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giovedì 2 Aprile 2020
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    Ungheria: Orbàn ottiene pieni poteri

    In 3 Sorsi - Il Parlamento ungherese ha approvato...

    “Whatever it takes” made in USA

    Questa celebre frase, pronunciata dall’ex presidente della BCE Mario Draghi all'indomani della crisi dei debiti sovrani dell'UE, è passata alla storia. Di fronte ad una prospettiva di recessione pari, se non peggiore a quella che minacciò l’Eurozona qualche anno fa, anche la Casa Bianca si è mobilitata in maniera altrettanto risolutiva per scongiurare la potenziale catastrofe economica successiva all’epidemia di COVID-19.

    L’Italia e la space economy

    In breve

    Dove si trova

    Puoi leggerlo in 1 min.

    Ristretto – AstroCaffèIl Caffè ha partecipato all’evento dell’AIPAS dedicato alla space economy e al ruolo dell’Italia.

    Con il termine “space economy” si intende la filiera che dalla ricerca e sviluppo porta ai servizi basati su piattaforme spaziali utilizzabili da utenti di ogni tipo. Alcuni Paesi sono all’avanguardia nel settore, come ad esempio gli Stati Uniti. Qui, unendo gli attori pubblici (la NASA, ma non solo) e privati si riesce a coprire tutto lo spettro di passaggi che porta dall’idea al servizio, compreso il lancio. Per ogni tipologia di satellite esistono numerose applicazioni connesse. Basti pensare che le piattaforme spaziali dedicate all’osservazione della Terra (sia con sensori ottici sia radar) possono essere usate in vari campi, come l’agricoltura, il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze connesse ai disastri naturali, la sicurezza e la difesa. Anche i satelliti per il posizionamento, la navigazione e la sincronizzazione temporale globale hanno molte applicazioni. Da quella più immediata dei navigatori satellitari installati nelle nostre automobili e nei nostri smartphone alla sincronizzazione delle transazioni azionarie e finanziarie globali passando per la gestione del traffico (i semafori di New York City sono sincronizzati grazie al GPS).

    Per l’Italia, essere membro dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Unione Europea è fondamentale per poter partecipare all’intera filiera della space economy. Ma anche da sola qualcosa può fare (e sta facendo), creando programmi volti allo sfruttamento nazionale di asset spaziali europei come il GovSatCom (pooling and sharing di satelliti per le telecomunicazioni), il Galileo (navigazione, posizionamento e sincronizzazione temporale globale) e Copernicus (osservazione della Terra). Il 20 febbraio scorso, l’AIPAS (associazione che riunisce la PMI italiane nel settore spaziale, oltre ad alcune grandi aziende) ha tenuto un evento presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), proprio sulla space economy. Il Caffè era presente. Durante l’evento, che ha visto l’utilizzo di un sistema innovativo per la partecipazione del pubblico, sono state discusse diverse tematiche concernenti il valore economico e strategico delle applicazioni spaziali per il nostro Paese oltre a fare una disanima della situazione attuale e delle prospettive future.

    Emiliano Battisti

    L'Italia e la space economy 1
    Emiliano Battisti

    Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato di spazio, difesa antimissile e velivoli militari.  Attualmente sono Segretario Generale e respondabile del coordinamento dei Social Media, del desk Nord America e del desk spaziale AstroCaffè. Ho pubblicato il libro Storie Spaziali, edito da Paesi Edizioni.

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