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In 3 SorsiIn preparazione delle elezioni europee di maggio 2019, le Istituzioni europee si stanno muovendo su due fronti, incoraggiando la partecipazione al voto e contrastando la diffusione di notizie false sul web.

1. INCORAGGIARE LA PARTECIPAZIONE: LE INIZIATIVE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Nonostante un costante declino della partecipazione elettorale alle europee (42% a livello europeo nel 2014, 57% in Italia), è probabile che il rinnovato dibattito sull’Unione Europea si traduca in una maggiore affluenza dei cittadini europei alle urne. Tuttavia, in un momento in cui i sentimenti anti-europeisti sono forti e diffusi in diversi Paesi europei, si teme che gli elettori anti-europeisti abbiano un impatto maggiore sulla definizione degli equilibri politici della prossima legislatura. Per incoraggiare una più ampia partecipazione al voto, il Parlamento Europeo, con la campagna #thistimeimvoting (#stavoltavoto, in Italia), si rivolge soprattutto a giovani e studenti, che hanno maggior fiducia nell’Europa, ma un alto tasso di astensionismo. L’iniziativa, che si declina in una serie di campagne online e siti web dedicati per ciascun Paese europeo, mira a stimolare gli elettori a condividere online la propria scelta di andare alle urne, invitare i propri contatti a fare altrettanto e attivarsi a livello locale per organizzare eventi su temi europei.

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Fig. 1 – Il Parlamento Europeo, in vista delle europee di maggio 2019, ha avviato la campagna #thistimeimvoting per incoraggiare gli elettori a votare

2. CONTRASTARE DISINFORMAZIONE E FAKE NEWS: LE CONTROMISURE

Considerato il rischio che le elezioni europee siano oggetto di campagne di disinformazione online e notizie false, le Istituzioni europee stanno prendendo una serie di contromisure. In una Comunicazione di aprile 2018, la Commissione ha delineato “l’approccio europeo” di contrasto alla disinformazione online, individuando i seguenti obiettivi: rendere le piattaforme online più controllate, trasparenti e affidabili, proteggere la sicurezza dei processi elettorali, promuovere l’educazione digitale, sostenere la qualità e il pluralismo dei media, rafforzare la capacità dell’UE di rispondere agli attacchi esterni e contrastare la diffusione di notizie false sull’UE. Tra le azioni principali che hanno fatto seguito a questa comunicazione, vale la pena citare il Codice di Condotta contro la disinformazione, con cui Google, Facebook, Twitter e Mozilla si sono impegnati ad attuare una serie di misure e a rendere conto alla Commissione delle azioni intraprese su base mensile. Un’altra iniziativa, parte del Piano d’Azione adottato a dicembre 2018, è il cosiddetto “Sistema di Allarme Rapido”, finalizzato a facilitare la collaborazione e il coordinamento tra gli Stati membri nell’identificare e rispondere alle campagne di disinformazione in rete.

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Fig. 2 – La Commissione, e in particolare la commissiaria per l’Economia e la Società digitale Mariya Gabriel, sono in prima linea nelle iniziative europee finalizzate a contrastare disinformazione e fake news

3. IL WEB E LA DEMOCRAZIA

Come dimostrato dalla campagna #stavoltavoto e dalle misure per contrastare la disinformazione messe in atto dalle Istituzioni europee, il web può costituire – al tempo stesso – un’opportunità e un rischio per i nostri processi democratici. E’ difficile stimare quale sarà l’impatto delle iniziative per contrastare la disinformazione, ma molto probabilmente costituiscono solo l’inizio di un percorso lungo e complesso, che ha assunto carattere di necessità e urgenza solo recentemente, a seguito delle rivelazioni sulle interferenze nelle elezioni negli Stati Uniti del 2016 e del referendum sulla Brexit. Sicuramente, per fare progressi sarà necessaria la collaborazione reale dei giganti del web, facoltativa come nel caso del Codice di condotta o obbligatoria nel caso in cui si decida in futuro di adottare un regolamento vincolante. Saranno però l’educazione e la capacità critica di ciascuno, da una parte, e la presenza diffusa di media indipendenti e plurali, dall’altra, i fattori critici di successo. Elementi che vanno supportati e protetti da ciascun Paese europeo, con la collaborazione di tutti.

Sara Verduci

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