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In 3 Sorsi – A metà aprile, Mike Pompeo ha annunciato l’inserimento dei Pasdaran iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche. Le conseguenze economiche di questa designazione saranno limitate, in virtù delle sanzioni già predisposte, ma il rischio di un conflitto militare aumenta esponenzialmente.

1. L’AMMINISTRAZIONE TRUMP E I RAPPORTI CON L’IRAN 

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invertito rotta rispetto all’Amministrazione precedente nell’approccio alle dinamiche del Medio Oriente. In particolare, la posizione americana ha preso una connotazione assai più assertiva nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran.
Il ritiro unilaterale dal Joint Comprehensive Plan Of Action (JCPOA), l’accordo sul nucleare siglato dall’Iran insieme ai Membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e la Germania, ne è l’evento più esemplare, accompagnato dal ripristino delle sanzioni economiche a chi conduce affari con enti iraniani.
In questo modo gli Stati Uniti mirano a limitare le esportazioni di petrolio iraniano e a ridurre le entrate nelle casse dello Stato della Repubblica Islamica, per perseguire la campagna di “massima pressione“. L’obiettivo finale risulta essere pertanto non un cambio di regime, ma la capitolazione totale dell’apparato degli Ayatollah, nonostante le recenti dichiarazioni rilasciate da Trump in visita ufficiale in Giappone, che auspicano l’avvio di negoziazioni per un nuovo accordo.

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Fig.1- Una fotografia di veterani Pasdaran con in mano un’immagine dell’Ayatollah Khomeni durante il Pasdaran Day. Teheran, Iran, 6 giugno 1981

2. GLI ALLEATI AMERICANI NEL REGIME DELLE SANZIONI

Per la prima volta nella storia americana, un organo militare di uno Stato viene designato come organizzazione terroristica ed è accusato di sostenere finanziariamente e militarmente le milizie sciite nella regione, in Iraq, Libano e Siria, per incrementare l’ingerenza dello stato iraniano oltre i confini nazionali.
La mossa statunitense evidenzia la politica isolazionistica adottata dalla prima potenza mondiale, interessata a salvaguardare in primis i propri interessi e quelli dei propri alleati nella regione come Israele e Arabia Saudita, a discapito dei partner europei. Con quest’ultimi vi sono forti divergenze sul tema delle sanzioni, visti i grossi interessi e investimenti economici da parte di aziende europee nel territorio persiano.
Multinazionali come Airbus, Total e Peugeot si sono fatte da parte alla prospettiva di pagare ingenti somme di denaro previste per le loro attività dal Dipartimento del Tesoro Americano, e conseguentemente hanno diminuito significativamente gli investimenti in Iran. Il meccanismo di pagamento annunciato dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea non sembra essere in grado di raggirare le sanzioni e tutelare gli interessi europei ed iraniani.
Di conseguenza, le sanzioni hanno iniziato a deteriorare l’andamento dell’economia iraniana con l’esportazioni di petrolio in forte diminuzione, che registrano perdite stimate a 1 milione di barili al giorno, insieme a una forte impennata dell’inflazione
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie non adempie solamente a funzioni militari, ma intrattiene anche affari economici ed è esente dal pagamento di molte imposte nazionali, operando attraverso la bonyad, fondazione caritatevole a sfondo religioso. Questa designazione non amplificherà in maniera significativa gli effetti delle sanzioni, ma scoraggerà nuovi operatori a intraprendere scambi commerciali con gli enti affiliati ai Pasdaran, in vista delle serie conseguenze penali che verranno applicate se ritenuti colpevoli di aver violato la legislazione americana.

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Fig. 2 – Ali Khamenei (al centro) e il capo dei Pasdaran (a destra)

3. UN TASSELLO NEL PUZZLE 

Nel mese di maggio, la campagna di massima pressione nella regione è stata intensificata attraverso politiche che mirano alla realizzazione degli obiettivi sopracitati. La portaerei nucleare Abraham Lincoln è stata schierata nella regione come deterrente dopo gli attacchi (il mandante dei quali non è stato ancora identificato) alle petroliere provenienti da Arabia Saudita, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti. 
Quest’ultima mossa è stata accompagnata dall’invio di 1.500 soldati statunitensi nella base di Al-Udeid in Qatar. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è stato accusato di essere coinvolto nell’organizzazione dei suddetti attacchi, mentre fonti governative iraniane ne smentiscono la partecipazione.
In ultima analisi, la designazione del Corpo come organizzazione terroristica non amplifica gli effetti economici se non per un numero limitato di attori, ma incrementa le probabilità di un conflitto armato per un maggiore rischio di incidenti nei teatri di conflitto nel Medio Oriente.
Inoltre modificherà le regole di ingaggio dei militari statunitensi nei confronti di attori facenti capo a un’organizzazione terroristica, aumentando esponenzialmente le possibilità di uno scontro armato tra i due contingenti militari. Dal punto di vista domestico, l’obiettivo dell’Amministrazione Trump è di limitare la sfera d’azione delle future Presidenze, posizionando i rapporti tra i due Paesi in uno stato di ostilità permanente.

Augusto Sisani

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Nato ad Assisi nel 1996 da padre italiano e madre neozelandese, sono cresciuto a Perugia. Attualmente studio Relazioni Internazionali indirizzo Global Studies presso la LUISS Guido Carli a Roma. Durante i miei soggiorni accademici all’estero negli Stati Uniti e Regno Unito, ho maturato un forte interesse per il Medio-Oriente e Nord Africa, con particolare attenzione per la Penisola Arabica e la storia moderna dell’Iran. Da ottobre sarò a Bruxelles presso l’Université Libre de Bruxelles per un programma di Double Degree, dove punterò ad approfondire il tema delle alleanze.