"Gardner Bay, Española Island" by twiga_swala is licensed under CC BY-SA
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In 3 sorsi Il 24 marzo si sono svolte le elezioni per la scelta dei nuovi Consigli Comunali dei tre cantoni, che però hanno subito messo in luce tutte le debolezze e le contraddizioni di questo angolo di paradiso

1. GALAPAGOS: UN DELICATO ECOSISTEMA (AMBIENTALE E POLITICO)

Quando gli spagnoli arrivarono per la prima volta su queste isole nel 1535 – dopo che un veliero ci finì per caso alla deriva – le battezzarono come Las Islas Encantadas, le isole incantate. E in effetti questo arcipelago di origini vulcaniche composto da tredici isole (sette maggiori e sei minori) situate nell’Oceano Pacifico, a circa mille chilometri dalla costa occidentale dell’America del Sud, ha da sempre affascinato biologi e naturalisti di tutto il mondo, a cominciare da Darwin. Un paradiso unico al mondo dunque, come dimostrato dal fatto che solo per poter mettere un piede sulle isole è richiesta una tassa d’ingresso di 100 dollari. Eppure dietro le immagini da cartolina con leoni marini, iguane, fenicotteri, fregate e tartarughe giganti immortalati sullo sfondo di armoniose distese di sabbia dorata, l’arcipelago deve fare i conti con una serie di criticità che minacciano costantemente l’equilibrio del suo fragilissimo ecosistema. Basti pensare che l’introduzione sull’isola di Santa Cruz di un innocuo animale domestico (un piccolo Chihuahua) è costata a un cittadino locale la multa di 11mila dollari. Ben più salata è stata la sanzione nei confronti di un turista messicano, finito in carcere dopo essere stato scoperto dalla polizia mentre nascondeva dei cuccioli di iguana nello zaino con l’intento di portarli illegalmente nel suo Paese. A questo si aggiungono anche gli storici problemi delle isole, da sempre afflitte da corruzione, lotte di egemonia tra potentati locali, interessi economici internazionali e clientele di ogni genere.

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Fig. 1 – Il Responsabile per la Conservazione e lo Sviluppo Sostenibile del Parco Nazionale delle Galapagos Washington Tapia

2. LE ELEZIONI PROVINCIALI DEL 2019

Le Galapagos, politicamente appartenenti all’Ecuador, sono suddivise in tre cantoni: Isabela, San Cristobal e Santa Cruz. Lo scorso 24 marzo si sono svolte le elezioni locali, che hanno subito messo in luce tutte le frammentazioni politiche e sociali dell’arcipelago. È sorprendente, infatti, che su una popolazione complessiva di appena 30mila abitanti si siano presentate ben 11 liste, pronte a farsi battaglia tra loro sulla base di favoritismi e promesse di lavoro più che su programmi concreti. Tra i candidati, ovviamente, non mancavano politici locali di vecchio corso, come Fanny Uribe, più volte deputata a Quito per la provincia delle Galapagos, già Prefetto dell’arcipelago e candidata Sindaco alle elezioni locali del 2009 (senza però essere eletta). Tuttavia, la novità più importante è stata senza dubbio la candidatura di Michael Bliemsrieder, alla guida di Pachakutik, un partito che raggruppa la comunità indigena Kichwa originaria di Otavalo e recentemente insediatasi alle Galapagos. Uno scenario complesso dunque, dato che per molte liste è impossibile riuscire persino a comprendere l’orientamento politico. Tallita Ortiz ad esempio, candidata al Consiglio Comunale con Pachakutik, ha più volte definito il suo movimento di “centro-destra”. Molti altri sostenitori, invece lo hanno da sempre giudicato riformista e di sinistra. Lo stesso Bliemsrieder si è presentato come un candidato innovatore che rifiuta qualsiasi etichetta politica del passato.

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Fig. 2 – Un volontario raccoglie rifiuti sulle spiagge dell’isola Isabela nell’arcipelago delle Galapagos, nell’Oceano Pacifico, a 1.000 chilometri dalla costa dell’Ecuador

3. TURISMO, INTERESSI ECONOMICI E CATTIVA POLITICA

A Puerto Ayora (Santa Cruz), il principale centro abitato delle Galapagos, le elezioni hanno decretato la vittoria di Ángel Yánez Vinueza, candidato per la Lista 103Movimiento Por mi Santa Cruz. Negli altri due cantoni hanno invece prevalso Bolívar Tupiza per Alianza PAIS (Isabela) ed Henry Cobos per il Movimiento CREO (San Cristobal). Tre Sindaci di tre partiti diversi dunque, che però hanno numerose similitudini sull’idea di tutela ambientale e di sviluppo economico. Il settore turistico viene visto da tutti come la principale fonte di ricchezza per le isole, che tuttavia continuano ad avere le solite sacche di potere raggruppate nelle mani di poche persone. Infatti molte delle liste che si sono presentate alle elezioni del 24 marzo sono un’emanazione diretta dei monopoli economici locali, che in molti casi hanno apertamente finanziato la campagna elettorale dei candidati al Consiglio Provinciale. Questi ultimi ruotano principalmente attorno alle cooperative che gestiscono i trasporti marittimi e le importazioni dei prodotti di prima necessità dalla terraferma. Altrettanto importanti sono gli introiti derivanti dal settore bancario e da quello per la depurazione dell’acqua. Nel corso degli anni questo sistema di potere basato su intrecci tra politica ed economia in una comunità così ristretta ha finito per dar vita a delle incrostazioni profonde e difficili da sradicare. Tutto ciò ha inevitabilmente aumentato il clientelismo e la corruzione, provocando notevoli svantaggi agli abitanti delle isole, da sempre alle prese con tasse particolarmente elevate e costi energetici tra i più alti di tutta l’America Latina. Uno scenario tutt’altro che paradisiaco dunque, in netto contrasto con l’immagine celestiale che questo arcipelago unico al mondo continua ad avere, nonostante la cattiva amministrazione che da sempre lo governa.

Alessandro Paglialunga

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Alessandro Paglialunga

Nato in una serena notte di dicembre sotto il glorioso segno del Sagittario, trascorro una felice adolescenza tra vigneti, uliveti e scampagnate in barca con gli amici. Poi, desideroso di approfondire la mia passione per i “mediterranei”, mi laureo in Lingue e Civiltà Orientali, studio l’arabo, mi godo il sole della Costa Azzurra e mi specializzo in Relazioni Internazionali e Protezioni dei Diritti Umani presso la SIOI, la Società italiana per l’Organizzazione Internazionale.  Oggi lavoro come cooperante e mi occupo di migrazioni e diritti umani, con un occhio di riguardo sul mondo arabo e l’Africa francofona.
Schiavo dei viaggi e nostalgico dei tempi perduti, cerco la mia pace nella profondità degli abissi marini, non disdegnando l’aroma di un sigaro, qualche bel libro, e ovviamente… una  tazza di buon caffè.