Puoi leggerlo in 3 min.

In 3 sorsi – Nell’ultima settimana di febbraio il presidente argentino Macri è stato impegnato in un tour istituzionale nel Sudest asiatico al fine di favorire accordi bilaterali con quei mercati in forte espansione.

1. SUDEST ASIATICO, MERCATO EMERGENTE

Il 17 febbraio scorso il presidente argentino Macri, accompagnato da funzionari e da una delegazione di circa 120 imprenditori, è partito verso l’Asia visitando l’India, il Vietnam e gli Emirati Arabi. I motivi di questa missione sono senz’altro da rintracciare nella forte espansione di questi mercati. Come indicato nell’ultimo Prosperity Index del 2018 del think tank londinese Legatum Institute, che si occupa di creare indici e dataset per misurare i cambiamenti della povertà e prosperità nel mondo, vediamo che i tre Paesi asiatici dal 2013 in poi hanno sensibilmente migliorato la propria posizione, piazzandosi nei primi 100 posti sui 149 Stati presi in considerazione (Emirati arabi n. 39, Vietnam n. 81 e India n. 94). L’Indice di prosperità prende in considerazione numerose variabili quali la governance, lo sviluppo scolastico, la libertà personale e la qualità economica. Quest’ultima, se assunta quale unico parametro di riferimento, produce un risultato ancor più positivo, in quanto porterebbe i tre Paesi asiatici nelle prime 60 posizioni.
Secondo le stime dell’Economic Outlook del FMI di gennaio 2019, per l’economia indiana è prevista una crescita del 7,5% per l’anno in corso e del 7,7% per il 2020, trend dovuto principalmente da un forte consumo privato e dagli effetti derivanti dalla graduale attuazione delle riforme strutturali che incentivano gli investimenti privati. Per gli Emirati Arabi Uniti, sempre il FMI prevede un trend stabile di crescita del 3,7% per l’anno attuale e una previsione del 3,6% per il 2020. In questo caso, nonostante la sensibilità dell’economia degli Emirati alle fluttuazione del mercato petrolifero, un forte slancio all’economia dovrebbe arrivare dagli stimoli fiscali e dagli investimenti infrastrutturali legati alla preparazione di Expo 2020.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Quella di Dubai sarà la prima Esposizione universale in Medio Oriente

2. INTERESSI ARGENTINI IN VIETNAM

Di particolare importanza riveste la visita in Vietnam del presidente Nguyen Phu Trong. L’Argentina, infatti, è il secondo partner commerciale del Vietnam in America Latina, e i loro scambi commerciali hanno visto un aumento da 1,4 miliardi di dollari nel 2013 a 2,9 miliardi del 2018, con una previsione di un aumento fino ai 5 miliardi per i successivi anni. I principali prodotti esportati nel Paese asiatico, secondo l’Observatory of Economic Complexity, con riferimento ai dati del 2017, riguardano essenzialmente materie prime come farina di soia, mais e grano. Viceversa, il Vietnam esporta nel Paese latino principalmente prodotti tecnologici come telefoni, computer, circuiti integrati e accessori per il broadcasting. La visita del presidente Macri, durata un paio di giorni, si è conclusa il 21 febbraio in occasione del Business Forum Vietnam-Argentina, nel quale sono stati firmati vari accordi, tra i quali un programma d’azione comune sulla cooperazione tecnica tra il Ministero vietnamita del Lavoro, degli Invalidi e degli Affari sociali e il Ministero degli Affari esteri e del Culto argentino; un programma di scambi culturali tra il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo del Vietnam e il Ministero dell’Istruzione, della Cultura, della Scienza e della Tecnologia dell’Argentina per il periodo 2019-2020; un accordo di cooperazione tra Radio The Voice of Vietnam e il sistema federale argentino di contenuti e media pubblici.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Il Presidente argentino, Mauricio Macri.

3. PROSSIME ELEZIONI PRESIDENZIALI IN ARGENTINA

L’importante viaggio nel Sudest asiatico può essere inquadrato come una strategia politica in vista delle imminenti elezioni presidenziali. Il 27 ottobre infatti si terranno le prossime elezioni per la Casa Rosada, alle quali l’attuale presidente Macri, in un’intervista al giornale argentino Clarín, ha confermato la propria candidatura. Il sistema elettorale argentino è previsto direttamente dalla Costituzione, riformata nel 1994, che indica la modalità di voto nel Capitolo II (Sez. II del potere esecutivo) dagli articoli 94 al 98. In base al dettato costituzionale, il Presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale, in un doppio turno, per 4 anni, con possibilità di un rinnovo per un secondo mandato. Qualora nessun candidato raggiunga al primo turno il 45% dei voti validi, o il 40% con un distacco di 10 punti percentuali dal secondo, si svolge il secondo turno di ballottaggio tra i primi due candidati. Sul fronte opposto il nome attualmente più forte sembrerebbe essere l’ex presidente della Repubblica Cristina Fernández de Kirchner, la quale non ha ancora espresso ufficialmente la volontà di candidarsi, dato che al momento si trova alle prese con problemi giudiziari. Altre ipotesi di candidatura sono il Governatore della provincia di Salta, Juan Manuel Urtubey, e il leader del Frente Renovador, Sergio Massa. Tra le tematiche che sicuramente troveranno ampio dibattito, la crisi economica che ha colpito il Paese l’estate scorsa e le misure proposte dall’attuale presidente Macri, che, secondo gli analisti, porteranno i primi risultati nel quarto trimestre dell’anno, in concomitanza con la bagarre elettorale.

Marco D’Amato


Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.