone e il ferimento di altre 16.
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Fig. 4 – Il sito dell’attacco di al-Shabaab a Mogadiscio


SIRIA

  • Militanti di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), hanno lanciato diversi attacchi contro le forze governative siriane nei villaggi di Tal Maleh e Jibeen uccidendo almeno 21 militari. Circa 14 jihadisti sono stati uccisi in scontri successivi.

MALI

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Fig. 5 – Una foto del villaggio di Sobane-Kou dopo il violento attacco


CAMERUN


INDIA

  • Le forze di controterrorismo indiano hanno condotto una serie di operazioni nella città di Coimbatore, nell’India meridionale, che hanno portato all’arresto di 7 uomini legati all’IS e sospettati di essere collegati agli attacchi di Pasqua in Sri Lanka. Tra gli arrestati vi è anche Mohammed Azarudeen, il quale risulterebbe, secondo l’intelligence indiana, in collegamento con Zahran Hashim, leader del NTJ. L’agenzia di Intelligence Nazionale (NIA), ha affermato che gli uomini arrestati sono inoltre accusati di aver diffuso nel Paese l’ideologia jihadista dell’IS al fine di reclutare militanti per pianificare ed effettuare attacchi nel sud del Paese.
  • Nel Kashmir indiano, nella città di Anantnag, militanti del gruppo islamista al-Umar Mujahideen hanno ucciso cinque agenti paramilitari indiani in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza presenti in città. Tre paramilitari, un poliziotto locale e una donna sono rimasti feriti e un militante è stato ucciso quando la polizia ha risposto al fuoco. Il gruppo opera essenzialmente a livello locale, ma a partire dal 2002 ha spesso fornito supporto e militanti, e viceversa, a diversi gruppi jihadisti dell’area quali: Lashkar-e-Omar, Harkat-ul-Jehadi-e-Islami (HuJI), Lashkar-e-Jhangvi (LeJ) e Jaish-e-Mohammed (JeM).

KENYA

  • Nella parte nord-orientale del Paese, nel distretto di Wajir, militanti di al-Shabaab hanno fatto detonare un ordigno sul ciglio di una strada mentre transitava una pattuglia della polizia keniota. L’esplosione ha causato la morte di 8 ufficiali.

JIHADIMEDIA

  • Al-Qāʿida: Asim Umar, un alto funzionario di al-Qāʿida, ed ex leader di AQIS, ha rilasciato una lunga dichiarazione in cui elogia la vittoria dei talebani in Afghanistan. Umar afferma che la sconfitta degli USA dimostra che la sua tecnologia militare superiore non è comunque all’altezza della fede dei jihadisti. Il messaggio di Umar, intitolato “E in quel giorno i credenti si rallegreranno”, è stato rilasciato da As Sahab media, il canale mediatico ufficiale della leadership qaedista, per celebrare la festività dell’ʿId al-fiṭr, in arabo, inglese e urdu. All’inizio del messaggio Umar afferma: «Possa Allah rendere le vittorie dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan una fonte per riportare l’onore e la dignità della Ummah».
Fig. 6 – Il messaggio rilasciato da As-Sahab Media.
Fig. 7 – Militanti talebani nella provincia di Laghman.
  • Al-Qa’ida: ha pubblicato un video in cui elogia, per la sua morte, Zakir Musa, un giovane comandante jihadista ucciso dalle forze indiane il 23 maggio, nel Kashmir. Musa ha guidato Ansar Ghazwat-ul-Hind (AGH), un gruppo qaedista nel Kashmir che è stato fondato nel 2017. L’elogio è stato registrato da Usama Mahmood, ex-portavoce di al-Qa’ida nel Subcontinente Indiano: «La notizia scioccante del martirio del fratello Zakir Musa ha riempito il cuore dei Mujahideen qui in Afghanistan, con un dolore che è uguale a quello dei nostri fratelli del Kashmir». Mahmood afferma inoltre che: «la vita di Musa è un messaggio e un invito per altri musulmani ad unirsi alla rivoluzione jihadista. […] quando uno muore per la causa di Allah, combattendo per la libertà dall’incredulità, non è affatto morto […] sopravvive, con il suo messaggio che diventa ancora più forte, ispirando gli altri ad apprendere la vera strada verso l’indipendenza e poi ad agire di conseguenza». Mahmood, infine,  paragona Musa a una: «stella luminosa, che si è unita a una galassia di altri martiri che sono morti per la causa […] come altre luci principali della causa jihadista che sono state similmente martirizzate».
Fig. 8 – Foto di Zakir Musa diffusa dai media qaedisti nell’elogio di Usama Mahmood
  • Al-Qa’ida in the Indian Subcontinent: ha pubblicato un video intitolato “I soldati di Ghazwat ul-Hind”. Il video presenta tre jihadisti del gruppo che operano a Srinagar. Uno di loroè stato identificato come Faisal Ashfaq Butt, il cui volto è pixelato per ragioni di sicurezza. È accompagnato da due uomini mascherati, mentre gli striscioni jihadisti ondeggiano dietro di loro.

Fig. 9 – L’immagine diffusa da AQIS con al centro Faisal Ashfaq Butt

  • Islamic State (IS): ha rivendicato la responsabilità di due esplosioni di autobombe nella città costiera orientale di Derna. La rivendicazione è stata pubblicata sul canale Telegram dell’agenzia di stampa Amaq News.
  • Islamic State Central Africa Province (ISCAP): ha rivendicato la responsabilità di un brutale attacco notturno nella provincia del Kivu Nord, tramite una dichiarazione sull’app di Telegram.
  • Islamic State Central Africa Province (ISCAP): ha rivendicato il suo primo attacco in Mozambico. «Grazie a Dio, i soldati del Califfato hanno respinto l’attacco di un esercito crociato del Mozambico a Mitopy nella regione di Mocimboa», si legge nella dichiarazione dello Stato Islamico. Il gruppo jihadista ha affermato che numerosi soldati sono stati uccisi e feriti e molte armi sono state catturate durante la battaglia, pubblicando due foto che mostravano le armi e le attrezzature presumibilmente catturate all’esercito regolare.
  • Islamic State Khorasan (ISK): attraverso l’agenzia di stampa Amaq News, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco suicida contro le forze di polizie afghane a Jalalabad in cui tre poliziotti e sei civili hanno perso la vita.

Daniele Garofalo

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