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In breve

  • I due Paesi che compongono la regione continuano a essere simbolo di due approcci molto diversi sia in politica estera sia interna. Tanto è unilateralista (o al massimo bilateralista) Trump tanto Trudeau cerca di avere un approccio di tipo multilaterale, senza rigettare le istituzioni internazionali né i partner tradizionali. I negoziati per il trattato che dovrebbe sostituire il NAFTA, lo USMCA, hanno registrato scambi molto duri a livello retorico tra Washington e Ottawa. Per non parlare delle dichiarazioni di Trump al momento di lasciare il G7 tenutosi in Canada nel 2018.
  • Le elezioni di midterm hanno indebolito Trump sul piano interno, ma l’aver mantenuto il Senato dalla sua parte e l’avere una maggioranza conservatrice alla Corte Suprema gli garantiscono, con quasi certezza, la permanenza alla Casa Bianca almeno fino al 2020. Il Presidente statunitense ha notevoli poteri d’iniziativa in politica estera e non esiterà a a usarli per compensare  stalli interni.
  • Il Canada ha in un certo senso “subito” lo USMCA, ma è riuscito a mantenere diversi punti chiave per la sua strategia commerciale. Il Paese rimane stabile e si prepara alle elezioni politiche del 2019, dove il Premier Trudeau cercherà la riconferma.
  • Il trattato USMCA deve essere ancora ratificato da tutti e tre i Paesi firmatari.

Aree di crisi

  • Cina: non è un mistero che diversi punti dell’USMCA siano stati voluti da Washington per fermare, o quanto meno rallentare, l’avanzata commerciale della Cina nell’area nordamericana (più il Messico). Nonostante i toni più cauti, anche il Canada è coinvolto in prima linea, come testimoniato dall’arresto, avvenuto sul proprio territorio della direttrice finanziaria della Huawei.
  • Iran: l’obiettivo principale di Trump e dei repubblicani in Medio Oriente. Le sanzioni sono di nuovo in vigore e il Segretario di Stato Pomepo ha avvertito Teheran che non saranno tollerati neanche lanci satellitari.
  • Corea del Nord: al di là della retorica, non ci sono stati passi concreti verso la denuclearizzazione del Paese (come era da aspettarsi). Il dossier è strettamente legato a quello cinese. Una ripresa della guerra commerciale a tutto campo con Pechino potrebbe far sì che Pyongyang possa riprendere i test missilistici con l’avallo (non esplicito) del suo potente vicino.
  • Russia: Trump ha finora agito ambiguamente nei confronti di Mosca. Se, da un lato, ha provato a modo suo a normalizzare i rapporti con Putin, dall’altro non ha provato a impedire il rinnovo delle sanzioni internazionali. A ciò si è aggiunta la recente uscita di Washington da trattato INF. L’annunciato ritiro unilaterale statunitense dal teatro Siriano potrebbe essere un “regalo” (non si sa quanto voluto) alla Russia. Rimane in piedi la collaborazione a livello spaziale.

Opportunità

  • Commercio: dato l’ormai chiaro atteggiamento degli Stati Uniti in tema commerciale, il Canada offre una buona alternativa in questo settore. Nei rapporti con l’Unione Europea il principale strumento potrebbe essere il trattato CETA, il quale è solo parzialmente in vigore in attesa della ratifica da parte degli Stati Membri.
  • Difesa: nonostante i toni non sempre cordiali tra i due Governi, Stati Uniti e Canada continuano a condividere diversi asset in materia di Difesa, il principale dei quali è il NORAD (North American Aerospace Defense Command), oltre al fatto che le maggiori forniture di armamenti per le Forze Armate di Ottawa sono made in USA.

Personaggio dell’anno

Trump: la composizione di questa regione (due Paesi) rende la competizione meno ardua, ma si può essere certi che il Presidente statunitense avrebbe “vinto” anche in un contesto più ampio. Da quando è stato eletto, sembra che tutto, sia in politica interna sia estera, ruoti intorno a lui e spesso ai suoi tweet. È arrivato a metà del suo mandato e ha già smantellato diverse eredità di Obama soprattutto a livello internazionale. Il 2019 però inizia in salita: la Camera in mano ai democratici, il braccio di ferro sul muro (che ora è una barriera di ferro) al confine con il Messico, l’inchiesta Russiagate che diviene ogni giorno più concreta.

Eventi dell’anno

  • 29 gennaio, discorso di Trump sullo Stato dell’Unione
  • febbraio, primo lancio del veicolo spaziale Crew Dragon della SpaceX;
  • 28-29 giugno, vertice G20 in Giappone;
  • 20 luglio, 50° anniversario del primo atterraggio sulla Luna;
  • 25-29 agosto, vertice G7 in Francia;
  • entro 21 ottobre, elezioni federali in Canada.

Emiliano Battisti

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.