"Canciller Ricardo Patiño participa de la Reunión Extraordinaria del Consejo de Ministras y Ministros de la UNASUR" by Cancillería Ecuador is licensed under CC BY-SA
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In 3 sorsi – L’Organizzazione nata per riunire le nazioni sudamericane, promossa da Kirchner e Chavez, viene ufficialmente seppellita in favore di un nuovo agglomerato. Cerchiamo di capirne di più.

1. LA GENESI DEL PROSUR

L’Unione delle nazioni sudamericane, l’Unasur, fondata ufficialmente il 23 maggio 2008 ed entrata in vigore con la ratifica dell’Uruguay nel 2011, era l’organizzazione regionale il cui progetto era iniziato con la Dichiarazione di Cuzco del 2004, volta a creare una Comunità Sudamericana delle nazioni e includeva 14 Stati membri.
Tale progetto, voluto all’epoca nella quale a governare erano Kirchner, Correa e Chavez – dunque gli esponenti dell’onda roja latinoamericana – entrò in crisi a seguito della spaccatura politica determinata dalla crisi venezuelana, in particolare con l’autosospensione del Gruppo di Lima dall’Unione per un anno annunciata il 20 aprile 2018: mentre da una parte la Bolivia di Evo Morales sosteneva apertamente il Governo di Nicolas Maduro, gli ormai ex partner storici – Argentina, Cile, Brasile, Ecuador – voltavano le spalle al vicino per via dell’aggravarsi della crisi umanitaria in corso, rendendo manifesto quel cambiamento ideologico e politico verificatosi con la fine del populismo.
La liquidazione del passato populista passa anche attraverso dei gesti simbolici, come il preannunciato abbattimento della statua di Nestor Kirchner situata presso il quartier generale dell’Unasur fuori Quito da parte del presidente ecuadoregno Lenin Moreno.

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Fig. 1 – Foto di gruppo durante il lancio di Prosur

2. MOTIVAZIONI ALLA BASE DEL PROSUR

Come prevedibile il cambiamento avvenuto nella regione latinoamericana – ulteriormente consolidato dalla vittoria di Bolsonaro in Brasile – ha reso necessario il ripensamento di un altro pilastro dell’integrazione del Cono Sur, dopo che già il Mercosur aveva dato segnali di spostamento a destra. Da questa necessità nasce Prosur – Foro para el Progreso de America del Sur, – la nuova organizzazione regionale definita «senza alcuna ideologia» dal presidente colombiano Ivan Duque a seguito di un incontro con il presidente cileno Piñera.
L’ispirazione per l’organizzazione è venuta dall’Alleanza del Pacifico, blocco commerciale al quale aderiscono Colombia, Messico, Cile e Perù e che cerca di assicurare le quattro libertà di movimento che caratterizzano l’Unione Europea – persone, beni, servizi e capitali. Il commercio, tuttavia, non è menzionato nella dichiarazione presidenziale firmata a Santiago del Cile, forse per evitare che divenga una competenza condivisa con l’Alleanza del Pacifico ed il Mercosur.
Di sicuro c’è da parte degli Stati coinvolti, come affermato dal presidente colombiano Duque, il prendere le distanze dall’ingombrante vicino Venezuela, il quale avrebbe fortemente influenzato la decisione di creare la nuova organizzazione regionale.

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Fig. 2 – Il presidente brasiliano Bolsonaro stringe la mano al suo omologo cileno
Piñera

3. LE PERPLESSITÀ SUL PROSUR

Stando a quanto dichiarato da Duque, l’obiettivo di Prosur comprende «il coordinamento delle politiche pubbliche, la difesa della democrazia, Istituzioni indipendenti ed economie di mercato». L’intento dichiarato, inoltre, è quello di isolare il Venezuela, che a detta del presidente cileno Piñera è l’unico Paese la cui adesione a Prosur non è gradita.
L’integrazione fra le nazioni sudamericane è resa più semplice dalla storia comune e dal fatto che solo due lingue siano adoperate dalle rispettive popolazioni – spagnolo e portoghese brasiliano. Tuttavia, secondo l’osservazione di Gunther Mainhold per il German Institute for International and Security Affairs, le capacità di intervento dell’organizzazione sarebbero più volte a risolvere situazioni di emergenza che ad avere un impatto sistematico. Inoltre, risulta poco chiaro chi dovrebbe ricoprire la leadership di quest’organizzazione dal momento che Colombia e Cile si sono dimostrati per ora i Paesi più coinvolti nel progetto, mentre Bolsonaro, contrariamente a Lula nel caso dell’Unasur, non sembra particolarmente entusiasta e continua a guardare al di fuori del Cono Sur per trovare partner commerciali. Il limite più evidente di quest’organizzazione sembra dunque essere la tendenza del nuovo Presidente brasiliano a perseguire una strategia orientata al mero interesse del Brasile piuttosto che a cercare maggiore integrazione con gli Stati confinanti, fatto che potrebbe ridurre considerevolmente le capacità di intervento di Prosur, fino ad annullarle

Riccardo Antonucci

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Sono nato a Roma il  29 gennaio 1996.Ho studiato presso la LUISS Guido Carli Scienze Politiche indirizzo Politics, Philosophy and Economics. Attualmente studio Energy Security Studies presso la Masaryk University. Ho diretto il giornale universitario Globe Trotter presso la LUISS e svolto l’attività di speaker per The International Newsroom (programma di approfondimento di geopolitica su RadioLuiss). Alla passione per la geopolitica unisco la mia personale mania per la scrittura (nel 2016 è stato pubblicato il mio primo saggio E – Politics. Riflessioni per una nuova dialettica politica), nonché il desiderio di intraprendere la carriera accademica o comunque legata alla ricerca.