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In 3 sorsi – La recente autoproclamazione di Juan Guaidó come Presidente ad interim del Venezuela ha creato una situazione di stallo. Tra gli Stati europei la Spagna ha riconosciuto Guaidó, mentre l’Italia ha mantenuto fino ad ora una posizione più ambigua.

1. LA SITUAZIONE DEL VENEZUELA E LE REAZIONI DELLA COMUNITÀ   INTERNAZIONALE                       

Il Venezuela è un Paese chiave sia per quel che riguarda l’area latinoamericana che per gli equilibri globali. Caracas è infatti uno dei maggiori produttori di greggio a livello mondiale, nonché uno dei Paesi fondatori dell’OPEC. Dal 2013 Nicolás Maduro è a capo di un Governo che si ispira ai principi del socialismo bolivariano teorizzato dal suo predecessore Hugo Chavez. Nel corso degli ultimi anni la crisi economica si è accentuata notevolmente, tanto che milioni di venezuelani sono stati costretti a fuggire dal Paese a causa della repressione e della assoluta carenza dei beni di prima necessità. In questo quadro, il 23 gennaio scorso il presidente dell’Assemblea nazionale Juan Guaidó si è proclamato Presidente ad interim, facendo riferimento all’articolo 233 della Costituzione venezuelana. Questo avvenimento ha creato se possibile ancora più tensione all’interno del Paese e soprattutto una marcata divisione a livello internazionale. Gli Stati Uniti e i Paesi sudamericani del Gruppo di Limahanno infatti immediatamente riconosciuto il nuovo Presidente, mentre la Russia e la Cina appoggiano con forza Maduro. Buona parte dei Paesi europei (quanto meno i più importanti), inizialmente indecisi, hanno poi optato per il riconoscimento di Guaidó con due parziali eccezioni: la Spagna e l’Italia. La prima, dopo un lungo dibattito interno, ha deciso di riconoscere Guaidó, mentre la seconda ha optato alla fine per una posizione intermedia, non schierandosi apertamente per nessuno dei due attori in gioco.


Fig. 1 – Nicolás Maduro, attuale Presidente del Venezuela

2. IL VENEZUELA VISTO DA ROMA E MADRID

Il Governo italiano presieduto da Giuseppe Conte ha deciso bloccare la mozione unitaria proposta dall’Unione europea in favore del neo-presidente. Questa decisione è maturata in seguito a un dibattito tra le due forze di maggioranza. Da una parte infatti la Lega sembrava (e sembra) più disponibile ad aprire a un possibile riconoscimento nei confronti di Guaidó, nonostante questo andasse apertamente contro gli interessi della Russia. Insomma, tra Mosca e Washington in questo caso i leghisti avrebbero scelto la seconda. D’altra parte, il Movimento 5 Stelle ha da subito tenuto una linea più cauta. Questo atteggiamento più prudente si può spiegare alla luce dei legami ideali con movimenti, figure e cause latinoamericani. Hanno poi pesato lo scetticismo dei 5 Stelle nei confronti dei regime change ispirati dall’Occidente e la forte critica di molti suoi esponenti nei confronti del ruolo svolto dagli Stati Uniti in America Latina. Un altro elemento che sicuramente ha influito sulla posizione di Roma è la preoccupazione per la sorte della numerosa comunità italiana presente nel Paese sudamericano, che potrebbe subire pesanti ripercussioni nel caso di ulteriore peggioramento della situazione. Per quel che riguarda la Spagna, invece, il fragilissimo esecutivo (sono state convocate elezioni anticipate per aprile) guidato da Pedro Sánchez ha infine deciso di accostarsi alla linea dei maggiori Stati europei. Tuttavia anche a Madrid, prima di traversare il Rubicone, il dibattito è stato molto acceso, giacché Podemos, seconda forza dell’alleanza di Governo, ha da sempre tenuto posizioni filo-chaviste. Per questo motivo Sánchez ha concesso a Maduro otto giorni di tempo per indire nuove elezioni generali, scaduti i quali ha infine riconosciuto ufficialmente Guaidó.

Fig. 2 – La situazione in Venezuela è giunta a un punto di svolta in gennaio

3. ITALIA E SPAGNA ANCORA DIVISI

La discordante decisione sul Venezuela non è altro che l’ultima divergenza di vedute tra Roma e Madrid nel corso degli ultimi mesi. Nonostante infatti tale presa di posizione sia avvenuta dopo una lunga discussione in entrambi i Paesi, nel corso dell’ultimo anno Italia e Spagna hanno conosciuto più di una contrapposizione in merito a vari argomenti. Su tutti il tema dell’immigrazione, che ha rappresentato un fronte di propaganda politica per i Governi di entrambi gli Stati mediterranei. La posizione italiana e spagnola è particolarmente rilevante per quel che riguarda il Venezuela a causa della massiccia presenza di italiani nel Paese e per l’antico ruolo di potenza coloniale di Madrid nei confronti di Caracas. L’essere su fronti opposti rischia di portare a un indebolimento delle posizioni reciproche, minando ciò che resta dell’influenza di Roma e Madrid (e, in buona sostanza, europea) a Caracas, già scricchiolante a causa della presenza sulla scena di potenze (e superpotenze) ben più importanti e agguerrite.

                                                                                                    Michele Cenci

                                                                            

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