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In 3 sorsi – AstroCaffèIl Caffè è stato all’ultima conferenza stampa in Europa dell’astronauta Luca Parmitano, prima della partenza per la sua nuova missione sulla Stazione spaziale internazionale. Un’occasione per riflettere sull’utilità dell’esplorazione dello spazio.

1. MISSIONE BEYOND

L’astronauta Luca Parmitano, Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, è entrato nella fase finale del suo addestramento per la prossima missione nello spazio. La data del lancio è prevista per il 20 luglio prossimo (in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’atterraggio dell’Apollo 11 sulla Luna) dalla base spaziale russa di Baikonur, in Kazakhstan. Insieme all’italiano, a bordo del veicolo Soyuz saranno presenti lo statunitense Andrew Morgan e il russo Aleksandr Skvortsov (che sarà comandante fino all’attracco con la Stazione). Il trio andrà a completare la Expedition 60 sulla ISS (troveranno a bordo i colleghi Aleksey Ovchinin, Nick Hague e Christina Koch), per poi diventare Expedition 61. A quel punto, Parmitano assumerà il comando della Stazione spaziale. La missione dell’astronauta prevede diverse attività scientifiche, tra le quali sei esperimenti italiani per conto di aziende, università e centri di ricerca. Inoltre, Parmitano e Morgan si sono addestrati per ben cinque attività extraveicolari (le famose “passeggiate spaziali”) per riparare l’Alfa Magnetic Spectrometer (AMS), una piattaforma scientifica montata all’esterno della ISS.

Fig. 1 – L’astronauta Luca Parmitano

2. SPAZIO E COOPERAZIONE

Durante la conferenza stampa, tenutasi al centro ESRIN dell’Agenzia spaziale europea (ESA) a Frascati (provincia di Roma), diversi interventi si sono focalizzati sulla cooperazione tra Stati favorita dall’esplorazione spaziale. Il Direttore per l’esplorazione umana e robotica dell’ESA, David Parker, ha dichiarato che la ISS “meriterebbe il premio Nobel per la pace” per i risultati scientifici, economici e diplomatici della collaborazione tra i diversi Paesi partner del progetto e non solo. Anche il Direttore generale dell’Agenzia, Johann Wörner ha voluto ricordare come, nonostante le tensioni diplomatiche tra Paesi occidentali e Russia seguite all’invasione della Crimea e alla successiva annessione, la volontà di proseguire insieme nel programma ISS non sia mai venuta meno. Parker ha poi ricordato i progetti attuali e futuri di cui l’ESA è partner, come una missione, congiunta con la Russia, di atterraggio di una sonda sul polo sud lunare nel 2023, la partecipazione al programma per il veicolo con equipaggio Orion della NASA e il futuro laboratorio a guida NASA che sarà assemblato nei pressi della Luna (Lunar Gateway).

Fig. 2 – Il Direttore generale dell’ESA Johann Wörner

3. L’ESPLORAZIONE SPAZIALE È INUTILE?

Spesso ci si chiede a cosa serva la tecnologia spaziale o l’esplorazione oltre l’orbita terrestre. Non sono i rari i casi in cui il tutto è tacciato di essere un mero spreco di denaro pubblico. Ma lo è veramente? Per quanto concerne i costi, l’ESA nel 2018 ha fatto un sondaggio tra i cittadini dei Paesi membri su quanto pensassero costasse il settore spaziale per capita all’anno. Il risultato, in media, è stato 245 euro a persona. In Italia ci si è attestati su 253 euro, mentre in Germania su 284 euro. Il dato reale è circa 10 euro. Praticamente, un biglietto del cinema. Per quanto riguarda i benefici economici, ogni euro investito nel settore spaziale ne genera 6 di ritorni (nel volo umano, per ogni euro ne rientrano 2). A livello scientifico, le applicazioni sono numerose e coinvolgono molte aree. Dalla medicina alla robotica, dall’agricoltura ai trasporti, passando per la difesa. E non sono tutte. Per farsi un’idea, la NASA ha un sito dedicato agli spinoff tecnologici.

Emiliano Battisti

Tutte le immagini sono dell’autore.

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.