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Chi sono gli Iraniani in Italia? (I)

Due milioni di Iraniani vivono al di fuori dei confini nazionali, venticinquemila dei quali in Italia. Negli ultimi anni la comunità iraniana residente nella penisola è cresciuta in maniera esponenziale e la percentuale femminile di residenti sta eguagliando quella maschile, con una forte presenza di studenti universitari

LA DIASPORA IRANIANA NEL MONDO – Il recente fenomeno dell’emigrazione iraniana e la conseguente diaspora mondiale possono essere suddivisi in due grandi ondate: una precedente e una immediatamente successiva alla Rivoluzione islamica del 1979. La prima ondata migratoria, costituita principalmente da studenti, era essenzialmente finalizzata all’acquisizione delle competenze necessarie per il progresso tecnico e scientifico del Paese. All’industrializzazione dell’Iran, voluta dalla monarchia Pahlavi negli anni Sessanta, corrispondeva l’impossibilità delle università iraniane di formare tutti coloro che avrebbero dovuto comporre la futura classe dirigente. Nonostante questa tipologia di migrazione fosse nata come temporanea, in conseguenza degli eventi rivoluzionari molti studenti decisero di stabilirsi definitivamente all’estero. La seconda ondata migratoria, costituita da un numero molto maggiore di Iraniani rispetto alla precedente, era principalmente composta da persone in fuga per motivi politici – tra cui membri delle minoranze religiose, sostenitori del regime monarchico e intellettuali – accanto a donne e intere famiglie che sceglievano di non dover sottostare alle nuove regole imposte dal regime. L’avvento della Repubblica islamica non ha interrotto lo spostamento di studenti universitari che costituiscono tutt’oggi una buona parte degli Iraniani della diaspora. Alcuni studiosi parlano di una terza ondata migratoria iniziata nella seconda metà degli anni Novanta e composta principalmente da due gruppi: uno di studenti, ricercatori e intellettuali e uno di persone di classe medio-bassa in cerca di migliori opportunità lavorative all’estero.

Fig. 1 –  La maggiore concentrazione di Iraniani negli Stati Uniti si registra nella contea di Los Angeles, soprannominata “Tehrangeles” per l’elevato numero di cittadini di origine iraniana che vi risiedono. A Los Angeles hanno sede oltre venti di televisioni e canali radiofonici che trasmettono in persiano

Si ritiene che gli Iraniani residenti fuori dai confini nazionali siano circa due milioni anche se risulta impossibile stimarne il numero esatto a causa dei differenti metodi di indagine utilizzati dai Paesi ospitanti. La maggior concentrazione sembra essere in Turchia, in Canada e negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Europa le nazioni con maggiore presenza di Iraniani sono la Svezia, la Germania, il Regno Unito e la Francia. Pur se le mete preferite dagli Iraniani sono state, già dal periodo pre-rivoluzionario, i Paesi del Nord Europa e del Nord America, molti hanno fatto una prima tappa in Italia, prevalentemente per motivi di studio. Alcuni hanno poi scelto di stabilirsi nella penisola creandosi una famiglia e occupando spesso posizioni lavorative di rilievo.

IRANIANI IN ITALIA: CARATTERISTICHE DEMOGRAFICHE – Secondo stime recenti si ipotizza che in Italia risiedano oltre 25 mila Iraniani, anche se i dati forniti annualmente dall’ISTAT e dalla Caritas riportano cifre molto inferiori e fra di loro discordanti. La principale incongruenza tra tali numeri consiste nel fatto che queste stime prendono in considerazione solamente i cittadini iraniani che fanno regolare richiesta di permesso di soggiorno. Nella cifra totale sono invece compresi anche i residenti temporanei in possesso del solo visto, i clandestini, i nomadi e i detenuti negli istituti carcerari italiani sprovvisti di passaporto iraniano, i membri del corpo diplomatico con le loro famiglie, i minori che compaiono sullo stesso permesso di soggiorno dei genitori e quelli con una seconda cittadinanza per la quale non è richiesto il possesso del permesso di soggiorno.

Fig. 2 – Shenasname, documento di identità iraniano utilizzato anche come  certificato di stato civile e tessera elettorale. Per chi entra in Italia illegalmente e sprovvisto di passaporto spesso lo shenasname è l’unico mezzo per identificare il possesso della cittadinanza iraniana

Secondo il Ministero dell’Interno tra il 2006 e il 2013 le richieste di permesso di soggiorno da parte di cittadini iraniani sono aumentate di 2000 unità, contribuendo anche all’aumento dei comuni di residenza degli Iraniani che sono passati, negli stessi anni, da 823 a 881. Secondo una suddivisione per fasce di età fornita dall’ISTAT nel 2011 i gruppi di Iraniani più rappresentati erano quelli tra i 25 e i 29 anni e quelli tra i 30 e i 34 anni, rispettivamente con 1.252 e 1.144 soggetti su un totale di 8.437. Il gruppo meno consistente corrispondeva alla fascia di età compresa tra i 60 e i 64 anni, rappresentato da 270 Iraniani. Per quanto riguarda la suddivisione geografica, sempre secondo i dati ISTAT, nel 2014 la popolazione iraniana era concentrata principalmente in quattro regioni: Lombardia (con 2.409 Iraniani), Lazio (1.948), Emilia-Romagna (1.098) e Piemonte (1.009). Rispetto alla suddivisione di genere risulta che nel 2014 il 53 per cento degli Iraniani in Italia era costituito da uomini [Fonte: Ministero dell’Interno], in calo rispetto al 54 per cento del 2011 [Fonte: ISTAT] e al 70 per cento del 1999 [Fonte: Casari, 2006].

PREVALENZA DI STUDENTI UNIVERSITARI – Dato l’elevata percentuale di popolazione giovanile in Iran (circa il 70 per cento degli oltre 78 milioni di abitanti ha meno di 30 anni) e la difficoltà ad accedere ai corsi universitari in patria, moltissimi studenti decidono di proseguire gli studi all’estero. Dato che gli atenei italiani, meno selettivi rispetto a quelli di altre nazioni, offrono la possibilità di iscriversi a corsi per i quali non è previsto il numero chiuso e concedono borse di studio agli studenti stranieri con reddito basso, ogni anno circa mille giovani iraniani arrivano in Italia con l’intenzione di iscriversi alle nostre università anche se una buona parte di loro tende a trasferirsi in altre nazioni europee o del Nord America, non appena se ne presenti l’occasione. Molti sono, inoltre, i giovani che optano per la rinuncia agli studi e scelgono di tornare in patria nel corso del primo anno accademico, o ancora prima di iscriversi all’università.

Fig. 3 – Il Governo iraniano permette agli studenti universitari residenti all’estero di acquistare ogni anno un biglietto di andata e ritorno per l’Iran scontato del 50 per cento viaggiando con la compagnia di bandiera Iran Air 

Nell’anno accademico 2012/2013 nelle sole Università pubbliche della penisola erano iscritti 2.667 studenti iraniani (1.418 donne e 1.249 uomini), il 9,79 per cento del totale dei 27.246 studenti stranieri comunitari ed extracomunitari [Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale]. Questa cifra si riferisce solamente agli studenti in possesso di permesso di soggiorno per motivi di studio e non include dunque gli Iraniani che svolgono anche un’attività lavorativa né quelli che hanno la doppia cittadinanza. Un dato interessante riguarda le ultime informazioni disponibili sul numero di stranieri laureati nel 2014: su 10.719 stranieri (il 3,5 per cento del totale dei laureati), gli Iraniani risultavano al quinto posto dopo Albanesi, Cinesi, Romeni e Camerunensi con 378 lauree conseguite, costituendo il 3,5 per cento dei laureati stranieri [Fonte: Centro Studi e Ricerche IDOS 2016].

I GRUPPI MENO RAPPRESENTATI: DETENUTI, RICHIEDENTI ASILO E NOMADI – A differenza della cospicua presenza di giovani studenti iraniani iscritti nelle università italiane si può osservare una bassissima concentrazione di cittadini di origine persiana tra i detenuti, i richiedenti asilo e i nomadi. Secondo dati forniti dal Ministero della Giustizia, nel 2015 le carceri italiane ospitavano trenta detenuti iraniani, tutti di sesso maschile, che costituivano appena lo 0,2 per cento del totale dei 17.403 detenuti stranieri. Da questi dati si può dunque evincere che, in generale, gli Iraniani in Italia non sono a rischio criminalità. Per quanto riguarda la presenza di richiedenti asilo provenienti dall’Iran è opportuno sottolineare che solo nel 1990 l’Italia ha aperto il diritto di asilo ai cittadini extra-europei e che i dati forniti dal Governo sul numero di rifugiati riguardano solo le cinque nazionalità con maggiori richieste. Dal 1990 ad oggi l’Iran si è trovato tra le prime cinque nazioni di provenienza dei richiedenti asilo solo negli anni 1994 (con 102 richieste), 1995 (134), 1996 (46), 1997 (75) e 1999 (239) [Fonte: Centro Studi e Ricerche IDOS 2014]. Confrontando questi dati con quelli riguardanti il flusso totale degli Iraniani che hanno richiesto il riconoscimento dello status di rifugiato negli ultimi anni in Europa possiamo osservare come, ad un aumento generale del numero dei rifugiati provenienti dall’Iran in Europa, si accosti una drastica diminuzione degli stessi in Italia, che opterebbero per trasferirsi in altre nazioni.

Fig. 4 – Rifugiati afghani in Iran. Oltre ad essere un Paese di emigrazione la Repubblica islamica ospita circa tre milioni di rifugiati provenienti dall’Afghanistan, molti dei quali privi di documenti

Sul territorio italiano vi è inoltre una bassissima percentuale di nomadi, per la maggior parte sprovvisti di documenti di identità, che si dichiarano Iraniani ma che, con molta probabilità, sono di origine afghana. La più cospicua comunità è costituita da circa duecento soggetti residenti nel comune di Castel Volturno in provincia di Caserta. Secondo dati ISTAT nel 2010 Castel Volturno era il dodicesimo comune italiano per presenza di Iraniani, con un incremento di popolazione pari al 162,5 per cento tra il 2009 e il 2010.

Alice Miggiano

Un chicco in più

Per approfondire il tema della diaspora iraniana nel mondo si veda questo interessante studio di Shirin Hakimzadeh sul sito del Migration Policy Institute di Washington.

Le uniche ricerche finora pubblicate sulla comunità iraniana in Italia sono state condotte dalla sociologa Chantal Saint-Blancat (monografia Nazione e religione fra gli Iraniani in Italia, 1988 e articoli “L’immigrazione iraniana in Italia: vera o falsa parentesi?”, 1989 e “La presenza iraniana in Italia”,1990) e dall’iranista Mario Casari (contributo “Iranians in Italy”, 2006).

Foto di copertina di plosone-phylo rilasciata con licenza Attribution License

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