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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN

Fig. 1 – La foto pubblicata da Amaq News dell’attentatore dell’ISK che si è fatto esplodere all’entrata dell’accademia militare a Kabul
  • Un’autobomba guidata dai talebani è esplosa colpendo un convoglio americano nella capitale Kabul. Al momento si hanno notizie contrastanti su eventuali danni o morti. Un portavoce delle Forze Armate statunitensi ha dichiarato che l’autobomba ha provocato il ferimento di 4 membri del servizio di sicurezza. Un funzionario della sicurezza afghano ha riferito che 9 persone sono state uccise e 6 ferite, mentre il portavoce principale dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha affermato che l’attentato ha causato 10 morti e la distruzione di due veicoli.
Fig. 2 – Immagine pubblicata sui canali Telegram dei Talebani che mostrano l’attacco al convoglio militare a Kabul

YEMEN

  • Le Forze del Governo yemenita, sostenuto dalla coalizione araba, hanno catturato un importante leader di al-Qāʿida nella penisola arabica (AQAP), Bilal Muḥammad Ali al-Wafi, nella provincia sud-occidentale di Taiz. Gli Stati Uniti hanno inserito al-Wafi nella lista dei terroristi nel 2017.

IRAQ

  • Le forze di sicurezza irachene hanno ucciso 11 militanti dello Stato Islamico (IS) in un’operazione di controterrorismo congiunta con la polizia provinciale e le unità paramilitari di Hashd Shaabi. Durante l’operazione le truppe hanno scoperto 13 nascondigli di IS e due siti di fabbricazione di auto-bombe.
  • I servizi segreti iracheni hanno arrestato un alto dirigente dello Stato Islamico, Abu Anas al-Samarei, consigliere militare di un comandante dello Stato Islamico, responsabile della raccolta di armi per il gruppo. Al-Samarei è stato arrestato durante un’operazione militare nel distretto di Annah nella provincia occidentale di Anbar.
  • Le forze di sicurezza irachene hanno ucciso, durante un’operazione di antiterrorismo, 14 terroristi dello Stato Islamico, nel distretto di al-Hadar, nel sud-ovest di Mosul.

NIGERIA

  • Militanti dell’Islamic State West Africa Province (ISWAP) hanno condotto un attacco nella città nord-orientale di Gubio, nello Stato del Borno, contro forze dell’esercito nigeriano, uccidendo circa 20 soldati.

SOMALIA

  • Un attacco di militanti di al-Shabaab ha colpito una base dell’esercito somalo nel sud del Paese, nella provincia di Bakol. Circa 14 militanti jihadisti e quattro soldati dell’esercito somalo sono morti.
  • Militanti di al-Shabaab hanno fatto esplodere un’auto-bomba vicino al palazzo presidenziale nella capitale Mogadiscio, uccidendo circa nove persone, tra soldati e civili, tra cui l’ex ministro degli Esteri Hussein Elabe Fahiye, attuale consigliere del Presidente somalo. Il gruppo jihadista somalo ha subito rivendicato la responsabilità dell’attacco. L’autobomba è esplosa vicino a un posto di blocco mentre i soldati stavano conducendo controlli di sicurezza sui veicoli in transito.

LIBIA

  • Il Ministero dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale (GNA) ha annunciato l’arresto di un comandante dell’IS, Amir Al-Hisbah, e di un altro militante jihadista, però legato ad al-Qā’ida.
  • Due membri delle forze di sicurezza libiche e un soldato sono stati uccisi e altri 4 rapiti in un attacco condotto dallo Stato Islamico presso l’oleodotto libico di Zella, a circa 760 chilometri a sud-ovest della capitale Tripoli. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’incursione attraverso la propria agenzia stampa Amaq News. L’oleodotto attaccato appartiene alla compagnia libica Zueitina Oil Company.

INDIA

  • Le forze di sicurezza indiane hanno ucciso nel Kashmir indiano Zakir Rashid Bhat, ex comandante degli Hizbul Mujahideen, gruppo che combatte contro il dominio indiano nel Kashmir, che ha dichiarato la sua associazione con al-Qā’ida nel 2017. Conosciuto anche come Zakir Musa, è stato da molti considerato il legittimo successore di Burhan Wani, popolare comandante del gruppo.
Fig. 3 – Un’immagine di Musa pubblicata nel 2017 sui media di al-Qaida

EGITTO


BELGIO


PAKISTAN


SIRIA


JIHADIMEDIA

  • Taliban: hanno rilasciato una dichiarazione tramite il leader, Mawlawi Hibatullah Akhundzada, che ha affermato che «il giusto Jihād e la resistenza dei talebani contro l’occupazione si stanno avvicinando alla fase del successo. […] Lo sforzo bellico guidato dagli Stati Uniti condannato alla sconfitta dal sacro Jihad difensivo». Il messaggio di Akhundzada è stato rilasciato al pubblico in pashtō, dari, arabo, urdu e inglese. Nel messaggio afferma inoltre che «stanno conducendo negoziati con gli americani sulla cessazione dell’occupazione in Afghanistan […] per porre fine all’occupazione e alla creazione di un sistema islamico». Akhundzada afferma che «l’Emirato islamico non cerca il monopolio sul potere, […] chiede l’istituzione di un Governo sovrano, islamico e inclusivo accettabile per tutti gli afgani nella nostra amata patria».
Fig. 4 – Il messaggio dei talebani
  • Islamic State West Africa Province (ISWAP): ha rivendicato la responsabilità di un attacco in Nigeria, affermando di aver ucciso circa 20 soldati dell’esercito nigeriano. La rivendicazione è stata poi seguita dalla pubblicazione di un video in cui si mostrava l’esecuzione di nove soldati nigeriani da parte dei militanti jihadisti.
  • Islamic State West Africa Province (ISWAP): ha pubblicato sull’agenzia di stampa Amaq News, una dichiarazione in cui ha annunciato di aver condotto numerosi attacchi nella regione del Lago Ciad, uccidendo più di 50 soldati di diverse forze di sicurezza.  
  • Hay’at Tahir al-Sham (HTS): ha pubblicato un video in cui il leader Abu Mohammed al-Jolani ha esortato tutti combattenti jihadisti e i ribelli sostenuti dalla Turchia a prendere le armi contro le forze dell’esercito regolare siriano per allentare la pressione sul bastione jihadista di Idlib. Il video è stato pubblicato sull’app di messaggistica Telegram.
  • Islamic State Central Africa Province (ISCAP): ha affermato in una dichiarazione rilasciata su Amaq News di aver attaccato le forze ONU vicino alla città di Beni nella Repubblica Democratica del Congo (RDC): «I soldati del Califfato hanno attaccato tre caserme divise dell’esercito congolese e le forze delle Nazioni Unite che si stavano preparando ad attaccare le posizioni dei mujaheddin, vicino al villaggio di Mavivi. […]Dozzine gli uccisi e feriti nell’attacco». Insieme alla rivendicazione è stata pubblicata una foto che mostra combattenti dell’ISCAP in un campo nella regione del Nord.
Fig. 5 – Amaq News Agency pubblica l’immagine di militanti dell’ISCAP

Daniele Garofalo

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