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La Grecia si presenta al Mondiale di Sud Africa 2010 a fari spenti con una formazione combattiva e senza troppe pretese. Il girone con Argentina, Nigeria e Corea del sud, non lascia molte speranze di passaggio del turno agli uomini di Otto Rehagel e sembra davvero improbabile pensare alla replica di un ottimo risultato, come quello dell’Europeo portoghese, per tentare di risollevare l’umore di un paese in ginocchio a causa della crisi economica.

Il Paese

Da diverse settimane, ormai, la Grecia è al centro dell’attenzione mondiale a causa della gravissima crisi economica che ha flagellato il paese. Analisi e dossier economici descrivono la drammatica salute economica della nazione ellenica ponendo l’attenzione sull’enorme debito pubblico e sul pesantissimo rapporto tra la spesa pubblica e il prodotto interno lordo. Proprio quest'ultimo fattore ha scatenato l’aumento vertiginoso dei prezzi di moltissimi prodotti nonché un impressionante ridimensionamento dell’occupazione, riduzioni e tagli in ogni settore economico del paese. Atene sembra davvero essere ad un passo dalla totale bancarotta. Il tutto senza calcolare gli immensi danni subiti dal turismo a causa dalle crescenti tensioni sociali e dei conseguenti scontri, spesso anche armati, tra la popolazione e la polizia. Il paese sembra essere sull’orlo di una vera e propria rivolta popolare. Al momento attuale pare che solo che un intervento economico delle nazioni dell’Unione Europea possa salvare Atene da giorni ancora più bui. Il calcio in quest'occasione può davvero poco.

Caffè in pillole

• Nelle scorse settimane, il governo greco, guidato da Yorgos Papandreou, ha imposto alla popolazione misure economiche drastiche: taglio di parte della tredicesima e della quattordicesima dagli stipendi dei dipendenti pubblici, aumento dell’Iva (mediamente del 2%) dei prodotti in commercio, sovrattasse su sigarette ed alcolici, considerevoli aumenti della benzina passata in breve tempo dal costo di 1,10 euro al litro a punte di 1,50 euro.

• La bandiera greca, che riporta i colori bianco (simbolo di purezza) e l'azzurro (simbolo di eternità), fu scelta da patrioti e fu adottata fin dal 1832. La croce indica il simbolo cristiano e le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale: "Libertà o Morte". Secondo l'interpretazione popolare la bandiera sarebbe blu come il mare e bianca come la schiuma delle onde sottolineando cosi la prevalente attività marittima che la Grecia ha sempre avuto fin dalla storia antica.

La squadra: tra gli eroi del Portogallo e le nuove leve

La rosa a disposizione del tecnico selezionatore, cittadino onorario greco ed eroe nazionale Otto Rehagel, sembra essere un mix fra campioni del 2004, come Charisteas, Seitaridis, Karagounis, Katsouranis, ed una nuova leva di giovani rappresentati soprattutto dal giovane talento Ninis. Trequartista dotato di tecnica e velocità, in questo Mondiale Sotir Ninis potrebbe davvero trovare una vetrina d’eccezione per farsi notare. Da notare l’esclusione dello storico, ma oramai datato portiere Nicopolidis. La difesa si presenta farcita di giocatori fisici come Kyrgiacos del Liverpool e degli “italiani” Moras e Papastatopulos, ma tuttavia sprovvista di terzini dotati di particolari doti di spinta in appoggio delle punte. A centrocampo regnerà come al solito l’organizzazione tattica ed il pressing sistematico per tentare di irretire le giocate dell’avversario, con la parte di costruzione della manovra affidata alle giocate dell’affidabile Karagounis oppure del citato gioiellino Ninis. In attacco sembra scontata la presenza della seconda punta Gekas, capocannoniere europeo delle qualificazioni con 10 reti ed autore di un’ottima annata di Bundesliga quest’anno, affiancato da una punta centrale tra Caristeas e Samaras. Insomma una nazionale tutta corsa, pressing e olio di gomito, che tenterà attraverso queste armi di compensare la differenza tecnica con le sue più blasonate avversarie.

Geopallone

Dopo non essersi qualificata al Mondiale 2006, la Grecia torna alla ribalta. Storicamente la Nazionale greca ha sempre giocato le sue partite più accese contro i vicini della nazionale turca. Grecia e Turchia, già rivali nella corsa al Mondiale tedesco, sono finite nello stesso girone di qualificazione ad Euro 2008 e, nonostante la Grecia abbia sofferto un pesante 4-1 casalingo, ha poi finito la sua corsa in testa al girone seguita proprio dai rivali, che è riuscita a battere per 1-0 ad Istanbul. Atene ed Ankara hanno ancora aperto un contenzioso di politica estera riguardante la questione cipriota. Dal 1963 ad oggi la situazione di tensione e guerra effettiva venutasi a creare sull'isola di Cipro tra le comunità greco-cipriota (maggioritaria) e quella turco-cipriota (minoritaria) non risulta essersi ancora risolta. Proprio a causa del perdurare di una situazione esplosiva, l'isola è ancora divisa in due: ad ovest la Repubblica di Cipro a maggioranza greco-cipriota, riconosciuta internazionalmente e membro dell'Unione Europea, mentre ad est troviamo l'autoproclamata Repubblica Turca di Cipro Nord la quale occupa un terzo dell'isola e che allo stato attuale risulta riconosciuta esclusivamente dalla Turchia.

Mauro Incordino

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