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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN

  • I talebani hanno condotto un violento attacco kamikaze contro una base delle forze di sicurezza afghane nella provincia meridionale di Helmand, uccidendo circa 23 soldati e ferendone 16. Nella base erano presenti numerosi consulenti militari USA, ma al momento dell’attacco si trovavano in un’altra area della base. Le azioni dei talebani continuano senza sosta, in particolare contro le forze di sicurezza afghane, nonostante i colloqui di pace che i loro leader stanno conducendo a Doha, in Qatar.
  • Circa 40 persone, tra cui tre civili, sono state uccise in Afghanistan in un solo giorno, lunedì 4 marzo, in diversi attacchi e attentati condotti dai talebani. Il primo assalto è stato condotto nel bazar del distretto di Yangi Qala nella provincia settentrionale di Takhar. Un secondo attacco è avvenuto contro un posto di blocco di polizia afghana nel distretto Imam Sahib, nella provincia di Kunduz. Un terzo attacco, infine, ha colpito le forze di sicurezza afghane su una strada che collega il distretto di Dawlat Abad a quello di Balkh nella provincia settentrionale di Balkh.
  • Cinque militanti dello Stato Islamico del Khorāsān (ISK) hanno organizzato un assalto a Jalalabad, la capitale della provincia di Nangarhar. L’attacco, condotto contro una società di costruzioni afghana, è stato iniziato di prima mattina con un’esplosione kamikaze all’ingresso dell’impresa. Successivamente altri quattro militanti armati sono entrati nel complesso e hanno sparato ai dipendenti della compagnia e alle forze di sicurezza afghane presenti, causando 17 morti. Dopo circa cinque ore di scontri a fuoco tutti i terroristi sono stati uccisi.
  • Circa 50 militanti talebani sono stati uccisi in diverse aree del Paese da raid aerei USA e operazioni di controterrorismo afghane. Le operazioni sono state condotte nei quartieri di Qaisar, Dawlat Abad e Pashtun Kot nella provincia settentrionale di Faryab, a Qargan del distretto di Imam Sahib nella provincia settentrionale di Kunduz e infine nel distretto di Faizabad nella provincia settentrionale di Jawzjan. Nelle operazioni sono stati uccisi tre comandanti talebani: Kakar, Mawlawi Zarif e Mawlawi Noorudin.
  • Militanti dell’ISK hanno rivendicato l’attacco con colpi di mortaio condotto durante un evento commemorativo all’aperto, nel sud-ovest di Kabul, giovedì 7 marzo, in un’area della capitale afghana a maggioranza sciita e hazara. All’evento erano presenti numerosi politici, funzionari e poliziotti, tra cui il capo dell’esecutivo afghano Abdullah Abdullah e l’ex presidente Hamid Karzai. Il raduno, che ha richiamato migliaia di persone, è stato tenuto in un’arena pubblica per celebrare l’anniversario della morte di un leader sciita di etnia hazara, Abdul Ali Mazari, ucciso nel 1995 dai talebani. Durante l’attacco 3 persone sono morte e 20 sono rimaste ferite.
  • Le forze speciali afghane hanno ucciso in un’operazione di controterrorismo un comandante dello Stato Islamico nel Khorāsān (ISK), organizzatore dell’attacco a una società di costruzioni privata nell’Afghanistan orientale, a Jalalabad, che aveva causato 17 morti. Il comandante, noto come Subhan, è stato ucciso da un raid aereo nel distretto di Momandara, nella provincia di Nangarhar, roccaforte dell’ISK nel Paese.
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Fig. 1 – Il sito dell’attacco a Jalalabad, condotto dall’ISK

Fig. 2 – La rivendicazione dello Stato Islamico degli attacchi a Kabul di giovedì 7 marzo 2019, nella manifestazione hazara

IRAQ

  • Otto militanti dello Stato Islamico sono stati uccisi durante un’operazione di controterrorismo vicino al confine iracheno-siriano, nelle aree desertiche delle città di Ar-Rutbah e Nukhayb nell’Anbar occidentale. L’operazione ha portato anche all’arresto di altri otto estremisti del Califfato.
  • Militanti dello Stato Islamico hanno compiuto un attentato contro le Forze di mobilitazione popolare (PMF), vicino alla città di Makhmour. L’imboscata è stata tesa a un autobus che trasportava le PMF da Mosul alla città petrolifera di Kirkuk. Sei uomini hanno perso la vita e 31 sono rimasti feriti

SIRIA

  • I militanti dello Stato Islamico arroccati a Baghouz, assediati dalle SDF, hanno rallentato l’avanzata della coalizione usando i civili come scudi umani.
  • I militanti di Ansar al-Tawheed hanno lanciato due violenti attacchi contro le postazioni dell’esercito regolare siriano nella Siria nordoccidentale, causando la morte di circa 25 soldati. Gli attacchi sono avvenuti ai posti di blocco di Masasneh, nella provincia settentrionale di Hama.
  • Dieci militanti dello Stato Islamico sono stati giustiziati nella provincia di Idlib da combattenti del gruppo jihadista di Hayʼat Taḥrīr al-Shām (HTS).
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Fig. 3 – L’area di Baghouz assediata, ultima roccaforte dell’Is.


SOMALIA


NIGERIA


NIGER

  • Sette soldati dell’esercito nigerino e 38 militanti del gruppo jihadista di Boko Haram, sono morti in un feroce scontro a fuoco nel Niger sudorientale, a Gueskerou, nella regione di Diffa, nel bacino del lago Ciad. Uno dei terroristi è stato fatto prigioniero e le forze di sicurezza hanno recuperato cinque veicoli, fucili AK47, mitragliatrici, due lanciarazzi RPG e munizioni.

PAKISTAN


ARABIA SAUDITA

  • L’Arabia Saudita ha revocato la cittadinanza saudita ad Hamza bin Laden, figlio del defunto leader di al-Qā’ida Osama bin Laden. L’annuncio è arrivato il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno offerto una ricompensa di 1 milione di dollari per informazioni che portino all’identificazione o alla localizzazione di Hamza bin Laden. La posizione attuale di Hamza bin Laden è incerta, ma secondo molti analisti potrebbe trovarsi tra Pakistan e Afghanistan. Il Dipartimento di Stato degli USA ha affermato che Hamza bin Laden sta emergendo come nuovo leader di al-Qā’ida.

USA

  • Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha inserito Harakat al Nujaba, una milizia sciita sostenuta economicamente e militarmente dall’Iran, operativa sia in Iraq che in Siria, e il suo leader, Akram ‘Abbas al-Kaabi, nella lista Specially Designated Global Terrorists.

REGNO UNITO


EGITTO


FILIPPINE


JIHADIMEDIA

  • Hayʼat Taḥrīr al-Shām (HTS): Ha pubblicato immagini che mostrano i propri militanti armati, mascherati e in uniforme che uccidono, sparando loro alla testa, 10 uomini appartenenti allo Stato Islamico.
  • Islamic State in West Africa Province (ISWA): ha annunciato tramite un audio di aver rimosso Abu Mus’ab al-Barnawi dalla guida del gruppo della Wilayat dell’Africa Occidentale. Come nuovo leader del gruppo è stato scelto Abu Abdullah Ibn Umar al-Barnawi.
  • Islamic State (IS): ha diffuso una registrazione audio di un minuto e mezzo in cui chiede ai sostenitori di tutto il mondo del Califfato di mettere in atto attacchi terroristici in difesa dei militanti dell’ISIS assediati dalle SDF con il supporto degli USA nel villaggio di Baghouz, nella Siria orientale. La breve registrazione, diffusa sui social media e riportato dal SITE Intelligence Group spiega che uomini, donne e bambini nel villaggio di Baghouz sono sottoposti a un «olocausto» e un «sacrificio» ed esorta tutti «fratelli musulmani d’Europa e del mondo intero» a «insorgere contro i crociati e vendicarsi».
  • Islamic State (IS): ha pubblicato un video dalla città siriana di Baghouz, riprendendo i militanti jihadisti assediati nella città dalle SDF, affermando: «domani saremo in paradiso» e invitando tutti i combattenti a essere coraggiosi mentre le forze curde effettueranno l’attacco finale.
  • Al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQMI): i canali social media di al-Qa’ida hanno pubblicato un discorso di Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, un alto funzionario di al-Qa’ida nel Maghreb islamico (AQIM). Il discorso di Al-Anabi, intitolato “Algeria… uscire dal tunnel buio”, è rivolto agli algerini coinvolti nell’ondata di proteste contro il presidente Abelaziz Bouteflika e il suo Governo corrotto. Al-Anabi cerca di stimolare la rabbia diffusa rivolta contro Bouteflika e le sue forze di sicurezza, descrivendo il Presidente come una «mummia» e sostenendo che è un sovrano illegittimo. Nel video descrive le cattive condizioni politiche e socio-economiche del Paese e chiede al popolo algerino di instaurare un Governo retto dalla legge islamica.

Daniele Garofalo

Fig. 4 – Un fermo immagine del Video di al-Qa’ida in cui Al-Anabi invoca il Jihad in Algeria
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Daniele Garofalo

Sono nato a Salerno nel 1988. La storia, la geografia, la politica e i viaggi, sono da sempre le mie grandi passioni. Dopo aver conseguito la Laurea Magistrale in Scienza Storiche presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi in Storia delle Dottrine Politiche nel 2016,  mi specializzo nel 2017 in Geopolitica e Relazioni Internazionali con il corso di formazione del “Centro Studi Geopolitica.info” di Roma, patrocinato dal  CEMAS, la Società Geografica Italiana e il Link Lab della Link Campus University.  Sono ricercatore e analista indipendente di Geopolitica, Relazioni Internazionali e storia contemporanea. Collaboro con il “Centro Studi Geopolitica.info”, il Quotidiano online indipendente di Geopolitica e Politica estera “Notizie Geopolitiche.net” e da maggio 2018 collaboro con il Desk Asia del Caffè Geopolitico. Da gennaio 2019 per il Caffè Geopolitico mi occupo della rubrica miscela dark “Gli Occhi nel Jihad”. Ho collaborato con l’ASRIE, l’“Association of Studies, Research and Internationalization in Eurasia and Africa” alla rivista digitale Geopolitical Report Vol.3/2018 “Geopolitics of Eurasia: international relations, security issues, and economic projects”, con un analisi dal titolo “Belucistan, tensioni e guerre in una regione strategica”, al Geopolitical Report Vol. 4/2018 “Mediterranean Sea: Current Trends and Challenges” con un’analisi dal titolo “La questione Tuareg” e al Geopolitical Report Vol. 1/2019 “Belt and Road Initiative: Security Issues, Investment Opportunities and Geopolitics”, dal titolo “La Nuova Via della Seta e l’espansione nel Corno d’Africa”. Mi occupo principalmente della ricerca, studio e analisi dell’area mediorientale e nordafricana, dell’Asia Centromeridionale e del terrorismo islamista.