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I tre leoni inglesi introdotti nello stemma da re Riccardo I nel 1190, le rose rosse simbolo della dinastia Tudor: le maglie della nazionale inglese sono marchiate dalla storia. Una storia gloriosa, un nazionalismo che riecheggia ancora nei centri del potere britannico. L’Union Jack ha sventolato per secoli sui mari e nei più remoti angoli del globo, i ritratti dei regnanti e la sterlina sono arrivati dall’Oceano Indiano a quello Atlantico e l’impero inglese ha dominato il mondo prima di passare il testimone a quegli Stati Uniti che null’altro erano se non una colonia. Gli stessi USA che sono nel girone degli Inlgesi. I leoni cercano la vittoria dopo 44 anni, ma l'inizio del mondiale di Capello è un vero incubo

IL PAESE

Il Regno Unito si trova ad un bivio importante, scegliere entrare a far parte di un club esclusivo come quello dell’euro o mantenere vivi uno dei simboli nazionali, come lo è la sterlina, mantenendo il ruolo di collante che ha finora avuto tra il Vecchio ed il Nuovo mondo. I segnali degli ultimi giorni lasciano pensare che sarà proprio l’ultimo scenario quello più probabile. Il nuovo Ministro degli Esteri britannico ha fatto sapere che intende promuovere un atlantismo “vecchia maniera” e la sua prima visita ufficiale sarà proprio a Washington. Il neo-premier David Cameron ha rassicurato gli elettori Tory, sottolineando che nella prossima legislatura il Regno Unito si terrà ben lontano da quell’Europa economico-finanziaria che ha rischiato il tracollo ed è ancora preda di una crisi profonda.

Senza contare che ogni ulteriore passaggio di sovranità verso l’Unione Europea dovrà essere approvato tramite referendum. I tre leoni, e il nuovo governo, proteggeranno quindi il Regno Unito da una deriva europeista invisa a molti, come abbiamo detto poco sopra: il nazionalismo riecheggia ancora nei centri del potere britannico e, finché Dio continuerà a salvare la Regina, Londra rimarrà ben lontana da un’Europa in cui potrebbe veder dissolvere buona parte delle millenarie tradizioni britanniche.

IL CAFFE’ IN PILLOLE

  • Quale futuro per il governo del Primo Ministro Cameron? Molti sono gli interrogativi che pendono sul capo di un esecutivo che potrebbe presto spaccarsi su alcune questioni fondamentali di politica interna ed internazionale. Il vicepremier Nick Clegg potrebbe essere il primo a guidare la fronda intra-governativa per bloccare le proposte più conservatrici di alcuni dei fidati uomini che Cameron ha portato al governo.

  • Anche il Regno Unito ha sofferto per la crisi economica che ha attanagliato, e ancora pesa, sul Vecchio Continente. Il grave dissesto greco e la settimana nera dei mercati europei è giunta in un momento di transizione politica nel Regno Unito. Anche per questo motivo Londra si è rifiutata di sostenere le misure a sostegno del salvataggio greco, senza dimenticare che, al contempo, ha rimarcato la sua non appartenenza all’area euro chiamandosi quindi fuori da eventuali manovre a sostegno di altri paesi europei.

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UN ITALIANO ALLA CORTE DELLA REGINA

C'è bel po’ di Italia nell’Inghilterra che partecipa al Mondiale in Sudafrica. Fabio Capello guida una squadra composta da molti giocatori che hanno avuto, o ancora hanno, forti legami con la scuola calcistica italiana. Basti pensare ai giocatori del Chelsea, del Manchester City o del West Ham, allenati nell’ultima stagione da Carlo Ancelotti, Roberto Mancini e Gianfranco Zola. Sarà un allenatore italiano a riportare nel Regno Unito una coppa che manca dal 1966? I sudditi della Regina lo sperano con tutto il cuore.

La squadra sembrerebbe avere le carte in regola, grazie al talento indiscusso di Wayne Rooney in attacco e alla coppia centrale di centrocampo probabilmente più forte del mondo: Gerrard-Lampard. La fascia destra, con il capitano David Beckam infortunato (ma comunque in Sudafrica, accanto a Capello), è occupata dal giovane Aaron Lennon, promettente ala del Tottenham. Il problema vero sembra essere il portiere: David James (anche detto “Calamity James”…) ha quasi 40 anni e non ispira sicurezza, e Robert Green ha esordito con una papera clamorosa. L'esordio nel girone C non è stato dei migliori, con due criticatissimi pareggi, e adesso l'Inghilterra ha bisogno di una vittoria con la Slovenia per passare il turno. Da lì in poi, tutto potrebbe accadere, perché il potenziale inglese è tra i migliori del torneo.

GEOPALLONE

Calcio e politica sono spesso un tutt'uno nel Regno Unito. Basti pensare alle parole del Primo Ministro Cameron alla vigilia dei Mondiali nella Camera dei Lord. Alzandosi in piedi e invitando tutti i parlamentari ad un applauso, ha augurato all'Inghilterra la vittoria e definito Fabio Capello “l'uomo più importante per il Paese in questo momento”. Del resto è qui che il calcio è stato inventato. Il collegamento con la politica e il potere è evidente nel calcio inglese anche guardando un fenomeno che sta prendendo piede negli ultimi anni: l'acquisto delle squadre di club da parte degli investitori miliardari stranieri.

Ha iniziato il miliardario imprenditore russo Roman Abramovich nel 2003 con l'acquisto della prestigiosa squadra di Londra del Chelsea. Poi è stata la volta del miliardario uomo d'affari ed ex Primo Ministro thailandese Thaksin Shinawatra, con il Manchester City e, adesso, è la volta dell'invasione dei petrodollari arabi. Lo stesso Manchester City è stato acquistato dal figlio dell'ex Presidente e fratello dell'attuale Presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo Shaykh Mansur bin Zayd Al Nahyan, portando la squadra a compiere acquisti del calibro di Robinho e, adesso, Vieira, l'argentino Tevez e l'allenatore ex Inter Roberto Mancini. Lo stesso gruppo finanziario del Manchester City, l'Abu Dhabi United Group, ha poi acquistato il Portsmouth nel 2008 e si parla di una proposta miliardaria (circa 300 milioni di sterline, per il 50% della società) anche per il Liverpool, da parte del figlio dell'ex Re dell'Arabia Saudita Fahd. Se questi non sono intrecci tra calcio e politica…

Simone Comi e Stefano Torelli

redazione@ilcaffegeopolitico.it

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Redazione

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