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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN
  • Le forze governative afghane hanno lanciato diverse operazioni antiterrorismo in varie aree nella provincia meridionale di Helmand. Sette militanti talebani, tra cui l’importante comandante Qari Janan, sono stati uccisi. Durante le operazioni sono stati anche distrutti otto nascondigli talebani.
  • I talebani hanno ucciso 21 persone in due attacchi in Afghanistan, tra cui 11 poliziotti. Il primo attacco è avvenuto contro le forze di polizia presso un posto di blocco, nel distretto di Baghlani Markazi. In un secondo attacco i talebani hanno colpito una milizia filogovernativa in un villaggio nella provincia settentrionale di Samangan, uccidendo 10 persone, tra cui una donna.
IRAQ
FILIPPINE
  • Cinque soldati dell’esercito filippino e tre membri del gruppo terroristico Abu Sayyāf, affiliato allo Stato Islamico, sono deceduti dopo una violenta sparatoria nella giungla intorno alla città di Patikul, sull’isola filippina meridionale di Jolo. Abu Sayyāf è accusato per il violento attacco alla Cattedrale di Nostra Signora del Monte Carmelo a fine gennaio.
SIRIA
SOMALIA
  • Droni dell’esercito statunitense hanno ucciso 37 combattenti di al-Shabaab. Un primo attacco aereo è avvenuto nelle vicinanze di Shebeeley, nella regione di Hiran, un secondo a Gandarshe, 48 chilometri a sud di Mogadiscio.
  • I militanti di al-Shabaab hanno condotto due operazioni terroristiche. Nella prima hanno ucciso a colpi d’arma da fuoco Paul Anthony Formosa, direttore del porto di Bosaso nello Stato semi-autonomo del Puntland e responsabile del progetto di costruzione per DP World. Nella seconda operazione, condotta lo stesso giorno, hanno fatto detonare un’autobomba nel mercato di Hamarweyne nella capitale Mogadisciom causando la morte di nove persone .
  • Al-Shabaab ha condotto un attentato suicida nel Sud della Somalia, uccidendo 16 soldati etiopi. Un attentatore ha condotto un veicolo carico di esplosivo contro una base militare nella città di Bardera, situata nella parte meridionale della regione di Gedo, al confine tra Somalia e Kenya.
  • L’Agenzia di servizi segreti nazionali somali (NISA) ha dichiarato di aver condotto una vasta operazione di controterrorismo e di aver ucciso 40 combattenti al-Shabaab nel villaggio di Farsoley, nella regione di Lower Shabelle, nel Sud del Pase.
YEMEN
  • Le Forze Armate dello Yemen hanno annunciato il lancio di una vasta operazione di sicurezza contro gruppi legati allo Stato Islamico e ad al-Qa’ida nelle campagne occidentali della provincia meridionale di Taiz.
NIGERIA
  • Lo Stato Islamico della provincia dell’Africa occidentale (ISWA) ha attaccato un convoglio militare vicino alla città di Dikwa, a circa 90 chilometri a est della capitale dello Stato del Borno, Maiduguri, verso il confine con il Ciad. I terroristi a bordo di motociclette hanno attaccato il convoglio militare intorno alle 19:40, uccidendo otto soldati dell’esercito regolare nigeriano.
  • Boko Haram ha condotto un violento attacco nella città di Rann, nel Nordest del Paese, uccidendo 60 persone. I combattenti hanno attraversato la città in motocicletta dando fuoco alle case e uccidendo le persone.
  • Le truppe dell’esercito nigeriano hanno ucciso 11 membri del gruppo terroristico Boko Haram, durante una sparatoria a Madagali.
MALI
  • Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM) ha lanciato un attacco con autobomba contro la base militare maliana di Tarkint, 160 chilometri a nord della città di Gao. Il kamikaze, identificato come Tamim al Ansari, ha fatto detonare il suo veicolo vicino alla base. In una dichiarazione rilasciata dall’esercito maliano è stato affermato che due soldati sono stati uccisi nell’assalto, mentre altri 10 sono rimasti feriti.

Fig. 1 – Tamim al Ansari, autore dell’attentato a Tarkint, in Mali

Fig. 2 – Il comunicato dell’operazione in Mali

IRAN
  • Un membro dei Guardiani della rivoluzione iraniani è stato ucciso e cinque commilitoni sono rimasti feriti in un attacco contro una base dei Basij, una forza paramilitare affiliata ai pasdaran, nel Sudest dell’Iran, nella città di Nik Shahr nella provincia del Sistan-Belūcistān. Il gruppo terroristico Jaish al-Adl, affiliato ad al-Qa’ida, ha rivendicato l’attacco. L’attentato è avvenuto mentre il Paese celebrava il 40° anniversario della rivoluzione islamica.
  • Circa 41 pasdaran sono morti in un attentato kamikaze rivendicato dal gruppo jihadista sunnita Jaish al-Adl, che ha colpito un autobus dei Guardiani della Rivoluzione nella città di Chanali, nella provincia del Sistan e Belūcistān, nel Sudest dell’Iran. Jaish al-Adl è nato nel 2012 ed è composto da ex militanti di Jundullah, smantellato due anni prima dalle forze di sicurezza iraniane. Agisce nella provincia del Sistan e Belūcistān, la più turbolenta dell’Iran, dove si svolge un intenso traffico di droga e dove rimangono forti spinte secessionistiche da parte di gruppi e organizzazioni sunnite che non accettano il controllo delle Autorità sciite.
INDIA
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Fig. 3 – L’area dell’attentato contro le CRPF nel Jammu e Kashmir

BURKINA FASO
USA
LIBIA
  • Le forze di sicurezza libiche hanno arrestato un importante membro di al-Qa’ida fuggito dalla città orientale di Derna, dove era rientrato dopo la caduta di Gheddafi. L’uomo, Abdel Qader Azuz, uno dei militanti più anziani di Derna, è stato arrestato nella città occidentale di Misurata e poi portato nella capitale Tripoli.
EGITTO
  • Le Forze Armate egiziane hanno ucciso otto militanti di Daesh in un attacco aereo nel deserto occidentale del SinaiL’Egitto ha lanciato l’operazione “Sinai 2018” circa un anno fa, nel tentativo di rimuovere Daesh dalla penisola del Sinai nord-orientale e da altre parti del Paese, compreso il deserto occidentale al confine con la Libia.
TUNISI
JIHADIMEDIA
  • Al-Qa’ida: il 5 febbraio l’organizzazione propagandistica di al-Qa’ida, As Sahab, ha pubblicato un video di 45 di Ayman al-Zawahiri. La maggior parte del video, intitolato “La via della salvezza”, è dedicato a spiegare perché i jihadisti non sono riusciti ad affermarsi nei Paesi che hanno vissuto le rivolte arabe del 2011.

Fig. 4 – Il leader di al-Qa’ida, al-Zawahiri nel video “La via della salvezza”

Il leader sostiene che le insurrezioni arabe fallirono perché troppe persone erano disposte a prendere parte a elezioni democratiche sotto costituzioni secolari, alcuni salafiti erano troppo ansiosi di obbedire ai loro governanti corrotti. Zawahiri critica inoltre il progetto jihadista in Siria per la durezza e la violenza, rivolgendosi, non esplicitamente, al gruppo di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), accusato di aver fatto troppo affidamento sul supporto turco.

Daniele Garofalo

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