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Il viaggio del ministro degli Esteri Lieberman in Sudamerica ha l’intento principale di ridurre l’influenza dell’Iran nella regione. Il Brasile può agire da principale interlocutore

DOPO 22 ANNI – Era dagli anni Ottanta che un ministro degli Esteri israeliano non visitava il Sudamerica. Come mai allora, se le relazioni tra Gerusalemme e le nazioni latine sono trascurabili, l’ultra conservatore Avigdor Lieberman sta compiendo una “tournée” di dieci giorni nei principali Paesi della regione? La motivazione principale è quella di contrastare l’influenza dell’Iran sugli Stati latini. Negli ultimi anni, infatti, l’ascesa al potere di governi tendenti a sinistra ha fatto sì che le relazioni con Teheran si sviluppassero, anche se in realtà la comunanza di idee va ricercata non tanto nella prossimità ideologica, quanto nella condivisa avversione verso gli Stati Uniti. Un esempio su tutti è fornito dal Venezuela: tra Hugo Chàvez e il leader persiano Mahmud Armadi-Nejad è nata una vera e propria amicizia che ha nella lotta al “Grande Satana” statunitense la sua principale ragion d’essere. La presenza dell’Iran nella regione, per la verità, non è quantitativamente importante dal punto di vista economico o politico. Tuttavia, alcuni campanelli d’allarme sono suonati negli ultimi mesi: cellule di Hezbollah (il partito libanese di matrice fondamentalista che riceve finanziamenti dall’Iran) dovrebbero essere presenti nella regione, soprattutto tra Venezuela e Colombia e al confine tra Brasile, Paraguay e Argentina. Inoltre, si sono succedute con insistenza voci secondo le quali la Bolivia di Evo Morales avrebbe concesso, con la complicità di Caracas, forniture di uranio (il Paese andino è tra i maggiori produttori mondiali) all’Iran, con la possibilità di proseguire i programmi nucleari.

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BRASILE AGO DELLA BILANCIA? – La prima tappa del viaggio di Lieberman è stata in Brasile, dove ha incontrato il presidente Lula e il ministro degli Esteri Celso Amorim. Lieberman ha chiesto a Lula di agire come mediatore presso l’Iran, in virtù dei buoni rapporti che intercorrono tra i due Paesi, affinché vengano accantonate le ambizioni nucleari. Il ministro israeliano è invece in questi giorni in Argentina: un’altra scelta non casuale, dal momento che lì vive una delle più importanti comunità ebraiche di tutta l’America Latina. Sarebbe azzardato attendersi grandi sviluppi dal viaggio di Lieberman, ma l’evento non va sottovalutato per alcuni motivi. La necessità di mantenere la sicurezza regionale, infatti, potrebbe dare la spinta per una intensificazione dei rapporti con il Brasile, che può temere la presenza di cellule terroristiche e l’esistenza di traffici illegali come una minaccia alla propria egemonia regionale. Brasilia potrebbe quindi ricevere aiuti preziosi in termini di intelligence da parte di Israele; quest’ultima avrebbe in cambio il supporto da un attore che sta acquisendo sempre più importanza a livello internazionale. 

Davide Tentori 24 luglio 2009 redazione@ilcaffegeopolitico.it

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Davide Tentori

Sono nato a Varese nel 1984 e sono Dottore di Ricerca in Istituzioni e Politiche presso l’Università “Cattolica” di Milano con una tesi sullo sviluppo economico dell’Argentina dopo la crisi del 2001. Il Sudamerica rimane il mio primo amore, ma ragioni professionali mi hanno portato ad occuparmi di altre faccende: oggi infatti lavoro a Roma presso l’Ambasciata Britannica in qualità di Esperto di Politiche Commerciali. In precedenza ho lavorato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dove mi sono occupato di G7 e G20, e a Londra come Research Associate presso il dipartimento di Economia Internazionale a Chatham House – The Royal Institute of International Affairs. Sono il Presidente del Caffè Geopolitico e coordinatore del Desk Europa

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