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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN

  • I talebani hanno condotto numerosi attacchi nella provincia di Ghazni. Il più grave ha comportato la morte di circa 30 persone, sia civili che forze di sicurezza. Quattro studenti sono rimasti uccisi per l’esplosione di un colpo di mortaio che ha colpito una scuola nel distretto di Andar. Altri 15 studenti e i loro due insegnanti sono rimasti feriti. L’esplosione del colpo di mortaio è avvenuta mentre le forze di sicurezza e i talebani erano impegnati in uno scontro a ​​fuoco durante un assalto a un posto di blocco della polizia. Gli studenti uccisi avevano tra 10 e 16 anni. In un altro attacco, nella città di Ghazni, 9 poliziotti afghani sono stati uccisi da un assalto dei talebani a un posto di blocco.
  • I talebani hanno preso il controllo del distretto di Arghanj Khaw, nella provincia nord-orientale del Badakhshan dopo due giorni di intensi combattimenti. Circa 12 membri delle forze di sicurezza afghane sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti nei combattimenti.
  • I talebani hanno assaltato due posti di blocco nel distretto di Sozma Qala, nella provincia settentrionale di Sari Pul, uccidendo cinque membri delle forze di sicurezza afghane dopo un lungo scontro a fuoco. I talebani hanno anche fatto prigionieri 6 soldati prima di fuggire.
  • Quindici militanti affiliati al gruppo dello Stato Islamico del Khorasan (ISK) sono stati uccisi e altri 10 sono rimasti feriti in un’operazione di controterrorismo delle forze governative afghane, nel distretto di Khogyani, nella provincia orientale di Nangarhar.
  • Le Autorità afghane hanno affermato che con una forte offensiva militare hanno liberato il distretto di Arghanj Khwa dai talebani, nella provincia nord-orientale di Badakhshan. Nell’operazione sono stati uccisi almeno 14 talebani.
  • Cinque militanti del gruppo dello Stato Islamico del Khorasan (ISK), incluso un comandante del gruppo, Mawlawi Suliman, sono stati uccisi in un attacco di un drone nella zona di Sawarband, nel distretto di Achin, nella provincia orientale di Nangarhar.
  • Un grande attacco da parte di circa cento talebani a Bala Murghab nella provincia di Badghis ha condotto all’uccisione di 30 uomini tra soldati dell’esercito e agenti di polizia.
  • Le forze antiterrorismo afghane hanno arrestato 16 militanti dello Stato Islamico del Khorasan (ISK), compresi i reclutatori online, nella provincia orientale di Nangarhar. L’agenzia di spionaggio afghana, la National Directorate of Security (NDS), ha affermato che sei degli uomini arrestati hanno confessato di aver utilizzato centinaia di account falsi su Facebook, Twitter, Instagram e Telegram per reclutare combattenti e promuovere l’ideologia del Califfato nel Paese.
  • Tre membri dei servizi militari USA e un appaltatore sono stati uccisi e 3 soldati sono rimasti feriti dallo scoppio di un ordigno esplosivo vicino alla base aerea di Bagram.

PAKISTAN

  • Circa 16 persone sono morte e 30 sono rimaste ferite in un attentato nel mercato ortofrutticolo a Quetta, nel Sudovest del Pakistan. Otto delle persone uccise erano di etnia hazara, un gruppo minoritario sciita. La responsabilità dell’attacco, è stata reclamata da Lashkar-e-Jhangvi (LeJ), che ha spesso condotto attacchi contro gli hazara a Quetta. Un alto ufficiale della polizia ha detto che la bomba era nascosta in un sacco di patate. Lashkar-e-Jhangvi è un gruppo terrorista suprematista sunnita, fortemente anti-sciita, che si è integrato con il Comando Centrale di al-Qa’ida e il Tehreek-e-Taliban Islami Pakistan (TTIP) nelle aree tribali del Pakistan e ha due obiettivi principali: uccidere gli sciiti e stabilire un Califfato.
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Fig. 1 – Il sito dell’attacco nella parte sudoccidentale della città di Quetta, area a maggioranza Hazara


IRAQ

  • Il ministero della Difesa iracheno ha annunciato che sono stati condotti raid aerei nel distretto di Daquq, a sud di Kirkuk, in cui sono stati uccisi 14 militanti dello Stato Islamico. Le forti piogge delle ultime settimane hanno costretto i militanti dello Stato Islamico a uscire dai rifugi nei tunnel localizzati nella valle di Qarha, a sud-ovest di Daquq. Le forze di sicurezza irachene conducono regolarmente operazioni, compresi i bombardamenti, nelle aree in cui si presume che si nascondano i terroristi.
  • Le forze di sicurezza irachene in un’operazione congiunta con polizia provinciale hanno ucciso Sulaiman Ahmed Mudhein, un importante leader dello Stato Islamico (IS) nella provincia occidentale di Anbar, in un’area desertica nei pressi del lago al-Razaza, a sud-ovest di Ramadi, circa 110 chilometri a ovest di Baghdad. Il leader dell’IS ucciso era capo amministrativo dei campi addestramento del Califfo nella provincia di Anbar ed è stato responsabile di molti attacchi terroristici nella provincia.
  • La magistratura irachena ha reso pubblica la confessione nella quale Bilal Abdul-Aziz al-Marshouhi, un combattente dello Stato Islamico di nazionalità belga condannato a morte dal tribunale, ha ammesso l’uso di armi chimiche e gas cloro da parte del gruppo jihadista sia in Siria che in Iraq.

SIRIA

  • Gli uomini delle forze democratiche siriane (SDF) hanno subito diversi attacchi da parte di militanti dell’ISIS. Un’autobomba nella provincia siriana di Deir er-Zor ha ucciso un combattente delle SDF. Una seconda autobomba nella città di Theban, sempre nell’area di Deir er-Zor, ne ha uccisi altri due. Un altro militante della SDF è stato ucciso da uomini armati dello Stato Islamico ad al-Busayrah, una città della provincia di Deir er-Zor. Nonostante le SDF e la coalizione a guida USA abbiano annunciato la sconfitta del Califfato in Siria, cellule dormienti dello Stato Islamico continuano a colpire nelle aree orientali siriane.
  • Una bomba nella città siriana di Raqqa ha ucciso otto persone, quattro civili e quattro combattenti delle forze democratiche siriane (SDF). L’agenzia di stampa Amaq dello Stato Islamico ha rivendicato l’attentato.

YEMEN

  • Le forze di sicurezza yemenite, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, hanno condotto un’operazione anti-terrorismo che ha portato all’ arrestato di Abdul Qadir al-Mut, un esperto di esplosivi e importante membro di al-Qā’ida nella penisola arabica (AQAP), nel distretto di al-Wadea, nella provincia meridionale di Abyan. Abdul-Qadir al-Mut operava principalmente nelle province orientali e meridionali dello Yemen ed è considerato responsabile di molti attacchi di alto profilo contro le forze di sicurezza yemenite nel Paese. Le province di Abyan e Shabwa, ex roccaforti di AQAP, sono state anche teatro di scontri e attacchi tra le forze di sicurezza e i militanti di al-Qā’ida.
  • Lo Stato Islamico nello Yemen (ISY) ha affermato di aver ucciso 10 combattenti di al-Qa’ida nella penisola arabica (AQAP), nel governatorato di Bayda.
Fig. 2 – La rivendicazione dell’IS dell’operazione contro AQAP

NIGERIA

  • La Multinational Joint Task Force (MNJTF) ha ucciso un comandante di Boko Haram, Malloum Moussa, e 15 militanti jihadisti durante un’operazione di controterrorismo nell’area del Lago Chad. Moussa era un alto comandante di Boko Haram, famoso per la sua spietatezza e per aver imposto massicce tasse a contadini, pescatori e allevatori di bestiame per finanziare il gruppo.
  • Lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP), ha condotto numerosi attacchi in diverse aree dello Stato del Borno, provocando la morte di 13 soldati nigeriani. Gli attacchi sono stati condotti contro una caserma militare e un posto di blocco militare.

MALI

Fig. 3 – La rivendicazione dell’uccisione del medico e capitano francese Marc Laycuras

SOMALIA

  • Le forze dell’esercito nazionale somalo (SNA) hanno sventato un importante attacco terroristico nel villaggio di Sabid, nella regione di Lower Shabelle, circa 40 chilometri a sud-ovest di Mogadiscio, a seguito di un’operazione anti-terrorismo che ha condotto a pesanti combattimenti tra l’esercito e i militanti di al-Shabaab. Le forze della SNA hanno anche sequestrato un’autocisterna carica di esplosivo. Non è stato fornito il numero di militanti uccisi e arrestati durante i combattimenti.

EGITTO


IRAN

  • Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha ufficializzato l’inserimento del Corpo di Guardia Rivoluzionaria dell’Iran (IRCG), conosciuti anche come Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere. È la prima volta che gli USA designano un’organizzazione ufficiale di un altro Governo come organizzazione terroristica. La decisione è stata giustificata dal Dipartimento di Stato con la motivazione che l’Iran è sponsor del terrorismo e l’IRGC partecipa attivamente, finanzia e promuove il terrorismo come strumento di governo.

FILIPPINE


LIBIA

  • L’agenzia di stampa Amaq dello Stato Islamico ha reclamato l’uccisione di sei soldati dell’esercito nazionale libico (LNA) vicino a Sabha, nel Sudovest della Libia.
Fig. 4 – L’agenzia di stampa Amaq rivendica l’uccisione dei soldati del LNA

JIHADIMEDIA

  • Al-Shabaab ha annunciato tramite la sua stazione radio Andalus di aver giustiziato quattro uomini che lavoravano per le agenzie di intelligence britannica, gibutina e somala. Nel messaggio radio hanno affermato che gli uomini sono stati uccisi da un plotone di esecuzione in una piazza pubblica a Kamsuma, una città nella regione del Lower Jubba.
  • Ṭālebān: I talebani hanno annunciato l’inizio dell’offensiva del 2019, “al-Fath Jihadi”. A differenza degli anni precedenti, i talebani non danno la priorità agli attacchi contro le forze statunitensi e della NATO, ma pone il mirino su quelli che lavorano per il Governo afghano, militari e polizia.
  • Islamic State West Africa Province (ISWAP) ha pubblicato su Amaq un video girato nello stato del Borno, nel Nordest della Nigeria, in cui mostra l’esecuzione di cinque uomini, due uomini in uniforme militare, appartenenti all’esercito nigeriano, e tre uomini in tute arancioni, appartenenti alle CJTF (Civilian Joint Taskforce).
  • Islamic State Great Sahara (ISGS) ha pubblicato tramite l’agenzia di stampa Amaq il suo primo video di combattimento in Mali. Il breve video mostra una presunta imboscata alle forze militari francesi al confine tra Mali e Niger. Il video rappresenta uomini dell’ISGS vicino ad Akabar nella regione settentrionale di Menaka. Il gruppo nell’ultima settimana ha rivendicato un attentato suicida in Mali e il successivo assalto alle forze francesi vicino ad Akabar su al-Naba, la newsletter settimanale dello Stato Islamico. Sebbene il video sia il primo filmato ufficiale di combattimento di ISGS nella regione, non è il primo del gruppo a essere rilasciato da Amaq. Nel 2016 fu pubblicato il filmato di Abu Walid al Sahrawi, l’emiro dell’ISGS, che prestava giuramento di fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi.
Fig. 5 – L’annuncio con il quale i talebani lanciano l’operazione “Al-Fath 2019”
Fig. 6 – Combattenti dell’ISGS nel video pubblicato da Amaq

Daniele Garofalo

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Daniele Garofalo

Sono nato a Salerno nel 1988. La storia, la geografia, la politica e i viaggi, sono da sempre le mie grandi passioni. Dopo aver conseguito la Laurea Magistrale in Scienza Storiche presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi in Storia delle Dottrine Politiche nel 2016,  mi specializzo nel 2017 in Geopolitica e Relazioni Internazionali con il corso di formazione del “Centro Studi Geopolitica.info” di Roma, patrocinato dal  CEMAS, la Società Geografica Italiana e il Link Lab della Link Campus University.  Sono ricercatore e analista indipendente di Geopolitica, Relazioni Internazionali e storia contemporanea. Collaboro con il “Centro Studi Geopolitica.info”, il Quotidiano online indipendente di Geopolitica e Politica estera “Notizie Geopolitiche.net” e da maggio 2018 collaboro con il Desk Asia del Caffè Geopolitico. Da gennaio 2019 per il Caffè Geopolitico mi occupo della rubrica miscela dark “Gli Occhi nel Jihad”. Ho collaborato con l’ASRIE, l’“Association of Studies, Research and Internationalization in Eurasia and Africa” alla rivista digitale Geopolitical Report Vol.3/2018 “Geopolitics of Eurasia: international relations, security issues, and economic projects”, con un analisi dal titolo “Belucistan, tensioni e guerre in una regione strategica”, al Geopolitical Report Vol. 4/2018 “Mediterranean Sea: Current Trends and Challenges” con un’analisi dal titolo “La questione Tuareg” e al Geopolitical Report Vol. 1/2019 “Belt and Road Initiative: Security Issues, Investment Opportunities and Geopolitics”, dal titolo “La Nuova Via della Seta e l’espansione nel Corno d’Africa”. Mi occupo principalmente della ricerca, studio e analisi dell’area mediorientale e nordafricana, dell’Asia Centromeridionale e del terrorismo islamista.