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RistrettoCome ampiamente previsto, Kassym-Jomart Tokayev ha vinto le elezioni presidenziali di ieri in Kazakistan, diventando ufficialmente il volto dell’era post-Nazarbayev.

Una vittoria scontata e schiacciante, con il 70% dei voti per Tokayev contro il 16% a favore del principale candidato dell’opposizione Amirzhan Kosanov. Ha pesato l’investitura di Nazarbayev, che aveva già scelto Tokayev come successore all’indomani delle sue dimissioni shock dello scorso marzo, ma anche il ferreo controllo esercitato dal partito dell’ex Presidente, il Nur Otan, sugli organismi elettorali, amministrativi e mediatici del Paese. Non c’è mai stata quindi alcuna reale possibilità di vittoria per i candidati delle altre forze politiche, incapaci di condurre una vera campagna e costretti quasi a fare da comparse al trionfo annunciato di Tokayev. Ciò non ha comunque impedito a centinaia di persone di manifestare per strada contro la scelta dell’ex Premier come erede designato di Nazarbayev. Tutta la giornata di ieri è stata infatti contrassegnata da dimostrazioni e tafferugli con la polizia per le strade delle maggiori città del Paese, con un bilancio finale di 500 arrestati e 3 agenti feriti. Riprese da social e media internazionali, le proteste hanno in parte offuscato il trionfo del neo-Presidente, anche se Tokayev si è affrettato a liquidare la faccenda come una legittima “scelta del popolo”.

Secondo molti analisti, Tokayev seguirà abbastanza fedelmente le politiche del suo predecessore, senza correre particolari rischi politici o economici. E alcuni sospettano persino che il suo mandato presidenziale sia semplicemente volto a preparare il terreno all’insediamento di Dariga Nazarbayeva, figlia del vecchio Nursultan. In ogni caso molti kazaki hanno votato genuinamente per lui, nella speranza di preservare i progressi economici degli anni passati. E la Russia ha accolto positivamente la sua elezione, che promette di continuare la stretta cooperazione tra i due Paesi in Asia Centrale.

Simone Pelizza

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