"Vigésima Tercera Caminata Solidaria “Manuela Espejo” por los derechos de las personas con discapacidad, Machala" by Alcaldía de Joseph Cueva 2009-2014 is licensed under CC BY-SA
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In 3 sorsi – L’Asamblea Nacional dell’Ecuador ha un nuovo Presidente, Cesar Litardo. In occasione dell’Informe Nacionál, Lenin Moreno parla dello stato della nazione insieme al vice Otto Sonnenholzner.

1. IL DISCORSO ALL’ASAMBLEA NACIONAL

Presso l’Asamblea Nacional dell’Ecuador, lo scorso 24 maggio a Quito, si è tenuto l’Informe Nacional, ovvero il discorso più importante dell’anno a opera del Presidente Lenin Moreno. Il capo dello Stato ha spiegato l’andamento economico della nazione e gli obiettivi da perseguire. Lenin Moreno dichiarato di voler dare priorità alla creazione di lavoro: «Vamos por un Ecuador con trabajo para todos, esa es mi meta. Trabajo, empleo y oportunidades para los ecuatorianos», le parole esatte. Il tasso di disoccupazione ufficiale è del 4,6%, con un aumento nel 2019 dello 0,2% secondo i dati dell’Instituto Nacional de Estadística y Censos. Per il Presidente Moreno non ci sono scuse per non investire in Ecuador. Il Paese ha tutte le carte in regola per giocare da protagonista nel complicato mondo degli investimenti stranieri. Nel frattempo continua l’eliminazione dei corrotti dalla politica, legati al precedente Governo di Correa.

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Fig. 1 – Il Presidente della Repubblica Lenin Moreno alla Harvard University

2. ECUADOR VERSO NUOVE METE ECONOMICHE E TRAGUARDI SOCIALI

Il Presidente ha evidenziato come il suo Governo abbia fatto enormi sacrifici per creare consenso sociale a tutti i livelli. Ha anche eliminato la tassa sulla contaminazione ambientale che gravava sul benessere e le tasche di tutti i cittadini, soprattutto i meno abbienti. Si aggiunga infine che «Ecuador refrescó sus relaciones internacionales en la búsqueda del bienestar común». Riferendosi alla ormai fervida relazione con gli Stati Uniti (con un richiamo al ritorno dell’USAID in territorio nazionale dopo essere stato espulso da Correa nel 2013). Un cenno che va anche ad altri attori geopolitici regionali e internazionali, come l’Europa, con la quale l’Ecuador ha firmato un trattato di libero commercio. Nel discorso di Stato non è mancata una panoramica sulla situazione venezuelana. Lenin Moreno ha annunciato che è già in atto l’uscita di Quito dall’UNASUR (mentre è in progetto l’entrata nel PROSUR). Sarà poi necessario un visto di aiuto umanitario per i venezuelani, al fine di gestire ordinatamente l’immigrazione in Ecuador, dopo che il Paese aveva smesso di chiedere il certificato con i precedenti penali ai venezuelani in entrata per impossibilità da parte degli stessi di ottenerlo in Venezuela.

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Fig. 2 – Il vice Presidente della Repubblica Otto Sonnenholzner

3. OTTO SONNENHOLZNER NUOVO VICE PRESIDENTE DELL’ ECUADOR

Il Governo dell’Ecuador, rinnovato con un nuovo e particolarmente amato vicepresidente della Repubblica, Otto Sonnenholzner, ha la possibilità di raggiungere velocemente i risultati prefissati. Otto Sonnenholzner, di Guayaquil, è stato eletto con l’appoggio di 94 legislatori su 128. Importante una sua frase, pronunciata il 2 maggio – «Que se deje de creer que a través del crecimiento del Estado se va a garantizar el empleo» – chiarisce come sia necessario uscire dalla vecchia mentalità secondo cui l’unico metodo efficace per generare lavoro sia attraverso uno Stato assistenzialista. Un concetto, come giustamente rimarca Sonnenholzner, sbagliato.
L’Ecuador, pur con costi del greggio bassi, sta facendo tutti i suoi compiti a casa, in forma corretta e umile. Otto Sonnelholzner e i suoi ministri, più volte lodati dal Presidente, hanno lavorato per ricucire gli strappi diplomatici tra Ecuador e Stati Uniti. La relazione tra i due Paesi è tornata in piena forma, un aspetto importante se si considera la presenza di ecuadoregni negli Stati Uniti (la seconda comunità latina per dimensione, con oltre 700mila residenti ). La metà di loro ha la doppia nazionalità, ma durante gli anni del Governo di Correa, ha sofferto la grande distanza diplomatica tra i rispettivi Paesi.

Ivan Memmolo

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