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RistrettoIn questi giorni stiamo assistendo a quella che probabilmente è la più intensa ondata di proteste in Sudan a partire da dicembre, quando tutto è cominciato.

Sabato 6 aprile, infatti, migliaia di manifestanti si sono radunati nella capitale Khartoum davanti al Quartier generale delle forze armate, per chiedere le dimissioni del Presidente Omar al-Bashir. La repressione non si è lasciata attendere: si contano almeno 7 morti nel corso delle ultime 24 ore, il che fa schizzare a 15 il bilancio totale delle vittime (a partire dall’inizio del sit-in pacifico). Nel denunciare le violenze subite, i manifestanti hanno puntato il dito contro il servizio di intelligence e sicurezza National Intelligence Security Service (NISS) e il gruppo paramilitare Rapid Support Forces (RSF), in parte composto da ex membri delle milizie Janjaweed tristemente note per le atrocità commesse in Darfur.

Nonostante il blackout che ha colpito l’intero Paese ieri, il sit-in pacifico continua. Il malcontento popolare nei confronti di al-Bashir è un collante potente, che ha richiamato in piazza molti giovani e professionisti. Sembra infatti che ad organizzare la protesta sia stata la Sudanese Professionals Association, un’associazione di categoria che unisce medici, operatori sanitari e avvocati.

Se volete seguire gli sviluppi in tempo reale, vi consigliamo di seguire due hashtag su twitter: #SudanUprising e #Sudan.

Caterina Pucci

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Caterina Pucci

Nata nel 1990, il giornalismo è una vocazione che ho cominciato a coltivare sin dall’adolescenza. All’università, ho scelto di assecondare l’interesse per le lingue straniere, specializzandomi in inglese e arabo. Intanto, scrivevo per una rivista della mia città, Altamura. Nel 2013, il grande passo: mi sono trasferita a Milano per studiare Relazioni Internazionali. Sacrificando l’estate del 2014, ho trascorso un mese a Rabat per seguire un corso intensivo di lingua araba. L’ultimo semestre della mia vita accademica l’ho passato a Gent, in Belgio. Nel 2015, mi sono laureata con una tesi in Storia dell’Asia Islamica sul pensiero di Ali Shariati e la rivoluzione iraniana. Ho cominciato a lavorare come Assistente alla Comunicazione per l’Istituto di Cooperazione Economica Internazionale (ICEI) di Milano. In quel periodo, ho cominciato a scrivere per Il Caffè Geopolitico e ad ottobre 2016 sono diventata Responsabile del desk Africa. Continuo a occuparmene con passione da allora, mentre nella vita lavoro come redattrice. Continuando a perseguire il sogno di diventare una brava giornalista.