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In 3 sorsiI rapporti di cooperazione tra Italia ed Etiopia si consolidano a seguito dell’impegno assunto dal Governo italiano nella realizzazione della linea ferroviaria che garantirebbe al Paese del Corno d’Africa uno sbocco marittimo sul Mar Rosso

1. NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE

A gennaio, durante la sua ultima trasferta in Europa che lo ha portato a partecipare al World Economic Forum a Davos, il premier etiope Abiy Ahmed è stato accolto a Roma, dove ha preso parte a incontri istituzionali con il capo dell’esecutivo Conte, il Presidente della Repubblica Mattarella e Papa Francesco. Il premier Conte ha garantito l’impegno italiano a coprire uno studio preliminare dei costi di fattibilità della linea ferroviaria che parte dalla capitale etiope Addis Abeba e giunge nella città portuale eritrea di Massawa. Inoltre, il Governo italiano garantirà il proprio contributo a supporto dei soldati etiopi di ritorno dal confine etiope-eritreo a seguito della fine delle ostilità tra i due Paesi con l’accordo siglato lo scorso luglio. I due Primi Ministri hanno poi discusso un rafforzamento della cooperazione tra Italia e Etiopia nelle aree strategiche dello sviluppo, della pace e del turismo. La visita di Ahmed in Italia fa seguito a quella in Etiopia nello scorso ottobre del premier Conte, il quale è stato il primo capo di Governo occidentale a suggellare l’accordo di pace raggiunto con l’Eritrea. In tale occasione sono stati firmati contratti di prestito e di sovvenzione a favore dell’Etiopia per un valore di 22 milioni di euro. Il sodalizio tra Italia e Etiopia affonda le sue radici nel passato coloniale e nelle buone relazioni mantenute nel tempo. Negli ultimi 20 anni l’Italia è stata tra i cinque principali partner commerciali e maggiori investitori nell’economia etiope. La punta di diamante della presenza italiana nel Paese è il colosso industriale Salini Impregilo, che sta realizzando due grandi opere per la produzione di energia idroelettrica nelle acque dei Nilo Blu e Omo, Koysha Hydroelectric Project e Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD).

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Fig. 1 – Abiy Ahmed, Primo Ministro etiope

2. PERESTROIKA E RINASCITA DELL’ETIOPIA

L’intensificarsi delle relazioni italo-etiopi si inquadra nell’attuale processo di democratizzazione dell’Etiopia, che sta vivendo un miracolo economico. Seconda nazione africana per popolazione, con 105 milioni di abitanti, l’Etiopia è la più grande economia dell’Africa orientale, con un tasso annuo di crescita del 6%. L’insediamento al potere di Abiy Ahmed, primo premier Oromo nella storia del Paese, ha interrotto lo strapotere decennale dei Tigrini, minoranza etnica nel Paese, e ha scatenato un’ondata di cambiamenti decisivi. Ahmed ha posto fine al conflitto ventennale con l’Eritrea firmando un accordo di pace. Il premier ha promosso una distensione nelle relazioni con i Paesi vicini – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Qatar, Gibuti e Egitto. Sul fronte interno ha decretato la liberazione di prigionieri politici e ha riallacciato il dialogo con gli oppositori in esilio, facendone rientrare alcuni. Ahmed ha inoltre favorito l’ascesa al vertice del potere di Sahle-Work Zewde, primo Presidente della Repubblica donna nella storia dell’Etiopia e di Meaza Ashenafi, prima donna a capo della Corte Suprema federale del Paese. Ahmed promette anche di liberalizzare la stampa, di privatizzare parte dei monopoli di Stato e di organizzare libere elezioni nel 2020. Dall’altro lato, la vita politica è ingabbiata in un rigido federalismo etnico fatto di tensioni tra i maggiori gruppi etnici – Oromo, Amhara e Tigrini – per la distribuzione dei terreni statali, mentre le forze governative continuano i raid aerei contro i ribelli del Fronte di Liberazione Oromo (OLF) mietendo numerose vittime tra i civili.

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Fig. 2 – Sahle-Work Zewde, primo Presidente donna dell’Etiopia

3. LINEA ADDIS ABEBA-MASSAWA: QUALI EFFETTI?

La creazione della nuova linea ferroviaria Addis Abeba-Massawa garantirebbe un nuovo sbocco sul Mar Rosso per l’Etiopia, riducendo la dipendenza del Paese dalla linea che collega Addis Abeba a Gibuti, attraverso la quale transita il 95% del commercio etiope. Il viaggio europeo di Abiy Ahmed, che oltre a garantire l’impegno italiano ha portato alla stipulazione di un accordo finanziario di 300 milioni di euro con l’UE, dovrebbe limitare la dipendenza eccessiva dell’economia etiope dagli investimenti cinesi. Per il Governo italiano e per i Paesi del Vecchio Continente l’Etiopia riveste una funzione stabilizzatrice nell’area del Corno d’Africa, contiene i flussi migratori provenienti da Eritrea e Somalia e rappresenta un alleato contro il terrorismo e i progetti espansionistici degli attori dell’Islam politico, come l’Arabia Saudita.

Salvatore Loddo

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Salvatore Loddo

Sono nato in una piccola località turistica della Sardegna nel 1985. Studi e lavoro mi hanno portato lontano. Ultima tappa è Atene, dove vivo da qualche tempo. Ho studiato filosofia a Venezia e Torino, diritti umani e “studi sul genocidio” a Londra. Ho collaborato con il Centro Studi Sereno Regis (Torino), Saratoga Foundation for Women Worldwide (New York), Philosophy Kitchen (Torino). Ho pubblicato nel 2015 La Shoah. Una guida agli studi e alle interpretazioni e articoli sulla crisi in Centrafrica e sulla “responsabilità di proteggere”. Principali aree di interesse sono la violenza politica e le strategie di prevenzione, la trasformazione non violenta dei conflitti e le innumerevoli forme di rappresentazione della violenza estrema.